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Scritto Mercoledì 30 dicembre 2015 alle 17:54

Sono 88 i fallimenti dichiarati dal Tribunale di Lecco nel 2015 in lievissimo calo, cresce il ricorso al concordato con riserva

Nel corso del 2015 sono stati dichiarati presso il Tribunale di Lecco 88 fallimenti (87 le procedure ancora aperte), in lieve calo rispetto ai 92 del 2014. Continua dunque la pur flebile tendenza alla progressiva riduzione di tali provvedimenti, cresciuti del 47% tra il 2012 e il 2013 (100 quelli registrati alla fine di quell'anno) quando l'onda d'urto della crisi economica si è abbattuta sulle piccole e medie imprese. Un calo che sembra ora riflettere un minimo miglioramento della situazione economica sul territorio.

Diminuisce lievemente anche il ricorso a procedure concorsuali alternative: sono stati infatti registrati 16 concordati (20 nel 2014), con una predilezione particolare per il concordato con riserva (saliti a 11). 5 poi le realtà hanno fatto ricorso al concordato pieno liquidatorio.

Andando ad osservare più nello specifico i decreti pubblicati - e liberamente consultabili - sul portale del Tribunale di Lecco, si evince come siano andati incontro al fallimento nel corso dell'anno ormai al termine sia aziende di grandi e medie dimensioni che imprese individuali, realtà note nel settore dei trasporti e dell'edilizia ma anche il piccolo pasticciere o il libraio.
La maggior parte dei fallimenti fa riferimento a ditte del circondario lecchese (33) e in particolare è il capoluogo di Provincia ad avere ottenuto il "primato" con 17 fallimenti, seguito da Merate (7), Olginate (6), Verderio (4).
Tra queste situazioni rientrano ad esempio l'autofficina Stern di Merate, che ha chiuso i battenti con un debito di 4 milioni di euro e la Tecnoelettra di Calco dove 15 persone sono state lasciate a casa all'inizio dell'anno.

La sede della Stern a Merate

È fallita lo scorso gennaio a Lecco la "Servizi Postali Italiani s.r.l.", operatore privato che si occupava della raccolta, dello smistamento e del recapito di qualsiasi tipo di corrispondenza che ha accumulato debiti per 224.000 € e la stessa sorte è toccata alla Altof Srl in liquidazione di Valmadrera, dove per i 12 dipendenti scatterà la mobilità a partire da gennaio 2016.
Fortemente colpito è risultato, a seguito dei fallimenti registrati nel 2014, il territorio di Calolziocorte con la mobilità per 106 lavoratori della Onyx Srl (ex Erc) e 50 delle Trafilerie del Lario, per i quali ogni tentativo di assicurare la continuità aziendale si è purtroppo rivelato vano.
Sono però le situazioni relative a procedure concorsuali di tipo concordatario a risultare attualmente le più problematiche, con decine di dipendenti coinvolti per i quali le prospettive per il futuro appaiono tutt'altro che rosee.
Tra le 5 aziende che hanno ottenuto il concordato pieno liquidatorio (procedura attraverso la quale il debitore mette a disposizione il suo patrimonio per assicurare il soddisfacimento dei creditori chirografari) risulta la Cesare Fumagalli Srl di Lecco in liquidazione, per i cui dipendenti (meno di 20) proprio quest'oggi è stata chiesta la cassa integrazione straordinaria in extremis.

I dipendenti della Cesare Fumagalli in picchetto dinnanzi alla sede di Lecco

Hanno invece fatto ricorso al concordato con riserva - procedura che permette alle attività che ne fanno richiesta di "posticipare" i tempi per la presentazione del piano e della relativa documentazione, o continuare l'attività attraverso l'affitto - il Tubettificio Europeo e l'impresa Pietro Carsana & C di Lecco. La prima sta proseguendo l'attività in attesa che le parti sindacali possano incontrare la proprietà, con ogni probabilità nel mese di gennaio 2016, per determinare il futuro di 130 lavoratori. 107 invece i dipendenti della storica azienda edile ammessi alla CIGS lo scorso 22 dicembre alla consegna del piano concordatario.
Nel meratese è stata ammessa al concordato con riserva la Airoldi Arduino S.A.S., realtà operante nel campo dei trasporti, dove per i dipendenti (meno di 20) è stata attivata la cassa integrazione e per la quale si sta valutando l'affitto di un ramo d'azienda.
Anche se le cronache nazionali parlano di timidi segnali di ripresa nell'economia, il ricorso al fallimento e alle procedure concordatarie in Provincia di Lecco appare ancora elevato, e alcune delle situazioni più problematiche nel capoluogo di Provincia sono nate proprio nel corso degli ultimi mesi.
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