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Scritto Mercoledì 28 ottobre 2015 alle 14:49

8.000 schede per il censimento amianto, la registrazione continua.1000 bonifiche l’anno


Osservo che sono ancora presenti tetti ricoperti con lastre di eternit (vale a dire con amianto), anche in condizioni di sostanziale degrado.
Immagino non costituiscano una situazione di rischio elevatissimo, ma qualche probabilita' di nuocere alla salute credo l'abbiano, se tante dichiarazioni e prese di posizione ci sono state in anni e anni.
Mi piacerebbe sapere se la situazione e' stata censita e se sia sotto controllo, se le autorita' comunali se ne fanno carico o se la responsabilita' ricada sul servizio sanitario, se ci sia o non ci sia cooperazione fra le due, oppure se si stia aspettando che il problema, se problema esiste, si risolva per dissolvimento.

CBFR

Una buona parte (oltre 7.000) delle 8.000 schede per il censimento dell’amianto giunte agli uffici dell’Asl di Lecco da ogni angolo del territorio sono state “registrate” dal personale operante negli uffici, e l’obiettivo è quello di terminare l’operazione di “data entry” entro la fine del 2015.
L’opera di “catalogazione” del materiale presente in Lombardia era stata avviata con la Legge regionale n.17 del 20.09.2003, ma solo 10 anni più tardi era stato fissato il termine - nel febbraio 2013 – per la comunicazione dell’amianto presente sulla propria proprietà, pena l’attuazione di sanzioni che non sono state in realtà mai elevate.
“Una volta comunicati tutti i dati alla Regione, sarà possibile ottenere un quadro conoscitivo accurato sulla situazione attuale della presenza di eternit sul nostro territorio” ha spiegato il dottor Giovanni Achille, direttore del Dipartimento di Prevenzione Medica dell’Asl lecchese. Tra le caratteristiche del materiale indicate da privati cittadini, aziende e istituzioni ci sono l’ampiezza delle coperture e soprattutto lo stato di degrado, che determina il tipo di intervento (rimozione più o meno urgente, oppure semplice monitoraggio) da adottare.

ll dottor Giovanni Achille

“Non c’è l’obbligo di rimozione per tutte le superfici, attualmente stimiamo che in Provincia di Lecco siano presenti circa 3 milioni di metri quadri di amianto, ma è un dato che va incontro ad una diminuzione continua. In termini di rimozione, siamo infatti una delle Province lombarde più virtuose” ha spiegato il dottor Achille. “Ogni anno vengono bonificati 300.000 metri quadri di copertura, e la presentazione dei piani di lavoro delle aziende che effettuano questo tipo di lavoro si sono attestati sui 1000 all’anno”. Nel 2013 c’è stato il “boom, proprio in funzione del termine indicato per la presentazione delle schede NA/1 del censimento. Quell’anno i piani sono stati quasi 1.200 per 315.000 mq, quasi il doppio del 2012. 950 circa quelli presentati nel 2014 per una superficie di 300.000 mq circa, e il 2015 – con 618 piani fino ad agosto – si attesta sulla stessa linea. “Alcuni anni fa i piani riguardavano superfici ampie, oggi trattiamo per lo più proprietà private e condomini. Si stima che si distacchino da una superficie in amianto mediamente 3 grammi di fibre per ogni metro quadro all’anno, cioè un piccolo capannone di 1.000 mq produce 3 Kg di materiale in 12 mesi” ha spiegato Achille. “Le fibre si diffondono “a ombrello”, cioè salendo verso l’alto per poi ricadere sul territorio ad una certa distanza. Ogni anno viene risparmiato ai lecchesi di respirare una tonnellata di fibra di amianto”.
Se la rimozione procede quindi di buon passo, lo stesso non si può dire per le schede del censimento, che sono in parte ancora da inviare alla Regione a distanza di anni dalla loro trasmissione all’Asl. Un lavoro importante per la conoscenza della diffusione del materiale sul territorio, che potrebbe finalmente terminare entro la fine dell’anno.
R.R.
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