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Scritto Venerdì 18 marzo 2016 alle 08:08

Robbiate: in ricordo del genocidio le autorità e gli studenti accolgono il console armeno

"Il popolo armeno ha 3000 anni di storia, si è stabilito nella penisola anatolica in mezzo a popolazioni ostili e in un luogo dove nei secoli più di cento etnie sono scomparse. Gli armeni ci sono ancora e non dimenticano: non dimenticano soprattutto chi li ha aiutati, perché la memoria ha un valore per il male ma anche per il bene", con queste parole il console onorario della Repubblica Armena in Italia Pietro Kuciukian ha voluto ringraziare quanti erano presenti alla cerimonia ufficiale per la consegna delle delibere dei consigli comunali di Imbersago, Robbiate, Paderno d'Adda e Verderio per il riconoscimento del genocidio armeno in occasione del suo centenario.

Il console, ospitato nella sala consiliare del Comune di Robbiate, alla presenza delle autorità civili e militari del nostro territorio, oltre che ovviamente dei sindaci e degli assessori dei comuni coinvolti nell'iniziativa, ha portato anche i saluti e i ringraziamenti dell'ambasciatore da Roma e del suo governo.

Il console Pietro Kuciukian


"Il genocidio armeno, quello che noi chiamiamo il Grande Male, fu un male impunito e che proprio per quello si diffuse nel mondo: la Shoah, i genocidi in Cambogia, Ruanda e chissà quanti altri sono nati per l'impunità riservata al primo genocidio del XX secolo. Ringrazio voi tutti e soprattutto i ragazzi e le ragazze delle scuole per aver avuto la sensibilità di capirlo così bene".

VIDEO



Al centro del progetto "Il Grande Male", la cui ultima tappa è andata in scena con l'emozionante cerimonia di mercoledì sera, sono stati proprio i ragazzi delle classi terze della scuola secondaria di primo grado dell'Istituto Comprensivo di Robbiate. Con il loro percorso didattico - che è stato portato avanti di pari passo a degli incontri divulgativi per informare i cittadini dei quattro comuni sulla tragedia che 100 anni fa sconvolse il popolo armeno - hanno affrontato una riflessione poco nota e dolorosa della storia; e attraverso la letteratura, la musica e la pittura sono riusciti a trasmettere, anche nella cerimonia di mercoledì, un messaggio di pace e per un futuro senza guerre.

Il console Pietro Kuciukian e il consigliere dell'Unione Armeni Gueguel Khatchadourian

"Spesso i ragazzi della nostra scuola sono chiamati a tener viva la memoria - ha spiegato la professoressa Laura Ferrari in rappresentanza del dirigente scolastico - è infatti un dovere della scuola commemorare, non come retorica, rito o vuota celebrazione, ma sapendo che lungi dall'essere condivisa la memoria può rivelarsi terreno di battaglia etnico, politico o religioso. La manipolazione della storia è un antico vizio dell'umanità e tocca a noi adulti dedicare il tempo necessario a spiegare ai più giovani quello che è stato, perché solo la conoscenza approfondita della storia può rendere i nostri studenti cittadini che crescono liberi di scegliere da che parte stare".

La professoressa Laura Ferrari

Nel corso della serata gli alunni hanno letto alcune delle pagine più significative del libro "La Masseria delle Allodole", della scrittrice di origine armena Antonia Arslan, ed hanno deposto alla luce di un lumino garofani bianchi, come avviene a Yerevan presso il monumento del memoriale del genocidio armeno. Alcuni di loro hanno anche suonato l'Inno della Repubblica Armena con l'apprezzamento del console e del consigliere dell'Unione Armeni in Italia, la signora Gueguel Khatchadourian.
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Ai sindaci di Imbersago, Robbiate, Verderio e Paderno è invece spettato l'onore di consegnare al dottor Kuciukian - dopo la lettura del testo da parte della dottoressa Rosa Renda, segretario comunale di 3 dei 4 enti - le pergamene contenenti l'atto ufficiale di riconoscimento del genocidio del popolo armeno ed espressione della piena solidarietà da parte dei cittadini in occasione del centenario di quei tragici eventi.

l nominativi dei quattro comuni saranno inseriti tra i "giusti della memoria" in una targhetta che verrà conservata nel museo memoriale del genocidio nella capitale armena, così come un'opera pittorica donata dall'artista Dolores Previtali.
M.F.
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