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Scritto Mercoledì 30 marzo 2016 alle 17:29

Il rendiconto delle parrocchie dopo le benedizioni di Natale. Una forma ancora ricca di entrate per le casse delle comunità

Per le famiglie cattoliche è un momento molto particolare dell'anno, dove il sacerdote fa visita a casa e con l'aspersorio e con una preghiera benedice le mura domestiche. Le più devote preparano anche un angolo, con un crocifisso, una candela accesa o il presepe illuminato, altre chiedono al religioso di visitare l'intera abitazione e di benedire orto e giardino, chi può riunisce tutta la famiglia e, in caso di assenza forzata, affida a un vicino il compito di aprire l'uscio.

Nel corso degli anni questa tradizione è cambiata. La mancanza di sacerdoti o l'età degli stessi ha portato a ridurre le visite, a spostarle in un periodo dell'anno con un clima più mite (come la Pasqua) o a trasformarle in un momento comunitario con la benedizione in chiesa o "per quartiere" delle famiglie. C'è chi poi, come Merate, ha coinvolto anche le religiose presenti in parrocchia, affidando loro una fetta di città da visitare. Oggetto delle benedizioni generalmente non sono poi solo le case ma anche i negozi, gli uffici, le aziende e quindi il giro si allarga e da qui la necessità di coinvolgere anche altre persone in questa attività o di trovare altre formule, magari meno "intime" ma di certo più veloci ed economiche.

La benedizione natalizia è anche un momento in cui la famiglia dà il suo sostegno, libero, alla comunità, legando la visita del sacerdote a un'offerta in una busta.

Il rendiconto di queste entrate straordinarie viene generalmente poi comunicato ai fedeli tramite le affissioni alle bacheche in fondo alla chiesa oppure sui bollettini.

Una pratica non in uso a tutte le parrocchie (di alcune i bilanci non sono ancora stati chiusi quindi ci prefiggiamo di poter riaggiornare la statistica) ma che mostra comunque come il territorio sia ancora generoso.

Ecco una carrellata di rendiconti relativi alle offerte raccolte durante le benedizioni nel tempo di Natale, con uno sguardo meratese e uno spaccato anche sul lecchese.



AIRUNO: 4.377 euro

ROBBIATE: 36.600 euro (38.930 nel 2014)

IMBERSAGO: 578 buste pari a 19.145 euro; donazioni private (4.000 euro); pranzo mercatini Natale (1.299 euro); mercatini di Natale (1.435 euro);

NOVATE: 13mila euro

PAGNANO: 2.265 euro (incontri della preghiera natalizia itinerante); 200 euro (Lavori del martedì per un Natale di solidarietà)

SARTIRANA: 11mila euro

MONTEVECCHIA: 26.500 euro

OSNAGO: visita alle famiglie e busta di Santo Stefano 14.760 euro; avvento di Carità 520 euro

VERDERIO SUPERIORE: 15.500 euro

VERDERIO INFERIORE: 7.440 euro (benedizioni); 2.545 euro (115 buste); 600 euro (Babbo Natale); calendari avvento (700 euro)




CIVATE: 15.162 €

MALGRATE: 23.142 €

OLGINATE: 32.650 € (1.300 buste)

PESCATE: 15.800 €

VALMADRERA: 40.842 € (10.350 da imprese e 30.492 dalle famiglie)
S.V.
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