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Scritto Giovedì 05 maggio 2016 alle 20:13

Cernusco: rapina a mano armata nel 2006 al Blockbuster. Gli imputati si autodenunciano

Lo sforzo di memoria chiesto quest'oggi ai primi testi del processo intentato nei confronti di Fabio Cagia e Edoardo Sala, chiamati a rispondere di rapina aggravata, non è stato certamente indifferente. L'episodio ascritto ai due risale infatti al 17 novembre 2006. L'istruttoria dibattimentale è dunque entrata nel vivo a quasi 10 anni dai fatti, ambientanti all'interno del Blockbuster di Cernusco Lombardone, negozio della catena specializzata nella vendita e nel noleggio di videocassette e dvd ormai sparita in quanto "surclassata" dalla tecnologia come rilevato dal presidente del collegio giudicante, il dr. Enrico Manzi al cui cospetto - con a latere i colleghi Nora Lisa Passoni e Salvatore Catalano - sono sfilati l'allora cassiere dello store, un cliente e due operanti, uno dei quali - visto il tempo trascorso - riformato dal servizio e l'altro "passato di grado". "Verso l'orario di chiusura sono entrati due ragazzi, più o meno della stessa età: puntando un coltello da cucina hanno preso la cassa e sono scappati" ha sintetizzato il commesso, oggi appena 32enne e dunque giovanissimo quando suo malgrado si trovò vittima della rapina per la quale si sta ora procedendo. "Forse avevano i volti coperti ma non del tutto" ha poi proseguito, "guidato dal sostituto" procuratore Cinzia Citterio, ricordando l'accento marcatamente calabrese di uno dei due "assalitori" e di aver subito "un minimo di shock" solo alla vista dell'arma, senza essersi sentito particolarmente minacciato dagli sconosciuti, poi dileguatosi con appena cento euro sottratti dal cassetto.
"Ci siamo guardati l'un l'altro per un secondo negli occhi" ha aggiunto un ragazzo, presente in negozio quella sera, come cliente. "Stavo guardando un dvd, ho alzato lo sguardo verso l'uscita e vidi una persona" ha riferito, ammettendo di aver saputo della rapina solo dal una seconda commessa, oggi non comparsa in Aula seppur citata.
Ad aggiungere "colore" alla vicenda, hanno pensato però i due Carabinieri della Compagnia di Merate chiamati a testimoniare dal Pm. Hanno infatti portato il collegio a conoscenza di come si è arrivati a identificare Cagia e Sala: il secondo cercando di simulare la cadenza calabrese, avrebbe infatti, annebbiato con ogni probabilità dai fumi dell'alcool, composto il 112 nella nottata del 22 dicembre presentandosi all'operatore con il nome del primo e affermando di voler autodenunciarsi per quanto avvenuto il mese precedente da Blockbuster. Due le telefonate intercorse quella notte con il centralinista - a cui entrambi gli odierni imputati erano noti - capace di fare due più due e di ricollegare la voce dall'altro capo al Sala, poi convocato in caserma dove avrebbe redatto egli stesso un verbale nel quale ammetteva le proprie responsabilità - indicando l'amico quale complice - in riferimento alla rapina di Cernusco.
Entrambe le chiamate, così come il manoscritto, saranno assunte come prova. Il processo si chiuderà il prossimo 23 settembre.




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