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Scritto Mercoledì 29 dicembre 2010 alle 19:33

Lomagna: ''salta'' la benedizione natalizia alla scuola primaria. Don Ambrogio: fatto non banale, è necessario fare chiarezza

A Lomagna è avvenuto un fatto molto grave: il nostro Parroco ha chiesto alla scuola elementare perché non era ancora stato chiamato per la tradizionale benedizione Natalizia annuale e, con sua grande sorpresa, gli è stato comunicato che il Consiglio di Istituto aveva deciso di eliminare questa consuetudine perché "la scuola è laica, poi ci sono alunni di altre religioni che si possono offendere".
Secondo noi questo è un atto gravissimo! Infatti i bambini di diversa religione hanno sempre frequentato l'asilo cattolico senza il benché minimo disagio, mentre il vero problema è di chi ha il potere e lo usa per cercare di cancellare la nostra identità, la nostra storia e le nostre tradizioni. In sostanza si vogliono negare le nostre radici che sono innegabilmente cristiane. È un affronto vergognoso verso i bambini cattolici e le loro famiglie che vengono in questo modo discriminate ed insultate.
Questo, secondo noi, è un furto di identità che non dobbiamo accettare perché riteniamo che una comunità senza radici non può avere futuro, quindi la comunità cittadina non può e non deve subire questo sopruso senza reagire.
La questione diventa anche politica e chiederemo, tramite una interrogazione in Consiglio Comunale, che il Sindaco prenda una presa di posizione ufficiale,in quanto i cittadini di Lomagna meritano una risposta!

Lega Nord Sezione di Lomagna
Il Segretario Franco Rovelli
Consigliere PdL
Mauro Sala



È stato un Natale "diverso" quello vissuto dai bambini della scuola elementare Alessandro Volta di Lomagna quest'anno, che non ha mancato di suscitare reazioni non solo tra i rappresentanti delle forze politiche istituzionali, ma anche tra molti genitori che hanno visto "sparire nel nulla" un momento caratteristico del periodo scolastico natalizio molto apprezzato dai bambini. Abbiamo chiesto ai diretti interessati di raccontarci l'accaduto. "Di comune accordo con le insegnanti della scuola abbiamo deciso di non effettuare la benedizione natalizia a causa dei già numerosi impegni del periodo che precede il Natale" ha spiegato la direttrice scolastica Maria Rosa Panzeri.

A sinistra l'ingresso della scuola primaria

"La benedizione di norma si effettua al di fuori dell'orario scolastico, al termine delle lezioni nel pomeriggio, ma l'organizzazione di un momento in apparenza così semplice è complessa, è necessario avvertire i genitori in anticipo, raccogliere le adesioni, organizzare le uscite per chi se ne va prima e gestire i bambini che , in due gruppi, si recano nell'atrio della scuola per ricevere la benedizione. Si tratta di una questione di organizzazione, non c'entrano problematiche legate alle diverse religioni dei bambini iscritti, tant'è che abbiamo fatto il presepe come ogni anno e durante l'ora di religione si è parlato dell'importante festività come sempre. Non mi risulta che qualche genitore si sia lamentato con le insegnanti". Il sindaco Stefano Fumagalli ha ricevuto una segnalazione in merito, ma finora in toni piuttosto pacati. Ha usato parole decisamente più dure chi si è rivolto a don Ambrogio Cerizza, "escluso" dall'edificio scolastico.

Don Ambrogio Cerizza

"Si tratta di un fatto non banale, ho intenzione di chiedere spiegazioni in merito al sindaco e al consiglio pastorale" ha spiegato il sacerdote, in paese da 4 anni. "Sarà l'amministrazione a chiedere resoconto dell'accaduto alla scuola, io ho ricevuto tante segnalazioni da parte di cittadini indignati per il fatto, qualcuno mi ha chiesto di parlarne anche dal pulpito ma preferisco chiedere a chi di dovere per non fomentare eccessive reazioni. Si tratta comunque di un gesto tradizionale che è venuto meno, cui non è facile trovare una motivazione. Ho dato la mia benedizione natalizia in fabbriche e case dove erano presenti individui di diverse religioni, qualcuno ha partecipato con gioia al momento, non si sono mai verificati problemi. A scuola sono sempre andato in orario extrascolastico a benedire, è una momento di gioia che fa contenti i bambini, ma quest'anno non si è potuto fare ed è importante che venga fatta rispettosamente chiarezza sull'accaduto". La vicenda, com'è dato intendere, non finisce qui.

R.R.
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