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Scritto Venerdì 18 settembre 2015 alle 11:21

Airuno: lavoratori Cometa in presidio in Provincia, incontro sul futuro dell'azienda

“Vogliamo venga fatta chiarezza sul nostro futuro, capire cosa intende davvero fare la direzione aziendale. Ci hanno parlato di rilancio, ma i capannoni sono vuoti e non ci sono più clienti”.
Una delegazione dei 28 dipendenti della Cometa Srl, azienda airunese specializzata nella produzione di componenti per elettrodomestici, si è recata nella mattinata di oggi, venerdì 18 settembre, presso gli uffici provinciali del Centro per l’Impiego di Lecco, dove è in corso un confronto tra l’amministratore delegato dell’azienda, i funzionari sindacali e i referenti provinciali in merito al futuro dell'attività.

I lavoratori in presidio

Il 2 settembre i lavoratori hanno proclamato uno sciopero fuori dai cancelli della ditta, poiché da mesi non hanno risposte su quello che accadrà dopo il 30 settembre, termine per la scadenza del contratto di affitto di ramo d’azienda dalla precedente Metallurgica Manente.
“Il passaggio di proprietà è avvenuto nel 2011, eravamo un centinaio e siamo rimasti in 28, per lo più donne” hanno spiegato i lavoratori in presidio. “L’amministratore delegato è scomparso da mesi, ci era stato detto che avrebbero rilanciato l’attività, ma ci chiediamo come visto che i clienti sono scappati. Eppure il lavoro non è mai mancato, da marzo è attivo il contratto di solidarietà ma è stato utilizzato per poche settimane”.

Il centro per l'impiego lecchese

Anche gli stipendi arrivano regolarmente, ma a causa dei problemi finanziari sono stati installati dei generatori per il rifornimento dell’energia elettrica. “Ci sono giorni in cui restiamo senza gasolio e la produzione si ferma, eppure ad agosto abbiamo garantito la produttività per marchi come Bosch e Electrolux. Questa situazione non è nuova, è possibile che in tre anni nessuno abbia controllato quello che succede con i conti della ditta?”
C’è chi lavora alla Cometa da 15 o 20 anni, e si chiede dove potrebbe trovare un nuovo impiego.
“Nessuno di noi è più giovane, e questo non è decisamente il periodo migliore per perdere il lavoro” ha commentato una dipendente. Molti degli impiegati ad Airuno ha una famiglia a carico, e ci sono casi di coniugi entrambi impiegati presso la ditta.
La speranza per tutti loro è che l’attività industriale possa essere preservata.

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R.R.
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