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Scritto Giovedì 30 luglio 2015 alle 12:23

Economia: flebile ripresa nel 1° semestre, lieve incremento per domanda e fatturato

L'Osservatorio Congiunturale relativo al primo semestre 2015 realizzato congiuntamente dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como delinea uno scenario generale caratterizzato da una lieve ripresa per i principali indicatori esaminati. I dati elaborati mostrano infatti variazioni positive, seppur di entità contenuta, per gli indicatori associati a domanda, attività produttiva e fatturato, confermando localmente quanto rilevato a livello nazionale dal Centro Studi Confindustria. La fase di lieve ripresa è rilevabile sia sul versante congiunturale, dove in media la variazione si attesta a +2,6% per i tre indicatori, sia sul fronte tendenziale, dove si rileva mediamente un +2,3% rispetto ai livelli della prima parte del 2014.
L'analisi della capacità produttiva mediamente impiegata rivela un tasso del 66,5%, dato che conferma la distanza ancora esistente rispetto ai livelli pre-crisi, considerando il 2007-2008 come periodo di saturazione degli impianti produttivi. La produzione non realizzata internamente ma affidata a subfornitori, in prevalenza a soggetti operanti entro i confini nazionali, contribuisce per un ulteriore 8%.
"Dettagliando i dati, in alcuni casi le aziende affermano di aver lavorato a pieno regime nella prima parte dell'anno - commenta il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Giovanni Maggi. Infatti, nonostante il tasso medio si attesti ai due terzi del totale (66,5%), vi sono realtà con una percentuale di utilizzo della capacità produttiva superiore al 90%. Si tratta purtroppo più dell'eccezione che della regola poiché vi sono anche alcune realtà che hanno registrato un utilizzo degli impianti inferiore al 50% nel semestre, senza particolari fenomeni di stagionalità delle produzioni".
I giudizi sull'andamento degli scambi commerciali mostrano nella seconda metà del semestre, e in particolare tra aprile e giugno, una migliore intensità sia sul fronte domestico sia per l'export. In media, per le aziende delle tre province il contributo delle esportazioni sul totale del fatturato si è rivelato superiore al 40%, a riconferma della forte propensione delle imprese verso il commercio internazionale. Più della metà dell'export continua ad essere destinato ai mercati dell'Europa Occidentale che rappresenta la prima area estera di riferimento (oltre il 22% del fatturato totale realizzato). Sul versante dei costi associati all'approvvigionamento delle materie prime non vi sono particolari elementi di criticità; in media è stato riscontrato un lieve incremento, sia rispetto ai listini della prima metà del 2014 sia in confronto ai livelli dello scorso dicembre; in entrambi i casi, infatti, la variazione si è attestata a circa +1,5%. Esistono tuttavia alcune differenze a livello settoriale: le aziende operanti nel settore della gomma plastica hanno registrato incrementi più marcati; le imprese metalmeccaniche hanno dovuto far fronte, in alcuni casi, a fasi di volatilità dei prezzi sia riguardo ai metalli ferrosi sia a quelli non ferrosi; per le imprese degli altri settori, infine, non sono stati invece evidenziati andamenti anomali. I giudizi relativi al rapporto tra gli Istituti di Credito e le imprese dei tre territori descrivono condizioni stabili, sia per quanto riguarda le spese e le commissioni praticate, sia rispetto alla disponibilità ad espandere linee di credito esistenti o ad attivarne di nuove. Lo scenario occupazionale della prima metà dell'anno appare diffusamente stabile. Oltre il 72% dei giudizi indica infatti un mantenimento dei livelli, confermato anche dalle indicazioni di diminuzione e di crescita della forza lavoro che assumono entità comparabili. Le aspettative per la seconda metà dell'anno risultano positive e si mantengono pressoché sui livelli riscontrati nel primo semestre (in media +2,2% per i tre indicatori esaminati). Anche dal punto di vista occupazionale le imprese rivelano di non attendersi particolari cambi di rotta rispetto a quanto riscontrato tra gennaio e giugno.
