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Scritto Lunedì 03 gennaio 2011 alle 18:14

Lomagna: nel paese di Don Camillo e Peppone

Permettetemi l'accostamento anche se in questo caso Peppone non c'entra nulla.
Però in questo paese qualsiasi cosa, da quelle banali, come il taglio del prato del campo sportivo a quelle più serie, devono sempre divenire un caso.
La vicenda in questione,che non rientra certo fra quelle banali, in un paese normale, si sarebbe risolta con un paio di telefonate da parte di Don Camillo e l'accordo per realizzare una benedizione che salvasse "capra e cavoli", magari a margine di una delle iniziative scolastiche di fine anno, come una recita.
Ma i tempi sono cambiati. Il partito di Don Camillo non esiste quasi più e quello di Peppone è scomparso. Nel frattempo sono emersi nuovi partiti, fra cui uno in particolare, che nel corso degli anni ha avuto modo di distinguersi per le proprie posizioni a difesa della cultura.
Ricordiamo il cappio in parlamento, oppure gli inviti a pulirsi il culo con il tricolore o anche l'invito rivolto agli immigrati, da parte di un suo parlamentare europeo : "Tornino pure nel deserto a parlare con i cammelli".
E' quindi normale che un partito di questo genere, ancora una volta si schieri a difesa della cultura, in questo caso particolare a difesa delle tradizioni religiose cristiane.
Recentemente è anche stato impegnato a livello provinciale nel rilancio economico, di un settore di nicchia, quello dell'arte sacra, distribuendo crocifissi alle scuole.
Comunque, tornando al paese di Don Camillo e Peppone, è normale che si parli di fatto grave. Si tiri in mezzo Peppone. Si tiri in mezzo la stampa. Si parli di possibili segnalazioni al "consiglio pastorale".Debbano intervenire gli insegnanti a ricordare gli obblighi di legge.
Ma in particolar modo non mi sorprende che non intervenga il parito di Don Camillo e nemmeno quello di Peppone, ma intervenga il partito sopra in questione.I tempi sono cambiati.
Don Camillo che in passato si era schierato contro Babbo Natale.
Don Camillo che all' open day del centro anziani (la Casa del Popolo di Peppone) si era scordato di passare a benedire.Forse perché l'open day era prima delle scorse elezioni e la casa del popolo in questione era realizzata dal partito di Peppone.
Però poi Don Camillo si è comunque ricordato di passare a benedire all'inaugurazione ufficiale.
Personalmente, pur non militando nel partito di Peppone, ma in quello di Don Camillo, sono favorevole al fatto che la scuola sia laica e i simboli religiosi, a partire dal crocifisso, restino fuori. Ma a differenza di altri, non voglio imporre ne le mie idee nel il mio credo a nessuno, quindi preferisco invitare tutti a rivedere le recenti parole del Cardinal Tettamanzi espresse nei confronti di chi difende il cristianesimo e il cattolicesimo solo con fini strumentali.
Inoltre vorrei anche ricordare che al "bel paese" di Don Camillo e Peppone, ogni tanto si trovava il tempo e l'occasione per non litigare.
Perozzi Giorgio
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