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Scritto Mercoledì 05 agosto 2015 alle 18:14

Massironi: l'area Cazzaniga, illuminata a giorno sarà il polo culturale di Merate. Un anno dopo è una latrina a cielo aperto


"Partiamo da qui per superare 18 anni di polemiche e guardare avanti. Illumineremo a giorno questo luogo, lo attrezzeremo con tanti giochi per i bambini affinché le famiglie possano frequentarlo e goderne la bellezza; diventerà un polo di aggregazione".
(5 aprile 2014)

Il sindaco Andrea Massironi con la sua squadra

Era il 5 aprile 2014, a pochi giorni dalle elezioni comunali, quando nel corso dell'ultimo comizio Andrea Massironi, fin lì assessore esterno della Giunta Robbiani, ora candidato sindaco con la lista da lui fondata e composta "Più Merate", arringò la folla seduta sulle gradinate di quello che nelle intenzioni doveva essere l'anfiteatro dell'Area Cazzaniga, definito il monumento allo spreco di denaro pubblico, costato pesanti critiche al suo ideatore, l'ex sindaco e cugino di Massironi, Dario Perego. Ma Perego aveva grandi idee, pensava a un caffé concerto, a rappresentazioni teatrali, a saloni traboccanti opere d'arte, pensava, insomma, a un polo culturale di elevata qualità. Invece, con tutto il rispetto per i giovani animatori, è arrivato lo Tsunami bar che già nel nome ha il programma. E sono iniziati i problemi. Ma qui non è del conflitto permanente tra avventori del bar e residenti su cui vogliamo riflettere, bensì di quanto le promesse elettorali, anche pronunciate da persone notoriamente serie in una città sicuramente per bene siano scritte sull'acqua.

L'area di sera è al buio e il buio copre tutto: gli incivili che fanno pipì e pupù contro i muri, i disgraziati che ubriachi fradici vomitano ovunque, i mezzi o interi delinquenti che spacciano. Vogliamo con tutte le nostre forze credere che i tre carabinieri che stavano nel locale l'altra sera, per quanto fuori servizio, avessero intenzioni esplorative, fungessero cioè da "infiltrati" perchè sarebbe davvero sconcertante se lì vi fossero andati come semplici avventori ben conoscendo lo stato di gravissima tensione tra il locale e le decine di famiglie di residenti tutt'intorno. Di tante promesse Massironi ne ha mantenuta una: ha fatto installare alcuni giochi per bambini, all'aperto, dunque inutilizzabili nella brutta stagione ma anche quando ci sono 30 gradi perchè non c'è un filo d'ombra. Una cosa fatta tanto per farla, buttata lì. Non parliamo della manutenzione che più volte abbiamo documentato essere quanto meno sotto gli standard di convenzione. Ma l'assessore ai lavori pubblici passa all'interno dell'Area Cazzaniga? Pensiamo di sì sapendo della sua provata familiarità con i locali che sprizzano allegria. Beh faccia qualcosa. Un'area ad uso delle famiglie? Quando mai, è l'esatto contrario, le famiglie girano alla larga, soprattutto quando cala la sera. Insomma Più Merate ha sparato più di una cazzata e sarebbe onesto almeno ammettere il fallimento di quello che era il punto numero uno del programma elettorale. Ora però si tratta di intervenire sul serio, con provvedimenti drastici. Non perchè un soggetto ha messo mano alla pistola.

La pistola utilizzata dal 18enne e sequestrata dai carabinieri

Ma perchè il cuore della città ha diritto al rispetto. E non c'è rispetto per l'intera area Cazzaniga, ma tanta puzza di urina e sterco umano. Il tema però va allargato al resto del centro. E il punto torna sulla visione urbanistica di questa Giunta intenzionata a liberalizzare qualsiasi apertura di locale ovunque il privato lo desideri. Noi restiamo della convinzione che il centro vive se è abitato, non se è battuto dal popolo della notte. Il residente è il baluardo contro l'invasione delle piazze, il loro utilizzo scellerato. Il privato fa da vedetta, allerta i carabinieri quando il popolo della notte supera il limite. Quando il residente non ci sarà più le piazze saranno terreno di conquista delle diverse bande etniche. Riflettano Massironi e Vivenzio, intenzionati, al contrario a concedere che anche dentro un ufficio sia possibile aprire un disco pub, pur in assenza di parcheggi e infischiandosene del tessuto urbano esistente. La liberalizzazione selvaggia porterà nel tempo a situazioni di assoluta ingestibilità. Come se già non ce ne fossero abbastanza. Meglio pensarci prima. E programmare bene, sia l'utilizzo dei locali vuoti sia l'uso delle piazze che non possono essere teatro dei desideri dell'assessore Spezzaferri. Per quanto ci riguarda ci schieriamo con quanti chiedono a gran voce la riapertura al passaggio dei veicoli, sia pure a senso unico, nella zona a traffico limitato. Le auto in transito saranno un buon deterrente per impedire le partite di calcio in notturna. Inoltre, così facendo si aprirà il varco di via Papa Giovanni verso sud senza intasare soltanto via Cazzaniga. Da fare, insomma, c'è davvero tanto, prima come progettazione a tavolino e poi nei fatti. Ma per ora il sogno di mezza estate di Massironi si è rivelato, sul campo, un terribile incubo.
Claudio Brambilla
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