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Scritto Venerdì 23 ottobre 2015 alle 12:47

Merate: imprenditore indagato all'esito delle operazioni 'Crazy Racing' e 'Poker Racing'. Fatture false per abbassare la base imponibile. Sequestrato un maniero

C'è anche un castello in Umbria con annesso parco e piscina, che catastalmente era stato dichiarato come negozio, tra i beni sequestrati a un imprenditore meratese all'esito delle Operazioni "Crazy Racing" e "Poker Racing" coordinate dal sostituto procuratore Paolo Del Grosso e condotte dalla Guardia di Finanza di Lecco. All'esito infatti degli accertamenti - che hanno portato alla denuncia dell'indagato - sembrerebbe essere stato provato che, due società riconducibili all'uomo - la Poker Project e la Cauduro Racing Team attive nel campo dell'organizzazione e promozione di eventi sportivi - avrebbero per anni drasticamente abbassato fraudolentemente la base imponibile utilizzando sia fatture per operazioni inesistenti, che sovrafatturando servizi realmente effettuati.

L'abbattimento della base imponibile avveniva - da quanto emerso in fase d'indagine e che dovrà chiaramente essere provato in sede giudiziaria - mediante l'utilizzo di fatture false emesse da sette società romane: tutte riconducibili allo stesso domicilio; tutte prive di una minima struttura organizzativa; tutte con vita operativa non più lunga di un esercizio; tutte intestate a cittadini Sud Americani nullatenenti sul territorio italiano; tutte sistematicamente trasferite in America Latina una volta esaurita la loro "utilità" .
Il vantaggio economico fraudolentemente ottenuto, sarebbe poi stato reimpiegato tramite la Freccia Immobiliare, altra attività sempre riconducibile all'imprenditore coinvolto.
Le attività investigative hanno preso avvio al termine del 2013 con l'analisi della contabilità delle due società di promozione di eventi sportivi, quando si è notato come i costi derivanti dalle sponsorizzazioni di gare di rally fossero sproporzionati rispetto al ritorno che l'evento avrebbe portato in termini di pubblicità.

La svolta è avvenuta nel 2014 quando la Procura della Repubblica che ha coordinato e diretto le indagini , nella persona del Dott. Paolo Del Grosso, ritenendo valide le ipotesi di reato avanzate dalle Fiamme Gialle , ha autorizzato le indagini bancarie, al seguito delle quali parrebbe essere stato possibile non solo stabilire in diversi milioni di euro l'imposta evasa, ma anche individuare le modalità utilizzate per cercare di far perdere le tracce del denaro drenato: prelevamenti cash; monetizzazioni di titoli al portatore in denaro contante; cambio assegni allo sportello (senza cioè transitare sul rapporto di conto corrente) .

L'amministratore indagato, già denunciato nel 2013 per reati fiscali, risulta essere molto attivo nel settore delle sponsorizzazioni sportive; titolare di una squadra di volley di un campionato semiprofessionistico, con il pallino degli investimenti immobiliari. Infatti, le indagini hanno permesso di accertare che i proventi illeciti sarebbero stati investiti in un castello con parco e piscina ubicato in un antico borgo sulle colline umbre. Non pago degli illeciti sconti fiscali, ritengono gli inquirenti, l'uomo per trarre ulteriore fraudolento vantaggio, avrebbe dichiarato il castello catastalmente come negozio. Ieri l'epilogo della fase investigativa, quando, al 50% delle quote sociali della Freccia Immobiliare sequestrate in precedenza, il Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Lecco, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto - al fine di tutelare il credito Erariale - il sequestro del maniero.

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