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Scritto Mercoledì 12 agosto 2015 alle 10:37

PGT Merate e Imbersago: nessuna accusa. Ma servono convincenti rassicurazioni

In quasi quarant'anni di cronaca locale una sola volta provammo la netta sensazione di essere in presenza di un fatto "turbativo". Fu all'inizio degli anni ottanta quando si scatenò la polemica contro l'ex sindaco Giuseppe Ghezzi a seguito della trasformazione dell'ortaglia Valenzasca - definita all'epoca un parco - in una zona interamente residenziale con elevato indice di fabbricabilità. Gli attacchi furiosi del comitato di cittadini e del Pci parevano avere un fondamento e del resto i palazzi che crescevano come funghi ne sembravano essere la prova. Ghezzi però  ne uscì pulito e a testa alta. E noi ne fummo veramente lieti per lui. Un uomo d'altri tempi con una tempra morale di indiscussa solidità. Ebbene in queste settimane proviamo lo stesso disagio. Ci consoliamo ripensando alla conclusione del caso Valenzasca, sicuri che andrà a finire così. Anche se trent'anni dopo la cosiddetta "morale" ha tutta l'aria di aver subito una trasformazione genetica, almeno a giudicare dai processi in corso per turbative d'asta e altri reati contestati a personaggi locali. Vediamo quindi di analizzare ciò che sta accadendo a livello urbanistico - terreno molto scivoloso - a Merate e a Imbersago, senza alcun pregiudizio verso il "privato", cercando di comporre  il mosaico. Dunque, Merate annuncia una variante al Piano di governo del territorio ma senza modifiche al documento di piano, quindi niente Vas. Si modificheranno solo le regole. E dici poco...! Le richieste giunte in coincidenza con l'avvio della variante sono 78. Due provengono dalla medesima società che nella Valletta di Novate è proprietaria di un vasto appezzamento di terreno al confine con Imbersago; terreno che ha già provveduto a recintare con rete metallica. Le richieste sono piuttosto forti: cancellare dal reticolo idrico la roggia Annoni, nei fatti sotterrarla, e togliere l'area dal corridoio ecologico eliminando così vincoli e impedimenti. Tra i quali la norma sembra non lasciare dubbi: il divieto di installare recinzioni metalliche. Ma a domanda precisa l'assessore Vivenzio risponde che l'installazione effettuata dal privato è regolare, lo certifica l'Ufficio tecnico comunale. Il privato pare intenda utilizzare l'area per l'allevamento di cavalli. Le parole di Vivenzio sono chiare e tuttavia, guardando il nuovo regolamento che andrà in approvazione balzano all'occhio due aggiunte rispetto a quelle esistenti: la possibilità di installare reti metalliche e non solo pali di legno quando si debbono cintare zone di recente coltivazione o allevamenti. Ecco le parole "reti metalliche" e "allevamenti" nel testo in vigore non ci sono. La situazione esistente sembrerebbe cozzare con le norme vigenti, non però con quelle proposte.

La rete metallica che circonda attualmente l'area

 

Ecco la norma del PGT vigente che espressamente disciplina le caratteristiche delle recinzioni nel corridoio ecologico (art. 33.4 delle disposizioni di attuazione del Piano delle Regole):

Sono vietati:
• la costruzione di recinzioni delle proprietà se non con siepi, salvo le recinzioni temporanee a
protezione delle aree di nuova piantagione e quelle strettamente pertinenti agli insediamenti
edilizi, purché in elementi in legno di tipo aperto con altezza inferiore o uguale a 1.50 mt. Le parti
prive di ostacoli debbono avere una superficie minima del 50% di quella totale;



Cambiamo teatro e spostiamoci a Imbersago. Il 3 agosto Giovanni Ghislandi dà l'avvio ufficiale alla "sua" variante di PGT. Che però è circoscritta a un solo comparto urbanistico, il T6. Il T6 è una vasta area di proprietà della stessa società che detiene il terreno della Valletta di Novate, di cui sopra. Le due aree si trovano a distanza ravvicinata l'una dall'altra, solo un terreno agricolo le divide. Oltre a una strada consortile che collega la località Selva al laghetto di San Rocco. Dentro l'area di Imbersago, la cui morfologia apparentemente è molto cambiata negli ultimi sette anni il privato ha ottenuto l'autorizzazione a installare una struttura mobile, si presume, per il riparo dei cavalli. Una sorta di allevamento, dunque. Ma le immagini del satellite sembrano evidenziare l'esistenza di una struttura durevole, molto ampia e pare che addirittura, ma è possibile sbagliare, vi siano sopra grosse fenditure simili a finestroni o pannelli. Ebbene la variante, avviata come dicevamo per il solo comparto T6 è "....finalizzata al mantenimento, ad uso permanente, di un manufatto agricolo da parte di un'azienda agricola.....". Se abbiamo capito bene la struttura temporanea o mobile, una volta appovata la variante potrà essere permanente, cioè fissa.

Dunque, due varianti, modifiche significative ai due PGT, un unico "beneficiario", un solo "progetto" definito agricolo. Tutto regolare, dicono dalle Amministrazioni comunali. Noi non abbiamo difficoltà a credere alle parole dell'avvocato Vivenzio, anche perché essendo un legale siamo certi che non si giocherebbe la faccia - e in definitiva anche un pezzo di carriera - per una recinzione. E crediamo al sindaco Ghislandi il quale assicura robuste compensazioni in opere pubbliche dietro l'approvazione della variante. Ma noi, e pensiamo anche la gran parte dei nostri lettori, qualche decina di migliaia, vorremmo essere rassicurati che non siamo in presenza di una doppia sanatoria. Che le modifiche in itinere non assolvono un abuso, ma favoriscono un'iniziativa. In altre parole vorremmo la conferma di quanto crediamo profondamente, ossia che, sia pure in sessantaquattresimo, Merate e Imbersago non hanno subito contagi negativi di virus che altrove hanno reso l'aria mefitica, ma sono Comuni amministrati con l'impegno, la dedizione e l'onestà del buon padre di famiglia.

E, soprattutto, Comuni che applicano alla lettera l'articolo 3 della Costituzione: la legge è uguale per tutti.

Claudio Brambilla
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