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Scritto Lunedì 13 luglio 2015 alle 19:06

In vista della grande riforma sanitaria ecco qual è la situazione nelle case di riposo e cosa accadeva cinque anni fa (2011)

In questi giorni sta andando in discussione, in Consiglio Regionale, la riforme sanitaria. Ormai il principio generale che ispira la nuova legislazione è noto nelle sue linee generali alla gran parte dell'opinione pubblica: integrare i servizi residenziali (esempio: ospedali, RSA,RSD) con quelli territoriali (esempio: ADI, SAD, ADM, CSE, CDD, CDI). Come già dimostrato costa molto meno curare a domicilio o in strutture diurne che in quelle residenziali. L'invecchiamento e l'espansione dei malati cronici richiedono l'urgenza dell'organizzazione territoriale a partire dal Distretto Socio Sanitario.

In questa situazione la crisi economica ed occupazionale ci mette, ovviamente, lo zampino. Una famiglia, quando ha un problema ad un anziano o a un minore, cerca una soluzione il cui impatto economico sia il meno incidente possibile per il proprio bilancio. Se si tratta di anziani cronici si risolve con un po' di ospedale, un po' (ma poco, poco) con il SAD, un po' con il Centro Diurno (nel nostro territorio sono pochissimi), ma soprattutto molto lavoro di cura all'interno della famiglia.

Ho cercato di capire cosa accade oggi con le RSA (le case di riposo) e cosa accadeva 5 anni fa (2011). Ho cercato di capire se il numero di posti letto sono aumentati o diminuiti e la situazione delle liste di attesa. Ho cercato di riassumere tale situazione in una tabella:

Come si comprende i fenomeni più rilevanti sono i seguenti:

·         circa il numero del posti letto accreditati, l'unico Distretto che aumenta è quello di Lecco (+31, pari al 3,16%). Gli altri perdono tra l'8% od il 9%.

·         Sempre nel Distretto di Lecco compaiono 11 posti letto liberi!

·         In tutta l'ASL diminuiscono le liste d'attesa (-51,68%), ma letteralmente "crollano" a Bellano (-76,92%) e a Merate (-64,16%).

·         L'espansione dei servizi domiciliari e dei centri diurni è stata percentualmente più limitata rispetto alla diminuzione del servizio delle RSA. Sta qui l'incidenza della crisi (aumento disoccupazione, Cassa Integrazione, inoccupazione giovanile).

Ho cercato di capire cosa fosse successo negli ultimi sei mesi nelle RSA.

Ecco due tabelle che illustrano la situazione:
 

Contrariamente a 5 anni fa c'è una tendenza ad aumentare l'uso della RSA e, quindi, delle liste di attesa. E' ancora il Distretto di Lecco a guidare la classifica (+ 21,19%), Merate è ad un modesto 3,17% e Bellano diminuisce ulteriormente (-10,82%).

Nel distretto di Lecco quasi raddoppiano i posti liberi, soprattutto nei posti più "costosi".

Non conosco i dati riguardanti l'andamento economico recentissimi, però:

·         Nel 2011, statisticamente si può rilevare che, dei primi 10 Comuni più ricchi della Provincia, ben 7 sono in Brianza, ai primi due posti ci sono Montevecchia e Lomagna.

·         Anche tra la fascia demografica considerata tra le più deboli, i pensionati, nel 2011, la Brianza occupa i vertici della classifica provinciale con 9 posti sui primi 10.

Concludendo, sarebbe auspicabile e doveroso che la rete dei servizi territoriali acquisisse una importanza più precisa ed economicamente più rilevante dentro la nuova legge regionale. Oggi è uno spazio bianco, soprattutto a livello distrettuale.

Diventa importante la proposta di sperimentazione distrettuale del Meratese/Casatese perché a questo territorio va data l'opportunità di non tornare ai servizi residenziali. Basterebbe una legislazione che desse più spazio agli sforzi che le famiglie, già da sole, fanno per avere vicino il proprio parente in difficoltà.

Ambrogio Sala
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