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Scritto Venerdì 08 aprile 2016 alle 09:43

Funzione pubblica, adesione del 70% allo sciopero generale

Sono partiti in un centinaio da Lecco alla volta di Milano, nella mattinata di giovedì 7 aprile, per partecipare alla manifestazione generale unitaria indetta a livello regionale da Fp Cgil, Fp Cisl, Uilfpl, Uilpa. Rinnovo del contratto nazionale per i lavoratori pubblici e privati della categoria funzione pubblica, miglioramento dei servizi e valorizzazione del lavoro. Queste la principali rivendicazioni dello sciopero generale, promosso attraverso un corteo che da Piazza Duca d’Aosta si è concluso in Piazza Città di Lombardia.
Oltre al gruppo che ha raggiunto Milano per manifestare, in presenza dei funzionari sindacali di categoria, è stata elevata l’adesione allo sciopero sul territorio lecchese.

“Ha riguardato il 70% circa dei dipendenti. I centri diurni per disabili di Merate e Calolziocorte sono rimasti chiusi, l’astensione dal lavoro ha coinvolto diversi i lavoratori di Ats e Asst – in ambito sanitario pubblico – e altri nel settore della cooperazione, ma anche dell’Agenzia delle entrate e Agenzia del territorio” ha spiegato Catello Tramparulo, funzionario Fp Cgil. “Una adesione forte si è registrata a La nostra Famiglia, con sede tra le altre a Bosisio Parini, e una delegazione di lavoratori ha partecipato alla manifestazione di Milano. Nel loro caso, di contratto relativo al settore sanitario privato, attendono da ben 8 anni il rinnovo. È bloccata da 5 anni anche la contrattazione di secondo livello, cioè quella aziendale. Sono lavoratori “congelati”, e l’obiettivo è quello di arrivare ad una piattaforma unitaria per quanto riguarda la sanità privata”.

Tra le rivendicazioni promosse dai lavoratori di Ministeri, Agenzie fiscali, Enti pubblici non economici, enti locali, sanità pubblica e privata, terzo settore e cooperative sociali, la principale riguarda proprio la necessità di rinnovare il contratto nazionale fermo da anni, rilanciare la contrattazione decentrata, aumentare le retribuzioni ferme da oltre 6 anni, superare i vincoli della legge Fornero sulle pensioni. A questo si aggiunge la richiesta di un confronto a livello regionale e aziendale sugli effetti e le ricadute della legge di riforma regionale in ambito sociosanitario, al fine di valorizzare il lavoro degli operatori e migliorare la qualità dei servizi.

Si chiede poi il rispetto di orari di lavoro e diritto al riposo, e la promozione di un piano regionale di assunzioni finalizzato alla riduzione delle liste di attesa per le prestazioni sanitarie e alla creazione di nuovi posti di lavoro per professionisti sanitari e sociosanitari, medici, infermieri, OSS. Infine, i sindacati rivendicano la necessità di un confronto con Regione Lombardia su una proposta organica di ridisegno delle funzioni pubbliche e istituzionali sul territorio, in previsione della riduzione della presenza dello Stato (inteso come Prefettura, Provincia, Corpo forestale e Vigili del fuoco tra gli altri) conseguenza della legge Madia.
Lo sciopero di giovedì a Milano sarà riproposto in altre Regioni italiane nel corso dei prossimi mesi.
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