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Scritto Venerdì 07 gennaio 2011 alle 10:12

UDC: 2011, anno carico di opportunità e insidie

Sezione Territoriale Brianza Lecchese
Buon 2011
A tutti i concittadini di Merate e dei paesi del circondario vogliamo augurare un Buon 2011.
E' un anno che si presenta politicamente carico di opportunità e insidie. Il cosiddetto terzo Polo è sicuramente un'opportunità per la politica del Paese. Si è infatti sbloccato un consistente gruppo di parlamentari che, uniti, rappresentano un interlocutore di opposizione valido e scevro da ideologismi di vecchio stampo e di populismi farisei e interessati. Un'opposizione democratica , all'americana , come dice Pierferdinando Casini, che sa influenzare il Governo con una forte credibilità, ma che sa anche appoggiare le scelte importanti del paese, indirizzandole sugli aspetti chiave per le famiglie italiane. Una lezione per partiti blasonati che hanno fatto dell'opposizione nell'ultimo decennio un'occasione di contumelie e accuse senza saper giocare un vero ruolo di contrapposizione politica. Un bel progresso per chi solo due anni fa, solo, alle elezioni nazionali, ha rischiato in proprio non credendo nè a un agglomerato di centrodestra schiavo di un Lega sempre più arrogante e che nasconde dietro populismo becero pure logiche di potere personale degli uomini del capo, nè a un centrosinistra che non sa usicre dalle vecchie logiche di partiti storici, condizionato da luoghi comuni e da un masaniello ex poliziotto. Ci saranno anche inisidie. La prima subito nelle prossime settimane, posta dalla Lega per far cadere subito il Governo di cui fa parte. L'Out-Out posto sul federalismo suona come una campana a morte per il Governo. Vera sciagura in un momento economico in cui serve una guida forte, se non si vuol cadere nei problmei di Grecia e Irlanda. Se la Lega chiamerà l'UDC darà le sue proposte, come è stato detto in questi giorni, a proposito del federalismo, senza pregiudiziali, ma con un occhio attento agli aspetti di sostenibilità di una riforma del sistema dello stato che, creta in modo raffazzonato, rappresenta per ora più un aggravio di costi che un vero beneficio di efficienza. Quanto costa il federalismo, ancora non lo sappiamo, come non sappiamo se unisce o divide il Paese. Non è chiaro se dietro a uno slogan e una serie di norme generiche siano state definiti piani e regole attuative che garantiscano efficacia e semplificazione burocratica. Se ci sarà un vero dibatito politico l'UDC giocherà la sua parte tenendo in considerazione i bisogni primari delle famiglie e la possibilità di finanziare il quoziente familiare che rappresenta invece un concreto progetto politico adattando la pressione fiscale al vro peso della famiglia. Non dimentichiamo gli sforzi che le famiglie italiane fanno per tenere insieme il substrato sociale di relazione e assistenza che ha garantito sinora al sistema paese di resistere alla crisi. Sicuramente UDC non accetta ricatti populisti ma se la discussione sarà politica e seria farà la sua parte facendo attenzione che questa riforma non esaurisca tutte le risorse dello Stato al punto da non poter fare alcuna politica familiare. E' assai improbabile immaginare una nuova fase politica senza che il presidente del Consiglio tenga conto dell'oppsoizione del terzo polo . In questi anni dall'esecutivo abbiamo visto e sentito solo tanti slogan e tante promesse. Alcuni esempi. Il Cipe si è riunito una quarantina di volte annunciando sempre opere mirabolanti mai viste. La tanto sbandierata riforma della giustizia non è neppure sulla carta; in Italia, secondo l'Istat, un giovane su quattro è disoccupato; le famiglie del ceto medio scivolano ogni giorno di più verso la povertà. Intanto fino ad oggi non sono stati colpiti gli sprechi: i tagli lineari hanno penalizzato soprattutto cultura, ricerca, sviluppo e sicurezza creando un clima di disagio enorme senza che il governo si assumesse la responsabilità di scelte politiche che è invece il primo compito di un esecutivo. E Bossi si preoccupa del Federalismo Scegliendo come soluzione la palude parlamentare si chiarirebbe che il vero obiettivo sono le elezioni anticipate, non avendo questa prospettiva la possibilita' di offrire lunga vita al governo, ma al massimo una boccata di ossigeno. E qui si capisce l'importanza della creazione di un polo d'opposizione veramente democratico e aperto. L'intuizione di qualche ano fa rappresenta adesso una via d'uscita politica nuova che può sbloccare l'impasse a cui forme di opposizione barricadere e un Governo inefficace hanno portato la politica del Paese. Quello che va combattuta è la rigidità sclerotica d'un sistema che impedisce che il parlamento possa aver parola sulla formazione dei governi. La prima repubblica era un sistema rigido, senza alternanza. Naturalmente superato, la seconda Repubblica ha introdotto una gabbia più rigida rispetto a quello della prima. Perché annulla il Parlamento. E il recupero del ruolo del Parlamento è la scommessa che costituisce un'opportunità su cui si gioca la politica del 2011. Ci sono alcuni punti importantissimi che giustificano la positività di questa opportunità. Il primo: andare oltre il berlusconismo e l'antiberlusconismo. Questo è un punto importante anche perché non riteniamo affatto che Berlusconi sia l'origine dei problemi del Paese. Semplicemente riteniamo che Berlusconi non sia la soluzione. Ci unisce poi la consapevolezza di dover ricostruire il tessuto della Repubblica. Tutti noi sappiamo che è saltato l'equilibrio tra poteri, che il conflitto magistratura-politica va risolto e superato, che questo bipolarismo, tra i suoi difetti, ha anche quello di aver umiliato di aver emarginato i corpi intermedi, le forze sociali. Infine se non si esce dal conflitto berlusconismo-antiberlusconsimo non è possibile nessuna, unilaterale riforma della Costituzione. L'altro elemento che ci unisce è che tutti noi riteniamo l'unità nazionale una questione topica. Su cui oggi grava una minaccia ulteriore: se la crisi dell'euro infatti non si risolve in un nuovo patto unitario questo passo indietro potrà influire negativamente sull'unità nazionale. Un altro punto è che il sistema di protezione sociale va cambiato lungo le linee del vero riformismo di questo Paese. Non c'è ancora un sistema di ammortizzatori per i precari, un sistema di protezione pensionistico per i giovani, per non parlare dei livelli della formazione e della conoscenza, della riforma Biagi applicata solo a metà. Questi sono i punti fondamentali che già creano l'ossatura di un progetto concreto, altro che "il federalismo perchè la gente del Nord è incazzata", come ha detto recentemente Bossi, che non si capisce cosa vuol dire in concreto. Quindi buon anno cari concittaini di Merate e dei paesi della zona. A tutti voi perchè sappiate vedere gli elementi novità che stano dietro lo sforzo che l'UDC ha fatto e continua a fare Per ricostruire quel dialogo democratico fatto di contrapposizioni dialettiche e non personalistiche che è alla base del progresso sociale .
Chi fosse interessato a questa avventura può facilmente contattarci all'email udcmerate@aol.com oppure sulla pagina Facebook http://www.facebook.com come Udc Merate.
A presto
Unione di Centro - Partito della Nazione Movimento Territoriale della Brianza Lecchese
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