LA DOMANDA
L'indicatore relativo agli ordini è il più performante per le imprese delle tre province, sia a livello tendenziale che a livello congiunturale. Nel confronto con il primo semestre dell'anno precedente si registra una crescita del 3,2%, mentre rispetto a dicembre 2014 si riscontra un incremento del 3,3%. Considerando le caratteristiche delle produzioni realizzate dalle aziende del campione, in quasi il 40% dei casi i prodotti o una parte di essi risultano soggetti a fenomeni di stagionalità. Ci si attende una crescita della domanda anche per la seconda parte dell'anno: le aziende del campione si aspettano un incremento degli ordini pari al 2,2%.
Per le aziende di Lecco e Sondrio si registra un andamento del tutto simile a quello già evidenziato, con un incremento a livello tendenziale del 2,9% e una crescita registrata negli primi sei mesi del 2015 pari a 3,3%. Previsioni di lieve crescita anche in questo caso con un +2,8%.
L'ATTIVITA' PRODUTTIVA
Le imprese di Como, Lecco e Sondrio segnalano una fase di lieve crescita dell'attività produttiva nella prima parte dell'anno, sia a livello tendenziale, sia sul versante congiunturale. Il confronto con il corrispondente semestre del 2014 si attesta a +2%; lo stesso dato è rilevato dal raffronto congiunturale con i livelli registrati lo scorso dicembre. L'analisi della capacità produttiva mediamente impiegata dalle imprese aderenti all'Osservatorio continua a mostrare un sottoutilizzo; il dato risulta infatti pari a 66,5%. All'interno del campione vi sono tuttavia differenze, sia in termini dimensionali, sia a livello settoriale. Le imprese di medie dimensioni (con oltre 50 occupati) indicano di utilizzare mediamente il 75% della propria capacità, mentre le aziende più piccole rivelano un tasso del 59,6%. Il confronto settoriale mostra invece un più elevato utilizzo per le imprese del settore metalmeccanico (72%) mentre le imprese tessili risultano più penalizzate (56,5%). Nel caso degli altri settori il dato si attesta al 67%. Il contributo alla produzione determinato mediante pratiche di outsourcing è di circa l'8%; le imprese del campione comunicano di rivolgersi in prevalenza a soggetti operanti sul mercato domestico (6,1%) mentre il contributo dei subfornitori esteri risulta inferiore (1,5%). Le previsioni per il secondo semestre dell'anno risultano in linea con quanto rilevato tra gennaio e giugno; il dato medio risulta pari a +2,3%.
Per le imprese dei territori di Lecco e di Sondrio emerge un quadro conforme a quanto esaminato a livello generale. Si rilevano infatti andamenti favorevoli sia a livello congiunturale, sia sul versante tendenziale.
APPROVVIGIONAMENTO DELLE MATERIE PRIME
Non si riscontrano particolari criticità circa l'approvvigionamento di materie prime per le imprese dell'intero campione, così come per le sole aziende di Lecco e Sondrio. I dati evidenziano un incremento del costo di approvvigionamento rispetto ai livelli di giugno 2014 pari all'1,7%, mentre nel confronto con il semestre precedente l'incremento risulta pari all'1,5%. L'incidenza media delle materie prime sul totale dei costi risulta pari al 37,1%.
EVOLUZIONE DEL FATTURATO
Il fatturato di tutte le imprese considerate mostra dinamiche in linea con quanto esaminato per la domanda e per l'attività produttiva; sia il confronto tendenziale, sia il raffronto congiunturale assumono infatti toni positivi. La variazione rispetto al corrispondente semestre del 2014 rivela un +1,5%; il dato congiunturale si attesta invece a +2,5%. Le previsioni sulla seconda metà dell'anno fanno segnare un +2,2% e confermano il permanere della situazione rilevata tra gennaio e giugno. Le aziende del campione rivelano una forte propensione al commercio internazionale. La struttura geografica delle vendite evidenzia infatti come, in media, il 41% del fatturato sia realizzato oltre i confini nazionali. Il principale mercato estero di riferimento è rappresentato dai paesi dell'Europa Occidentale che assorbe oltre la metà delle esportazioni (il 22,6% del fatturato totale) mentre verso l'Europa dell'Est è diretto il 3,9% delle vendite. Ulteriori aree di interesse riguardano gli Stati Uniti (3,3%), i BRICS (3,0%), l'Asia Occidentale (2,7%) e l'America Centro-Meridionale (1,4%). La quota di fatturato generato sul mercato domestico è pari al 59%. All'interno del campione le imprese mostrano attitudini diverse nei confronti dell'export. Le imprese di medie dimensioni (oltre i 50 occupati) fanno emergere una maggior propensione all'export, con un 50% del fatturato totale realizzato oltre i confini domestici. Per le aziende di minori dimensioni l'export contribuisce invece a determinare il 34% delle vendite. Considerando il settore merceologico, le aziende più attive risultano essere quelle metal meccaniche, con un export pari a circa il 51% del fatturato; le imprese tessili e quelle degli altri settori mostrano comunque una grande attenzione agli scambi internazionali rispettivamente con una percentuale del 35% e del 37%. L'esame dei giudizi riguardanti l'andamento degli scambi nel trimestre aprile-giugno delinea andamenti favorevoli, sia sul versante domestico, sia a livello di export. Il giudizio prevalente è stato la stabilità, indicata per quasi la metà del campione (47%); in questo contesto le indicazioni di maggiore intensità degli scambi hanno superato quelle di rallentamento (in media 36% contro 17%).
