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Scritto Sabato 04 giugno 2016 alle 00:00

Olgiate - Calolzio: estorsione, minacce e ''truffa'', un 24enne condannato a 6 anni

Sei anni e un mese di reclusione, il pagamento di una sanzione di 2.100 € oltre alle spese legali, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, l’allontanamento dallo Stato italiano dopo aver scontato la sua pena.
Questa la condanna inflitta nella mattinata di oggi, venerdì 3giugno, dal giudice Enrico Manzi nei confronti di Florin Lacatusu, 24enne di origine rumena che nel luglio del 2014 si era fatto consegnare da un professore di Olgiate Molgora 1.000 € in contanti fingendosi un minorenne in difficoltà, arrivando poi a minacciarlo per ottenere altro denaro. Una vicenda davvero spiacevole quella vissuta dall’uomo, che era stato avvicinato dal ragazzo (senza fissa dimora) in stazione, in due diversi episodi a Olgiate Molgora e Calolziocorte. È stato il maresciallo capo Fabio Galiè, titolare delle indagini nei confronti del giovane, a raccontare in aula i fatti nella mattinata di oggi.
“Il 15 luglio di 2 anni fa l’insegnante lo ha incontrato per la prima volta. L’imputato gli ha detto di avere origini indiane e di essere minorenne, chiedendogli del denaro e mostrandogli due numeri di telefono, associati a un certo dottor Faz e a Don Alessio, un sacerdote di Sondrio. Ha chiamato l’utenza del presunto medico, facendolo parlare con lui”. Dall’altra parte della cornetta però non c’era un dottore garante della parola di un minorenne in difficoltà, ma un complice rumeno individuato a seguito delle meticolose indagini condotte dai Carabinieri.
Il professore si è però fidato, consegnando al ragazzo 500 € in contanti, prelevati appositamente.
“Due giorni dopo è stato avvicinato nuovamente, alla stazione di Calolziocorte. Di fronte al diniego della sua vittima, Florin Lacatusu lo ha minacciato di mettersi a urlare di fronte a tutti, accusandolo di averlo molestato” ha spiegato il maresciallo capo Galiè. L’olgiatese, di fronte a tale prospettiva, gli aveva consegnato altre 500 € in contanti.
Il giorno dopo è tornato alla carica e, di fronte ad un diniego questa volta più deciso da parte dell'olgiatese, ha messo in atto il suo piano. “Il professore si è allontanato e ha chiamato il luogotenente Montanari, suo conoscente, che ha fatto intervenire una pattuglia” ha spiegato il maresciallo capo Galiè. Le successive indagini promosse dai Carabinieri hanno permesso di individuare il ragazzo, maggiorenne e di origine rumena, e due connazionali titolari delle utenze telefoniche indicate come quelle del presunto medico e sacerdote.
Il professore, presente in aula, ha confermato le dichiarazioni rese. “Avevo abitato a Calolzio per anni, mi fermavo in treno per svolgere le commissioni in alcuni negozi del centro” ha spiegato.
“Siamo di fronte ad una situazione che potrebbe far sorridere, ma non è così. Questo ragazzo, all’epoca dei fatti 22enne, ha messo in atto artifizi e raggiri concretizzati, fino all’estorsione quando ha minacciato l’insegnante di mettersi a urlare fingendosi vittima di abusi” ha sottolineato il pubblico ministero Pietro Bassi. Proprio sulla base del reato più grave a lui imputato (quello dell’estorsione, unitamente alla truffa e alla minaccia), egli ha chiesto la condanna a 5 anni di reclusione e il pagamento di 900 € di ammenda.
L’avvocato difensore del giovane, Massimo Spreafico, ha indicato l’assoluzione per quanto riguarda l’estorsione e la minaccia, e il minimo della pena per la tentata truffa.
Decisamente più severa la condanna del giudice Enrico Manzi nei confronti di Florin Lacatusu, a 6 anni e 1 mese di reclusione e all’allontanamento dal Paese.
R.R.
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