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Scritto Giovedì 30 dicembre 2010 alle 22:17

Merate: replica (definitiva), per me per il mio gruppo, per il lavoro che svolgiamo reso più gravoso dalla pesante eredità lasciata da I.p.M.

Il sindaco di Merate
Andrea Robbiani
Egregio direttore,
anche io mi permetto una replica, altrettanto definitiva. I signori di Insieme per Merate, alias Partito Democratico,   tutto sommato presi singolarmente sono anche simpatici e quindi non mi  disturba affatto dedicargli del tempo per controbattere alla loro risposta, che in realtà è una non risposta, infarcita solo  dei soliti luoghi comuni e di gratuita acredine. Devo dire che sono più loquaci con carta e penna anziché nelle sedi preposte: commissioni e consigli comunali. A parte qualche intervento, non trovano mai il coraggio di dire le cose che invece scrivono. Si vede che il confronto diretto non lo amano; del resto è già accaduto che di fronte a precise e circostanziate puntualizzazioni, hanno abbandonato l'aula, per poi ovviamente  dare la colpa di tutto questo a me e al mio caratteraccio. Il punto è sempre quello: trascorre il tempo e  continuano a non aver metabolizzato la sconfitta.  Replico solo per ribadire che trovo profondamente scorretto da parte loro, il continuo  denigrare la mia persona, perseguendo  il messaggio che  non porto rispetto per la fascia tricolore, che tratto male la gente e cose di questo genere. Non avendo argomenti concreti, la buttano sul personale: infangare non costa nulla e qualche schizzo di fango ti rimane attaccato. Non  corrisponde al  vero che ci sono persone che aspettano da mesi di essere ricevute. Ricevo tutti: spesso mi si presentano fuori dall'ufficio senza appuntamento e trovo sempre il tempo da dedicargli; a volte ricevo persone che non erano mai stati ricevuti prima, o che se anche ricevuti non avevano mai avuto una risposta.  E' bene anche spiegare ai signori di Insieme per Merate, alias PD, che il sindaco ha per ruolo, non per vocazione, il compito di prendere decisioni e ciò non va confuso con una visione dispotica del ruolo  stesso. Capisco bene che  nel recente passato era meglio decidere di non decidere: di barcamenarsi per non scontentare o per limitare al  minimo  le scelte impopolari. Il "ni" piuttosto che il  "si o il "no". Invece il sindaco deve, suo malgrado prendere decisioni  che possono a volte anche essere impopolari per alcuni. L'importante è che siano decisioni prese nell'interesse generale. Poi fra tre anni e mezzo, quando si tornerà alle urne, i cittadini potranno con il voto, decidere se  potrò  continuare o se mandarmi a casa. La seconda eventualità non mi spaventa: fa parte del gioco della democrazia. Se succederà non  me la prenderò con il fato o contro chissà quali complotti. Tornerò al mio lavoro che ho temporaneamente accantonato e tornerò a fare opposizione e la potrò fare molto meglio di come la fanno loro: sicuramente più esperto e consapevole. Merate non è un feudo e io non sono un feudatario: sono stato democraticamente eletto in una lista di persone serie e responsabili e loro democraticamente sconfitti. Questo è quanto. Fossero stati più umili e avessero accettato di rinunciare al candidato sindaco, alleandosi con Merate Futura,  può darsi che il risultato sarebbe stato diverso. Ma la loro supponenza li ha sconfitti. Su una cosa hanno però ragione: a Merate non va tutto bene, tutt'altro: stiamo cercando faticosamente di fare ordine fra le decine di problemi da risolvere che  abbiamo ereditato e che vogliamo risolvere. Purtroppo in un anno non potevamo fare i miracoli perché loro,  i nostri predecessori, ci hanno lasciato in eredità una quantità industriale di situazioni da normalizzare e vanno risolte una alla volta. Abbiamo risorse economiche limitate e uffici che non possono sobbarcarsi carichi di lavoro disumani:  sono già adeguatamente sotto pressione. Ci  vuole quindi tempo e pazienza. Una ultima puntualizzazione: continuano  a scrivere da mesi un'altra balla che è quella che navigo in internet  mentre siamo nelle sedute di consiglio: dovrebbero sapere bene che il laptop che uso in aula è quello di servizio che serve per far funzionare il sistema di voto elettronico e sul quale si caricano i documenti che vengono utilizzati a supporto dei vari argomenti del consiglio e dal quale è possibile  visionare atti e delibere, oppure accedere  a siti come ANCI Lombardia e simili. Per intenderci, Facebook è stato disabilitato dalla rete comunale  a settembre 2009.  Mi pare anche questa una giusta e doverosa precisazione. Il 2011 sarò un anno estremamente impegnativo e ricco di sfide:  sta a loro decidere come declinare il  fare opposizione: possono continuare sul filone della denigrazione gratuita, oppure  decidere finalmente di farla nel modo giusto: serio ed equilibrato. Al loro posto non avrei dubbi e sceglierei la  strada della opposizione seria, dura, anche spigolosa ma almeno concreta. Ma io non sono del PD  (lapsus, volevo dire Insieme per Merate) per cui facile è che scelgano la  prima ipotesi:  più semplice e comoda.
Colgo l'occasione per augurare a lei, alla redazione e ai  suoi lettori, i migliori auguri per un sereno anno nuovo.
Andrea Robbiani
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