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Scritto Mercoledì 02 settembre 2015 alle 17:38

Airuno: sciopero alla Cometa Srl, per 28 dipendenti incertezza sul proprio futuro

Due ore di sciopero, nella mattinata di oggi, per i 28 dipendenti dell'azienda Cometa Srl di Airuno che, con questa protesta, chiedono delucidazioni riguardo il futuro di una società che al momento sembra essere avviata al fallimento.
L'impresa di stampaggio, nata dalle ceneri della precedente gestione targata Metallurgica Manente, ha attualmente un contratto di affitto in scadenza il 30 settembre e, a causa di alcuni debiti, ha dovuto installare un macchinario funzionante con carburante diesel per fornire l'elettricità necessaria per i macchinari di lavoro.

I lavoratori in sciopero

Presenti durante lo sciopero i funzionari Fiom Cgil Domenico Alvaro e Fim Cisl Marco Oreggia, che hanno illustrato le preoccupazioni di tutti i dipendenti. “Attualmente la situazione è disastrosa, l'amministratore delegato dell'azienda Marco Mottana, che detiene il 45% delle azioni, è sparito nel nulla da diversi mesi e nessuno è a conoscenza del proprio futuro. Il contratto di solidarietà è attivo dal marzo 2014. I lavoratori vengono comunque retribuiti con regolarità, anche se ci sono alcuni problemi relativi all'erogazione dei ticket mensa e il fondo pensionistico API” hanno spiegato i sindacalisti.

I lavoratori in sciopero

La situazione è difficile e, nonostante il lavoro all'interno dell'impresa non manchi, a causa di problemi di liquidità i clienti sono molto preoccupati. “Altra nota negativa è che il bilancio del 2013 presentava un attivo di soli 4.000 €, mentre quello del 2014 non è mai stato consegnato” hanno sottolineato i funzionari sindacali.

Sulla sinistra il generatore

Durante lo sciopero i dipendenti hanno illustrato la loro difficile situazione. “Siamo davvero spazientiti, nessuno sa cosa sta accadendo e chi di dovere è sparito. Non conosciamo il nostro domani a causa di una pessima gestione, e dei debiti che ne sono derivati. Al momento non sappiamo se in futuro riusciranno a pagarci e se l'azienda andrà avanti o meno. Si sta giocando con la nostra vita, siamo stanchi”.
Al momento i sindacati hanno chiesto aiuto alla Provincia che a breve convocherà un tavolo ad hoc, per il sostegno dei lavoratori nella speranza di evitare la chiusura definitiva dell'azienda.
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