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Scritto Mercoledì 23 dicembre 2015 alle 18:31

Merate: dopo la strage di 158 alberi nel parco della ex Diana (ma è stato un atto legittimo?) si pone il problema di chi verifica l'applicazione del ''PGT''

Riceviamo dall'ex consigliere comunale di "Insieme per Merate", Cesare Perego, una presa di posizione, molto documentata, sulla vicenda che ha già suscitato parecchio scalpore tra i lettori, cioè il disboscamento pressochè totale del parco adiacente i fabbricati industriali ex Diana, oggetto di un vasto piano di riconversione edilizia a destinazione residenziale. Perego richiama l'attenzione anche sulla variante in corso che pare intervenire solo sul Piano delle Regole, ma lo fa, stando alle indicazioni, in maniera estremamente permissiva, consentendo di fatto cambi d'uso e funzioni compatibili un po' ovunque, nel centro cittadino come nelle aree a destinazione produttiva. In effetti il cosiddetto "monitoraggio" del Piano di Governo del Territorio, varato dalla Giunta Robbiani nel 2012, promesso dalla precedente maggioranza di cui facevano parte sia l'attuale Sindaco sia l'attuale Assessore all'Urbanistica, non è stato poi effettuato né mai è stato oggetto di apposite sedute di Commissione Ambiente e Territorio. E a proposito di questo ufficio sarebbe anche necessario che la responsabile, architetto Ramona Lazzaroni confermasse la legittimità delle diverse operazioni contestate: dalle recinzioni nel corridoio ecologico all'odierna vicenda ex Diana passando per l'autorizzazione data in Via de Gasperi a realizzare un accesso carraio che sbocca direttamente sul marciapiede utilizzato dalle centinaia di studenti del "polo" delle Superiori per attendere i bus. Ecco il testo dell'intervento di Cesare Perego con i relativi allegati.

Le piante all'interno del parco ex Diana, abbattute


16- Sulla distruzione del Parco area Diana 22 dicembre 2015 La documentazione depositata dal committente (Società Freccia) a sostegno dell'adozione da parte del Consiglio Comunale dell'intervento sulla proprietà ex Diana (delibera nr 27 dell' 8 aprile 2014) era accompagnata da una esauriente relazione datata giugno 2013 realizzata dal Dottor Merati Massimo , la quale su richiesta dei committenti, identificava le piante presenti nel parco, verificava " l'assenza di specifici vincoli a livello urbanistico comunale", e concludeva che "nessuno degli esemplari valutati soddisfaceva i criteri dimensionali minimi previsti dalle disposizioni regionali (DGR 9/1044 del 22/12/2010 e criteri tecnici conseguenti esplicitati dal Dds 7502 del 05/08/2011" che sono incaricate di tutelare la monumentabilità degli esemplari arborei.

Cesare Perego


Nonostante ciò il perito dedicava un interessante paragrafo ,il 5.1 alle "Alberature esistenti da salvaguardare". Naturalmente "stante le esigenze edificatorie" (scrive per il committente cosa doveva dire di diverso?) concludeva che " si ritiene che nessuna pianta presente all'interno del perimetro di galleggiamento degli edifici si possa mantenere, così come nessuna pianta internamente al perimetro delle aree di parcheggio". A suo tempo quando lessi questo Report avevo però "esultato" perché comunque il perito proseguiva con: " Per le aree esterne,non direttamente coinvolte dai cantieri si ritiene che potranno essere salvaguardate i seguenti esemplari" segue tabella con ben 17 piante (2 ippocastani, 2 cedri, 5 picea, 8 querce). L'ultima pagina del documento addirittura riporta dove sono disposte questi alberi da preservare. Quindi mi aspettavo che queste venissero mantenute. seguendo questo saggio consiglio, cosa che l'intervento realizzato in questi giorno non ha rispettato avendo eliminato quasi completamente le 158 piante presenti nell'ex parco. Sono stato sul posto con la piantina di cui accennavo sopra , dei tre gruppi da preservare le motoseghe hanno risparmiato solo 6 querce che si trovano al confine con il viale della Villa Crespi ed un pino.

Lascio alla discussione politica che certamente seguirà, offrire ulteriori elementi ai cittadini per chiarire meglio quanto successo; in particolare fare emergere se a livello amministrativo esistono già o si devono introdurre a Merate "strumenti "di maggiore salvaguardia dell'indifeso pensiero di un tecnico attento alle caratteristiche ambientali delle aree in cui si avvia un intervento. Mi spiego meglio, stante che il committente presenta testo in cui si valorizza la conservazione di questi alberi,l'amministrazione pubblica in qualche modo "raccoglie " il suggerimento e soprattutto è in grado di trasformarlo in vincolo ?


Mi chiedo se in avvio dell'intervento appena partito sull'area di completamento AC2 -area Diana, fossero state lette queste 31 pagine, le quali non riguardando oneri di urbanizzazione, risultano sempre trascurate nelle valutazioni dei decisori. A me preme però mettere in guardia che questo caso mette in luce per la terza volta (TUC e recinzioni)un grave rischio che si sta correndo a Merate. Oggi siamo in variante di PGT ma non ci si sta preoccupando di dare seguito al monitoraggio del PGT approvato il 21 gennaio 2012 ,nonostante nella discussione in sede di adozione del PGT maggioranza e opposizione avevano ben condiviso quanto questo fosse importante.

L'articolo 6 prevedeva ogni 24 mesi tale verifica. Invece non è seguito da allora alcun confronto su come dare consistenza ai molti obiettivi che il PGT si prefiggeva; i temi ambientali che lo contraddistinguevano non sono banali e vanno accompagnati perché non restino vuote parole. La variante di PGT dedicata solo alle modifiche del Piano delle Regole, non può essere realizzata senza rilettura ed eventualmente correzione degli obiettivi originari del PGT meratese,ammesso che questi obiettivi siano diventati in così breve tempo dannosi. Ritrovo allora in questa vicenda Diana due rischi abituali dello scenario pubblico italiano che vorrei contrastare : da una parte discutere animatamente le leggi dedicando ridotta attenzione alla loro attuazione e dall'altra privilegiare i principi rispetto alle pratiche.

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Cesare Perego - ex consigliere comunale

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