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Scritto Sabato 26 settembre 2015 alle 14:55

Merate: sul recesso da Lario Reti è giusta la linea della fermezza. L’astensione continua della Sinistra invece è indice di confusione. A Cernusco si è imposta l’esperta di valzer

"Avanti, senza tentennamenti". Questo giornale ha sempre condiviso le battaglie, che riteniamo siano di legalità, del comune di Merate sia in ordine al diritto-dovere di recesso da Lario Reti Holding sia in relazione all'affidamento del servizio idrico integrato per i prossimi 20 anni, giudicando di gran lunga più conveniente per i comuni, e quindi per i cittadini, la proposta elaborata dal pool di esperti ingaggiati dalla nostra città. Per questo siamo allineati con la maggioranza consiliare e con la Lega nella decisione di impugnare la sentenza del collegio arbitrale davanti alla Corte d'Appello. Nel 2011 quando Andrea Robbiani fece votare la delibera di recesso dalla società pubblica, Idroservice Srl, l'attuale gestore idrico, neppure esisteva. L'acqua era stata affidata due anni prima a Idrolario Srl che aveva tutti i requisiti per ottenere un affidamento di lunghissimo periodo. Ma aveva il grave difetto di essere controllata dai meratesi anziché dai lecchesi. Per questo fu costituita Idroservice, controllata al 100% da Lario reti in modo da trasferire il business dell'acqua in via Fiandre dove, come noto, comanda un ristretto gruppo di personaggi tutti legati al sindaco di Lecco Brivio e al PD. La prova provata che Idroservice fu costituita proprio per evitare l'implosione di Lario Reti a seguito del decreto Bersani che imponeva a tutti i comuni di recedere dalle società pubbliche non strategiche, sta proprio nella sentenza del lodo che dà torto a Merate e considera la Holding "strategica" perché, detenendo interamente Idroservice Srl eroga, sia pure indirettamente un servizio essenziale, l'acqua appunto. Ma, lo ripetiamo, nel 2011, quando fu avviata la procedura di uscita, Idroservice ancora non esisteva. Quanto alla Holding operava e opera, sempre attraverso una controllata, nel settore del gas che è stato liberalizzato. Tanto è vero che nel lecchese agiscono diversi operatori. Dunque ritenere Lario Reti strategica non sembra proprio un assunto condivisibile. Senza considerare la questione dell'attività prevalente che, se dovesse continuare ad essere la distribuzione del gas anziché dell'acqua di fatto impedirebbe all'azienda di assumere l'affidamento. Comunque non resta che attendere il verdetto dell'Appello. A Alessandro Pozzi ricordiamo soltanto che la delibera del 2013 imponeva un certo percorso, tutto diverso da quello poi imboccato. Lui e la sinistra meratese avrebbero dovuto alzare la voce allora e continuare a farlo anche solo nell'interesse dei meratesi. Invece l'Ambientalista si affida al parere della massa, come a dire se la maggioranza va in una direzione io la seguo senza pormi il problema della legalità. Così il gruppo consiliare ha dato l'immagine di una sinistra confusa che vota in modo diverso a giorni alterni, una volta con l'orecchio teso alle proposte della maggioranza cittadina e un'altra al richiamo del PD lecchese che è e resta il partito di riferimento.

E a proposito di "banderuole", in senso politico ovviamente, come non citare la signora De capitani, sindaca di Cernusco. Aveva già offerto uno spettacolo poco decoroso durante la vicenda dell'ipotesi di fusione del paese con Osnago, Lomagna e Montevecchia, concorrendo a sostenere i costi di uno studio di fattibilità (a nostro parere del tutto inutile) e poi annusata l'aria, complice il fermo no del centrodestra e il progressivo disimpegno di Zardoni dapprima ha chiesto tempo e, infine, si è chiamata fuori. Quello di qualche giorno fa, però, è stato uno spettacolo indegno: dopo anni sulle barricate con Merate, Oggiono e Ello, cui negli ultimi mesi si sono aggiunti un'altra decina abbondante di comuni, la De capitani, senza più il suo vice Krassowski, l'uomo della fermezza, è andata all'assemblea di Idrolario e si è astenuta sulla nomina del candidato alla carica di amministratore unico proposta dai lecchesi, dopo che questi, come sempre, avevano bocciato la proposta dei meratesi. Inutile dire che la gran parte degli altri sindaci del territorio ha votato compatta la proposta di Lecco, giusto per fare un dispetto , l'ennesimo, a Merate, come quel tale che se lo taglia per fare dispetto alla moglie. Se si può comprendere l'atteggiamento della signora De Capitani alla vigilia della tornata elettorale risulta incomprensibile la posizione degli altri consiglieri di maggioranza che hanno sempre sostenuto le tesi di Krassowski. C'è davvero da credere che tanti ormai vanno dove tira il vento. E siccome in questo momento il vento gonfia i vessilli del PD tutti lo seguono in scia.

Fusione e servizio idrico a Lario Reti: ecco i due grandi temi della campagna elettorale cernuschese. Siamo ansiosi di vedere la sinistra andare in giro per il paese a spiegare ai cittadini la bontà della proposta di cancellare Cernusco dalle mappe geopolitiche, secoli e secoli di storia, per risparmiare una decina di migliaia di euro. E deve dirlo a chiare lettere non tentare di ingannare i cittadini come stavano facendo i Sindaci di Osnago e Lomagna che certo nei programmi elettorali non avevano inserito l'azzeramento dei rispettivi comuni. Che figura signora De capitani. La gestione della cosa pubblica è ben diversa di quella degli artisti. Si occupi di ciò che le riesce meglio. Dopo questa scivolata il centrodestra ha davanti a sé la strada in discesa per prendere la guida del comune sottraendola alla squadra di ballerini di valzer.

Claudio Brambilla
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