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Scritto Martedì 05 aprile 2016 alle 17:19

Ad Olginate ancora ricordano la sua passione per le 2 ruote. E la foto in prima pagina sulla Gazzetta dello sport

 

Don Pietro Masetti
Ad Olginate era stato coadiutore all’oratorio per ben vent’anni, lasciando il paese nel 1976 per approdare poi in quella Merate che non avrebbe mai più abbandonato. Nella comunità che per primo l’ha accolto – dopo l’ordinazione avvenuta nel 1955 e un’esperienza quale vice rettore al seminario di Venegono – il ricordo di don Pietro Masetti, mancato a mezzogiorno di quest’oggi alla Fondazione Borsieri di Lecco, è ancora assolutamente vivo nonostante l’ormai “pesante” lasso di tempo trascorso dalla sua partenza.
“Sono stato a trovarlo 20 giorni fa, l’avevo anche trovato tutto sommato bene. Pensavamo di organizzarci per andare a far visita ad un nostro comune amico, ospite anch’egli di una casa di riposo ma qui a Olginate” ha affermato l’ex sindaco Antonio Gilardi, tornando con la memoria alle tante esperienze vissute “in gioventù” con quel sacerdote originario di Mesero, presto entrato nel cuore di tutti gli olginatesi. “Era un appassionato sfegatato di ciclismo, l’ho visto personalmente scalare lo Stelvio” ha proseguito il borgomastro emerito, citando un vero e proprio “amore” di don Pietro, le “due ruote”.
Non era inusuale incontrarlo in sella, anche ben lontano dai confini comunali. Ne sa qualcosa la Gazzetta dello Sport che negli anni ’60 immortalò il sacerdote alle prese con la salita del “muro” di Sormano, inserita nel Giro di Lombardia dall’indimenticabile patron Vincenzo Torriani. Don Pietro venne fotografato mentre, in veste nera, si “inerpicava” fino alla “vetta”: il cielo in cima ad una salita, il commento inserito in prima pagina. “Con Attilio Milani, proprietario dell’Hotel Nuovo, anche lui un vero sportivo che ha conosciuto personaggi del calibro di Moser e Coppi, condivideva una vera passione per il ciclismo” afferma anche Italo Bruseghini, arrivato a Olginate nell’ultimo periodo trascorso in paese da don Masetti. “Era il prete dei giovani, una persona che viveva proprio nella comunità, anche attraverso il suo essere “atleta”. Ai tempi era assolutamente un sacerdote moderno”.
Ai funerali, celebrati giovedì mattina alle 10.30 nella parrocchiale di Merate, siamo certi non mancheranno anche tanti olginatesi.

 

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