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Scritto Venerdì 15 aprile 2016 alle 19:42

Merate: aperto il processo per le protesi d’anca DePuy risultate ''difettose'' impiantate al Mandic

Si è aperto nella mattinata di oggi, venerdì 15 aprile, con una rapida udienza di fronte al giudice di pace Nicoletta Cossio, il processo che vede imputati con l’accusa di lesioni colpose cinque legali rappresentanti della DePuy International Ltd, società produttrice di una particolare tipologia di protesi all’anca impiantata ad un centinaio di pazienti all’ospedale Mandic di Merate, tra il 2005 e il 2010. Tali dispositivi, ritirati dal mercato dagli stessi produttori, sono risultati “difettosi” nonché potenzialmente pericolosi per la salute, a causa della produzione di ioni di cromo e cobalto dallo sfregamento tra le parti metalliche, in grado di entrare nell’organismo del paziente attraverso il sistema linfatico.
Le persone che già erano state operate si sono dovute sottoporre ad un nuovo intervento di sostituzione delle protesi e in molti si sono rivolti a Federconsumatori per ottenere un risarcimento per quanto accaduto. Alcuni hanno optato per una causa civile, altri per un “accordo” con la società al di fuori di qualsiasi giudizio, altri ancora (11 nello specifico quelli residenti in Provincia di Lecco) si sono rivolti ad un legale per procedere penalmente.
Nella mattinata di oggi l’avvocato Laura Rota, in rappresentanza dello studio Rota Morselli, è comparsa in udienza unitamente al legale Giovanni Rucellai (studio Isolabella) che assiste i cinque imputati. L’avvocato Rota ha presentato denuncia querela su disposizione di 5 persone sottoposte all’impianto della protesi DePuy, residenti nella nostra Provincia e che sono state operate presso l’Azienda ospedaliera di Lecco e  a Bergamo. Altre 4 persone sono assistite dall’avvocato Carlo Gibertini e una dal legale Michaela Licini. Le posizioni di queste persone seguono attualmente un “percorso” separato e approderanno di fronte al giudice di pace in seguito, ma non è escluso che le 11 posizioni possano essere riunite in un unico procedimento.
Il processo è stato rinviato al prossimo 18 novembre a causa di un difetto di notifica evidenziato in aula. Nel frattempo, su accordo delle parti, i pazienti sono stati sottoposti ad una visita da parte di due medici indicati rispettivamente dai legali difensori degli imputati e da quelli delle parti lese, al fine di quantificare il danno e pervenire ad un eventuale accordo sul risarcimento.
R.R.
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