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Scritto Lunedì 21 marzo 2016 alle 19:20

Merate: dichiarata fallita la 'Cauduro Racing Team', la srl già attenzionata dalla Finanza con tanto di maniero sequestrato

Alcune delle proprietà interessate dalla vicenda
L'adunanza per l'esame dello stato passivo dinnanzi al giudice delegato dr. Dario Colasanti è fissata per il prossimo 29 giugno. In data 18 marzo infatti il Tribunale di Lecco - con sentenza a firma del presidente Ersilio Secchi - ha dichiarato fallita la Cauduro Racing Team srl in liquidazione con sede legale in via Bergamo 39 a Merate. Si tratta di una delle due società - entrambe riconducibili all'imprenditore Fabio Cauduro - recentemente finite all'attenzione dei finanzieri lecchesi che nell'ottobre scorso hanno proceduto al sequestro di un maniero in un Umbria al fine di tutelare il supposto danno erariale accertato all'esito di due distinte indagini, la prima delle quali aveva già portato nel 2013 alla denuncia dell'uomo per reati fiscali. Stando al quadro accusatorio - sostenuto dal sostituto procuratore Paolo del Grosso che ha coordinato le operazioni "Crazy Racing" e "Poker Racing" condotte dalla Fiamme Gialle lariane - la Poker Project e, appunto, la Cauduro Racing Team attive nel campo dell'organizzazione e promozione di eventi sportivi avrebbero per anni drasticamente abbassato fraudolentemente la base imponibile utilizzando sia fatture per operazioni inesistenti che sovrafatturando servizi realmente effettuati.
"L'abbattimento della base imponibile avveniva - stando alle informazioni diffuse direttamente dai baschi verdi lo scorso anno al momento dei sequestri preventivi per equivalente - mediante l'utilizzo di fatture false emesse da sette società romane: tutte riconducibili allo stesso domicilio; tutte prive di una minima struttura organizzativa; tutte con vita operativa non più lunga di un esercizio; tutte intestate a cittadini Sud Americani nullatenenti sul territorio italiano; tutte sistematicamente trasferite in America Latina una volta esaurita la loro "utilità"". Il vantaggio economico fraudolentemente ottenuto, sarebbe poi stato reimpiegato tramite la Freccia Immobiliare, altra attività sempre riconducibile all'imprenditore coinvolto.
Le attività investigative avevano preso avvio al termine del 2013 con l'analisi della contabilità delle due società di promozione di eventi sportivi: sembrerebbe così emerso come i costi derivanti dalle sponsorizzazioni di gare di rally fossero sproporzionati rispetto al ritorno che l'evento avrebbe portato in termini di pubblicità. La svolta però si sarebbe registrata solo nel 2014 quando la Procura, ritenendo valide le ipotesi di reato avanzate dalle Fiamme Gialle, ha autorizzato le indagini bancarie, al seguito delle quali parrebbe essere stato possibile non solo stabilire in diversi milioni di euro l'imposta evasa ma anche individuare le modalità utilizzate per cercare di far perdere le tracce del denaro drenato: prelevamenti cash, monetizzazioni di titoli al portatore in denaro contante, cambio assegni allo sportello (senza cioè transitare sul rapporto di conto corrente). L'amministratore indagato, già denunciato come anticipato nel 2013, avrebbe infine re-investito i proventi ritenuti "illeciti" dalla Guardia di Finanza nel castello con parco e piscina ubicato in un antico borgo sulle colline umbre, poi sottoposto a sequestro e risultato tra l'altro catastalmente dichiarato quale negozio, per trarre - ritengono gli inquirenti - ulteriore vantaggio.
A chiedere la dichiarazione di fallimento della Cauduro Racing Team  - costituita nel 1991 e il liquidazione dal 18 dicembre 2013 - è stato proprio il sostituto procurato Paolo Del Grosso. Alla sua istanza si è aggiunta poi quella di una società con sede legale a Saronno. Il Tribunale - esaminando la causa che vede coinvolto Cauduro in qualità di liquidatore della srl che ha affidato i propri interessi all'avvocato Marcello Perillo - ha ritenuto sussistenti i requisiti soggettivi di fallibilità nonché lo stato di insolvenza, annotando espressamente "pur escludendo l'ingentissimo ma contestato debito erariale nonché il debito nei confronti della Illva Saronno spa, emerge che l'attivo patrimoniale ha valore potenziale di circa 500.000 euro mentre l'ammontare complessivo dei debiti ammessi senza riserve ammonta a oltre 800.000 euro".
Per tali ragioni, tre giorni fa, è stato decretato il fallimento della società nominando contestualmente quale curatore il dr. Simone Milossi.
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A.M.
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