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Scritto Venerdì 01 gennaio 2016 alle 19:25

Merate: prima regola, nessuna regola. Così, pur se tra le più inquinate la città esplode in mille fuochi d'artificio a Capodanno

La regola del "geometra", Vate e Oracolo, della maggioranza consiliare di "PiùMerate" è la seguente: tutto permesso ad esclusione di quanto espressamente vietato. Che è l'esatto contrario di quanto ci si attende da una Pubblica Amministrazione, regole chiare per una convivenza civile. Ma gli "altri" si adeguano, anche la task force legale, chi perché è della conventicola, chi perché torna comodo ai fini del consenso facile, chi perché forse non la pensa allo stesso modo ma una recente promozione ancora non gli consente sbandate. Sia come sia anche i botti di capodanno, non espressamente vietati, sono stati permessi. E sono esplosi con grande fragore in tutta la città, per una buona ora.

Regione Lombardia e Arpa si sono sgolate per spiegare che i petardi aumentano verticalmente lo smog invitando i sindaci a emettere ordinanze di divieto. Nella sola Milano è stato stimato che in un anno i fuochi d'artificio producono 44 tonnellate di PM10, il 6% di PM primario totale. Il pressante invito è stato raccolto dalla capitale morale d'Italia, ma anche dal nostro capoluogo, Lecco e dai cugini di Como. Merate invece no. Perché, si è chiesto il Vate, fare dispetto agli elettori-fuochisti? Lasciate fare, lasciate fare. E così è stato.

Ora però volete sapere qual è la cosa davvero bella? E questa: nel mese di dicembre Merate è risultata la città più inquinata di polveri sottili rispetto a Milano, Lecco e Como. Possiamo affermare che Merate è la città più inquinata di Lombardia o comunque sta sul podio. I dati sono questi (per sconfinamento si intende un valore medio giornaliero superiore a 50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo d'aria):


Milano Senato: sconfinamenti 30 su 31 giorni - media mensile 75,7

Como: sconfinamenti 27 su 31 giorni - media mensile 74,5

Lecco Amendola: sconfinamenti 9 su 31 giorni - media mensile 50,1

Merate:  sconfinamenti 30 su 31 giorni - media mensile 78,2


Sono dati sui quali il Sindaco, responsabile della salute pubblica, deve riflettere. Andrea Robbiani si prese una denuncia dagli ambientalisti perché accusato di non aver messo in campo nessun provvedimento atto a contrastare lo smog. E la situazione era decisamente migliore dell'attuale. Andrea Massironi che cosa ha messo in campo? Nulla, neppure un banale divieto che tanto nessuno avrebbe rispettato; come sempre più spesso accade a Merate, tollerare, lasciar fare, non intromettersi.

Ad esempio il bravo Massimiliano Vivenzio non ha spiegato nonostante i suoi lodevoli interventi perché almeno le 17 piante indicate dalla perizia dell'agronomo insistenti nell'ex parco Diana non sono state salvate.  La nostra opinione è che la relazione peritale sia stata letta dopo l'azione della sega, non prima. E vogliamo crederci, perché se fosse il contrario ci dovremmo domandare a quale titolo Vivenzio mantiene oltre all'urbanistica anche l'ecologia e l'ambiente. Sarebbe come infilare Dracula in un centro prelievi. Dunque c'è stata disattenzione, nella migliore delle ipotesi. E che dire di Giuseppe Procopio? Adesso in molti riprendono l'idea di sbancare qualche metro a destra dell'argine del Molgora per ripristinare il doppio senso in via Calendone. La situazione viabilistica gode delle festività ma alla ripresa saranno guai. E siccome l'opera di restauro sarà conclusa non prima di 8-12 mesi bisognerà che l'Avvocato metta in campo qualcosa di più di un paio di commi del codice degli appalti. Ammesso che ci siano i soldi per intervenire.

L'opinione nostra - irrilevante ai fini concreti ma comunque costruita su una lunghissima esperienza di Aula pur dalla parte del pubblico - è che questa maggioranza ha bisogno di un robusto tagliando. Gli assessori riconfermati sembrano aver perso lo slancio del neofita ed aver assunto la postura del veterano che tutto sa e nulla deve provare. Gli altri consiglieri mantengono la consegna del silenzio. Casaletto è la variabile indipendente che potrebbe fare la differenza. Ma ancora non la fa. E poi c'è la questione del Vate. E questo sì che fa la differenza. Tra un'Amministrazione diligente, operosa, metodica  e un gruppo di furieri senz'altri compiti se non quello di assecondare l'orientamento dello stakeholder per eccellenza.
Claudio Brambilla
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