• Sei il visitatore n° 494.161.366
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Domenica 26 dicembre 2010 alle 12:17

Merate - Emilio Zanmarchi: con l’uscita di scena di Ambrogio Bertoglio l’ospedale Mandic perde un alleato capace e prezioso

Emilio Zanmarchi e Ambrogio Bertoglio
Gentile Direttore,
le chiedo la cortesia di ospitare sulle pagine del suo giornale questo piccolo mio gesto di gratitudine verso Ambrogio Bertoglio.
In politica chi esce di scena per accadimenti o manovre che avvengono fuori della propria area d'influenza perde d'incanto spessore, visibilità, peso, quasi che gli rimanesse solo l'anima, e le membra fossero redistribuite tra le mani capienti di quelli che gli sopravvivono sulla scena ombrosa delle influenze nel potere.
Credo che non vi siano dubbi né sul fatto che le questioni attorno alla conduzione della sanità appartengano all'ambito della politica, né per altro verso che le recenti nomine ai vertici obbediscano a criteri e dinamiche diverse da quelle centrate sulle singole realtà aziendali. E' la realtà, pur non approvandola.
Questo per dire che oggi Ambrogio Bertoglio non è più nel novero dei potenti, e di potere in sanità se ne gestisce molto. Chi ne voglia parlare, oggi, può quindi farlo senza il rischio d'essere tacciato di piaggeria in un caso, di ostilità precostituita nel caso opposto.
Io vorrei parlarne. Ho avuto a che fare con lui fin dall'inizio del mio mandato, e a lui pure devo molto per la progressione di conoscenza e di padronanza dell'ambito, per me ancora in corso.
Non ricordo una volta in cui Bertoglio non mi abbia ascoltato, e non si sia preso il tempo opportuno per farlo. Non ricordo una volta in cui abbia perso il tratto educato, rispettoso ed elegante che, a mio parere, pesa moltissimo nelle relazioni e che lo contraddistingue in ogni istante. Non ricordo di aver mai avuto una qualsivoglia ragione per pensare che non fosse "sul pezzo": Ambrogio Bertoglio capisce di sanità, e ne capisce molto, forse perché medico, forse perché ex primario, forse perché capace di lasciar parlare la sua bella intelligenza.
Ho sperato anch'io fino alla fine, come son certo abbia fatto lui, che restasse a Lecco. Merate, l'Ospedale Mandic, perde un alleato in un posto chiave. Non so e non parlo della successione, ma posso assicurare che la sua attenzione per il nostro Ospedale era alta, ed espressa in termini concreti e chiari lontani dalle retoriche ruffiane dei falsi premurosi. Nelle discussioni sul presidio l'ho sempre sentito preoccupato del medio-lungo termine, cosa che lo definisce come un vero manager, dal respiro profondo.
Non dispero che possa essere recuperato in qualche modo alla causa della Sanità, in specie di quella nostra meratese; io per parte mia continuerò a sollecitarne i pareri, e lo pregherò di valutare sostenibilità e coerenza dei miei progetti. So che non si tirerà indietro.
Ho una speranza: che qualcuno di quelli che l'ha combattuto, anche aspramente, anche da queste colonne, abbia il coraggio vero, oggi, di riconoscergli quanto di buono egli ha fatto per Merate in questi anni. E non è poco.
Grazie e Buon Natale,
Emilio Zanmarchi
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco