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Scritto Giovedì 28 aprile 2016 alle 13:43

Operazione antiterrorismo: contatti tra Mohamed Koraichi e il pugile lecchese e la moglie, per attentati terroristici in Italia

La fotografia di 4 bambini (i suoi tre figli, e quello dell'amico fuggito in Siria e morto nel 2015 mentre combatteva per l'Isis) che puntano il dito verso l’alto, a simboleggiare il martirio. Questa l’immagine del profilo WhatsApp di Mohamed Koraichi, marocchino che nel 2015 ha lasciato Bulciago per raggiungere la Siria con la moglie Alice Brignoli per raggiungere la Siria.

Da lì l’uomo ha mantenuto stretti contatti con il pugile lecchese Moutaharrik Abderrahim e sua moglie Salma Benchark, che avrebbero ricevuto istruzioni in merito ad attentati da promuovere in Italia, in particolare nella città di Roma.

 

Sono loro quattro dei sei destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal GIP di Milano per il reato di “Partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale” (articolo 270 bis, 2° comma del codice penale), nell’ambito di una vasta operazione di antiterrorismo in diverse Province della Lombardia e del Piemonte.

IL VIDEO DELL'OPERAZIONE


Per visualizzare il video relativo all'operazione clicca qui

Le altre due riguardano la sorella di Mohamed, Wafa Koraichi residente a Baveno, e Abderrahmane Khachia, 23enne marocchino residente in Provincia di Varese, fratello di un combattente morto.
Proprio in “onore” di questa perdita, in base ad uno dei filoni di indagine illustrati stamane in occasione della conferenza stampa promossa presso la Procura di Milano, il fratello si era avvicinato alla causa della Jihad.

IL VIDEO CON IL PUGILE LECCHESE



Per visualizzare il video sul pugile lecchese clicca qui


In base a quanto emerso nel corso delle indagini, condotte congiuntamente dalle DIGOS di Lecco, Varese e Milano - supportate dal Servizio Centrale Antiterrorismo della DCPP/UCIGOS e dal ROS dei Carabinieri, coadiuvato dai Comandi dell’Arma territorialmente competenti, il pugile lecchese e la moglie avrebbero voluto seguire le “orme” del bulciaghese Mohamed Koraichi, lasciando l’Italia con i loro due figli di 2 e 4 anni. Ma dalla Siria, attraverso messaggi WhatsApp, sarebbero arrivate indicazioni diverse. Quelle cioè di agire in Italia, nell'ambito di attacchi terroristici che sarebbero stati destinati in particolare alla città di Roma.

Era in constante contatto con il fratello anche Wafa Koraichi, anch’essa oggetto dell’ordinanza di custodia cautelare.


Ad illustrare le risultanze delle indagini, che hanno evidenziato la presenza della coppia di estremisti islamici a Lecco, sono stati nella mattinata di oggi il comandante dei Ros Giuseppe Governale, Lamberto Giannini (Servizio centrale antiterrorismo), i sostituti procuratori della Procura milanese Enrico Pavone e Francesco Cajani, il procuratore della repubblica facente funzione Pietro Forno, il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti.
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