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Scritto Martedì 29 dicembre 2015 alle 14:41

Merate: troppi avvocati nella maggioranza. Con un comma giustificano tutto come se la Politica si riducesse ad un’arringa in tribunale

Gli interventi dei capigruppo - che ringraziano per la sollecitudine - offrono diversi spunti di riflessione non necessariamente legati alla vicenda ex parco Diana. Uno su tutti: a differenza di un tempo, i consiglieri oggi fanno i consiglieri in Aula, fuori svestono l'abito e si comportano come cittadini elettori, non come cittadini eletti. Silvia Villa difende l'operato di Alessandro Pozzi in quanto il consigliere, già lo scorso anno, aveva  sollevato perplessità sul piano attuativo AC2 Diana. Ebbene? Basta un'astensione per aver svolto il proprio ruolo? E la vigilanza costante? Quando esplose il "caso" recinzioni Pozzi stava in Francia ma assicurò che al suo rientro avrebbe approfondito la questione. Siamo ancora in attesa. La settimana prima di Natale le 158 piante dell'ex parco sono state abbattute. Cesare Perego se n'è accorto, Alessandro Pozzi no. E oggi la dottoressa Villa pensa che l'aver preso posizione neutra 18 mesi fa  sia sufficiente a giustificare il ruolo di rappresentante di centinaia di elettori? Il tutto si esaurisce nella "parola". E l'azione? Eppure Pozzi dovrebbe essere un esperto di iniziative forti a difesa dell'ambiente.

Silvia Villa e Alessandro Pozzi


Massimo Panzeri è sempre lui, costretto dalla storia a viaggiare guardando nello specchietto retrovisore. Chiede chi ha controllato. E a chi lo chiede? La minoranza non ha come compito istituzionale proprio quello della verifica dell'operato della maggioranza? D'accordo c'erano i regali da comperare ma dovevano essere i cittadini a segnalare lo scempio?

Massimo Panzeri


Quanto alla maggioranza si sta verificando un paradosso, che poi non è neanche tale e ben vedere: le cose peggiori, almeno agli occhi dell'opinione pubblica, vengono sapientemente spiegate con puntuali richiami legislativi e normativi. L'elevato numero di avvocati (Sellitto, Casaletto, Vivenzio, Procopio) snatura il dibattito in uno sterile riferimento al comma. Vivenzio spiega che sì, si potevano salvare 17 piante, le più belle, ma non era un obbligo. Quindi per la proprietà transitiva si potevano anche abbattere. E così è stato. Tutto regolare. Come fatto riferimento alle recinzioni (temporanee): sì, della valletta di Novate resterà solo un sentiero ma chi può sindacare sull'aggettivo temporanee? Giocandoci attorno, come un bimbo con il lego, è possibile mantenere per anni la temporaneità, basta scegliere piantumazioni a lentissima crescita. E in Aula Vivenzio ha proprio teorizzato questo, sostituendo i mattoncini colorati con selezionate essenze arboree.  E a tratti è stato anche divertente.

Massimiliano Vivenzio

Giuseppe Procopio non è da meno quando spiega - dottamente si capisce - che per sistemare 20 metri di argine in via Calendone occorrono 2 anni e migliaia di "madonne" da parte degli autisti. Perché il codice,l'articolo, il comma. E cazzo ma un po' di idea, espropria temporaneamente (visto che l'aggettivo serve?) un pezzo di terreno agricolo e realizza la doppia corsia mentre trascorrono i mesi tra una scartoffia e l'altra. Poi renderai il terreno con un indennizzo per qualche pannocchia in meno nel raccolto. Ma codice e fantasia sono un ossimoro. Così si è ancora in attesa che vengano assegnati i lavori. Campa cavallo e avanti con le "madonne".

Giuseppe Procopio


E veniamo a Alfredo Casaletto che ha liquidato la vicenda "Diana" con una sufficienza che sconfina nella supponenza: è tutto chiaro, leggete la delibera e non scassate la minchia. Comunque la colpa è di Robbiani e Valli, dimenticando che in Aula, in sede di approvazione del PGT, c'erano anche l'attuale sindaco sia pure senza diritto di voto, Massimiliano Vivenzio, Giuseppina Spezzaferri e Giuseppe Procopio già assessori. E pure J.P. Tomalino. Ma fin qui è storia. L'attualità è altra cosa e abilmente (se no, che avvocato sarebbe...?), Casaletto elude il tema principale e tira in ballo i precedenti amministratori risalendo persino all'ingegner Mario Sala, cioè agli anni cinquanta; come se l'edilizia non avesse subito una trasformazione radicale sia nel suo sviluppo concreto sia nella "visione" popolare, seguendo un percorso opposto a quello del concetto di ambiente, un tempo da sfruttare per favorire la crescita, oggi da preservare per evitare ulteriori peggioramenti della qualità di vita. Il giovane Capogruppo finge di ignorare che tutta la polemica non ruota attorno alla gran parte degli alberi abbattuti in quanto ostacolo al cantiere e, peraltro, di pregio assai modesto, ruota attorno alle 17 piante di alto fusto, le più belle, le più rigogliose anche se non monumentali che il tecnico incaricato dal Committente, dottor Massimo Merati ritiene che "... possono essere salvaguardate". Si tratta di queste piante, non vecchi arbusti:

Esattamente quanto ha sostenuto Cesare Perego. Ma non è tutto: dato che 7mila metri quadrati di ex parco debbono essere ceduti al Comune perché non presentare immediatamente un piano di rimboschimento lasciando perdere la storiella delle due giostrine su un terreno spelacchiato che nessuno mai curerà - basta vedere le aiuole cittadine - al fine di bilanciare almeno in parte l'indiscutibile danno ambientale provocato dalla distruzione di 158 alberi? Cominciamo a temere che gli avvocati in aula siano davvero un po' troppi e, soprattutto, troppo inclini a ragionare col codice e non con la testa, la testa di uno che vuole fare politica, quindi che sa guardare oltre, sa immaginare, ci mette la fantasia oltre al comma. Nonostante l'apprezzamento che spesso abbiamo dimostrato nei confronti del neo capogruppo di Più Merate  questa volta il suo intervento ci ha deluso, molto. Non che conti, intendiamoci. Ma a noi piace dire chiaro e forte come la pensiamo. Casaletto si è immedesimato eccessivamente nella parte di capo di un gruppo che ha vinto sì le elezioni, ma a Merate. Dove tutti abbiamo gli stessi problemi e le medesime aspettative. Ci sono temi sui quali ci si può dividere, ma la maggior parte hanno una sola soluzione, che vale per tutti. Vedere provocazioni ovunque, ridurre le critiche a meschine ritorsioni per sconfitte elettorali non aiuta a instaurare un buon clima in Consiglio dove tutti stanno lì per fare qualcosa di buono per la città. Di Renzi e delle sue corbellerie con il bene tutto da una parte e il male tutto dall'altra ce n'è uno. Che basta e avanza.
Claudio Brambilla
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