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Scritto Giovedì 21 gennaio 2016 alle 08:35

Paderno - Merate, ovvero : quando nella realizzazione di opere pubbliche il tempo necessario è una variabile indipendente


Il 22 gennaio 1887 la Società nazionale officine di Savigliano firmava il contratto con l'Ufficio governativo per le opere pubbliche avente per oggetto la costruzione di un ponte a una sola arcata che scavalcando il fiume Adda tra Paderno e Calusco collegasse le province di Como e Bergamo. Sul finire del 1885 lo speciale Ufficio del governo aveva predisposto un progetto di massima che prevedeva di collocare il binario sulla travata superiore e la strada provinciale su quella inferiore. Dopo ampie discussioni il progetto veniva affidato all'azienda di Cuneo e in particolare all'ingegner Jules Röthlisberger e il 22 gennaio di 129 anni fa il tecnico riprogettava la struttura con l'idea di incanalare la ferrovia nella travata inferiore, deviandone leggermente anche il tracciato. I lavori iniziarono nel mese di maggio del 1887. Un solo arco costruito secondo la teoria dell'ellisse di elasticità con la travata superiore posta a 261,75 metri sul livello del mare e 80 metri dal pelo dell'acqua del fiume in magra (a 181 metri); la corda dell'arco è di 150 metri, la freccia di 17,50 metri, la lunghezza del ponte di 266 metri e la larghezza di 9,50 metri.

Il treno d'epoca transitato sul ponte il 31 maggio 1989 in occasione del centenario del San Michele

Tra i materiali usati di cui si ha notizia, 100mila chiodi ribattuti che reggono le oltre 2.500 tonnellate della struttura che, a sua volta, poggia su plinti realizzati a metà della scarpata costituiti da oltre 5mila metri cubi di pietra di Moltrasio e 1.200 metri cubi di granito di Baveno. Per l'ampiezza dell'arco il Ponte era il quarto al mondo dopo quello sul Duero in Spagna, il Douro, stesso fiume, ma in Portogallo e il terzo sul Mississipì. Un'opera di ingegneria straordinaria realizzata in 24 mesi. E il 31 maggio 1889, "una giornata né bella né brutta  col cielo tutto velato di nebbia....", come scriveva un cronista dell'epoca, il Ponte veniva inaugurato col passaggio di due locomotive del gruppo 450 bis e sei nuove locomotive del gruppo 260 a quattro assi accoppiati per un peso complessivo di 438 tonnellate provocando una oscillazione  dell'arco di meno di 7 millimetri e l'abbassamento della travata di circa 11 millimetri all'altezza della quarta pila. Qualche giorno dopo, il 10 giugno il ponte veniva benedetto dall'arcivescovo mons. Calabiana.

21 gennaio 2015


21 gennaio 2016
 
Il 21 gennaio 2015, a seguito di piogge torrenziali, crollavano circa 20 metri lineari dell'argine nord del torrente Molgora, in territorio comunale di Merate, più precisamente in via Calendone. Nell'immediatezza del fatto la strada veniva chiusa e messa in sicurezza. E successivamente installato un semaforo "provvisorio" per regolare il traffico a senso alternato. Il 12 agosto veniva affidato l'incarico definitivo per la progettazione dell'intervento. Il 16 ottobre l'indagine geognostica veniva consegnata al progettista. A fine novembre il tecnico incaricato depositava il progetto preliminare. Il 13 dicembre detto progetto partiva alla volta del Servizio territoriale di Regione Lombardia e della provincia per i pareri di competenza. Il 22 dicembre la Giunta meratese approvava il progetto preliminare. Ora si dovrà redigere il progetto esecutivo/definitivo da assoggettare alla conferenza dei servizi cui partecipano tra gli altri la provincia stessa e la Soprintendenza. Poi l'Ente che deve essere soppresso, quindi, non a caso, ha visto aumentare le proprie competenze, dovrà in qualità di stazione unica appaltante, bandire la gara per l'assegnazione dei lavori. Secondo stime interne l'opera sarà commissionata a fine primavera inizio estate e terminerà a ridosso del secondo compleanno del cedimento.

L'ing. Jules Röthlisberger e l'assessore Giuseppe Procopio


Due anni per sistemare venti metri di argine franato; due anni per realizzare il ponte San Michele, quarto al mondo.

Ma in che cazzo di Paese viviamo?
Claudio Brambilla
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