Per le aziende dei territori di Lecco e di Sondrio l'indicatore associato al fatturato segue sostanzialmente quanto rilevato a livello generale. Risultano infatti variazioni positive sia a livello tendenziale (+2,2%) sia sul fronte congiunturale, anche se di entità più contenuta (+0,8%). Sul versante previsionale, invece, il dato mediamente riscontrato si attesta a +2,8%. Le realtà delle due province confermano la forte propensione all'export rilevata per le aziende nel loro complesso, con circa il 39% del fatturato realizzato oltre i confini nazionali. "A fianco del dato medio è opportuno considerare che vi sono aziende che realizzano sino all'80% delle proprie vendite all'estero, così come casi di aziende per le quali l'export è al momento ancora residuale, ma in grado di rappresentare una rilevante opportunità per il futuro - sottolinea Giovanni Maggi. È importante che le aziende perseverino nei loro sforzi diretti all'internazionalizzazione, anche sfruttando il supporto offerto dall'Associazione tramite i servizi e le iniziative come il Fondo per finanziare le iniziative orientate ai mercati esteri".
ANDAMENTO DEL CREDITO
Le aziende non hanno segnalato un peggioramento dei rapporti con gli istituti di credito nel corso dei primi sei mesi dell'anno. La maggior parte dei giudizi indica stabilità sia in termini di spese e commissioni bancarie (76,3%), sia in termini di disponibilità di espansione delle linee di credito (72,4%). Permangono ancora situazioni di criticità e casi in cui di peggioramento, che riguardano una percentuale delle aziende del campione compresa tra il 6 e il 7%.
LO SCENARIO OCCUPAZIONALE
Nei primi sei mesi del 2015 lo scenario occupazionale per le imprese delle tre province ha mostrato una generale tendenza alla stabilità. Il 72,6% del campione ha indicato un mantenimento dei livelli, il 15,6% una crescita, mentre il restante 11,8% una diminuzione. In tale contesto, il bilanciamento tra i giudizi di variazione ha contribuito a determinare il diffuso quadro di stabilità. Le previsioni per la seconda parte dell'anno in corso risultano in linea con quanto esaminato per il periodo gennaio-giugno.
"I dati relativi alle aziende di Lecco e di Sondrio - sottolinea il Direttore di Confindustria Lecco e Sondrio, Giulio Sirtori - confermano il quadro esaminato congiuntamente. Il giudizio prevalente espresso dai due terzi del campione è quello di stabilità, mentre le indicazioni di diminuzione ed aumento si controbilanciano. Analizzando il ricorso agli ammortizzatori sociali nella prima parte dell'anno, e considerando il numero di occupati a zero ore, per le aziende di entrambe le province è stata registrata una marcata riduzione della cassa straordinaria, dei contratti di solidarietà e della mobilità rispetto ai livelli del primo semestre 2014. Nel caso della cassa ordinaria, invece tra gennaio e giugno si rileva un aumento del numero di ore effettivamente utilizzate. Elementi, questi, che contribuiscono a delineare uno scenario meno complesso rispetto a quello di un anno fa".
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