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Scritto Martedì 30 giugno 2015 alle 16:47

Acqua: Sei Merate scopre le carte e invita la Giunta a restare in Lario reti cui andrà il servizio idrico. Ora Pozzi è alla prova della serietà della parola

Non che avessimo dubbi, conoscendo il personaggio e la sua estrazione politica ma almeno, col comunicato ultimo che pubblichiamo nell'apposita rubrica sappiamo come la pensa (e la pensava) davvero Alessandro Pozzi, indubbio portabandiera di Sei Merate, la formazione di centrosinistra guidata alle elezioni dalla dottoressa Silvia Villa. Pozzi l'aveva lasciato intendere annunciando il voto di astensione alla proposta di Merate sull'affidamento ventennale del servizio idrico integrato. La sua personale predilezione andava alla candidatura di Lario reti Holding, già scelta dal Consiglio di Amministrazione dell'Ufficio d'ambito (ATO) con una settimana di anticipo sulla seduta del 30 giugno, predisponendo addirittura lo schema di delibera che affida, appunto a LRH il servizio. Sei Merate, del resto, è a trazione PD. E il Partito Democratico controlla le aziende pubbliche e tiene sotto tiro la gran parte degli Amministratori di Giunte di centrosinistra. In Brianza i suoi colonnelli, come ormai noto a tutti, sono Paolo Brivio sindaco di Osnago e Marco Canzi assessore al bilancio di Olgiate Molgora. Sei Merate dice chiaramente nel comunicato che il Comune retto da Andrea Massironi deve uscire dall'isolamento e cambiare le regole stando dentro Lario Reti. Capita la solfa? Niente recesso, anche se, al di là del verdetto arbitrale, l'esito di un probabile ricorso potrebbe essere di segno opposto e l'acqua alla Holding. I pareri contrari non servono a nulla, diciamolo subito. Apparirà a breve un testo redatto da legali dello studio Catricalà, ricordate? il numero uno dell'autorità garante della concorrenza e del mercato. Lo leggano attentamente i sindaci che dovranno tra un mese ratificare la decisione del CdA dell'Ato. Ma non servirà neppure quello come non sarà tenuto in alcuna considerazione il parere di Raffaele Cantone, per altra vicenda pavese ma assai simile a quella lecchese con conferimento della carica di amministratore unico a ex consigliere tra l'altro in due aziende di settore, che abbiamo pubblicato in queste pagine, come sempre in esclusiva. Non servirà a nulla perché la sudditanza della gran parte dei sindaci del PD al partito scavalca l'interesse specifico e dimostrato dei propri cittadini. La militanza fa premio sull'appartenenza. Però Pozzi una cosa dovrà spiegarla, visto che l'ha sottolineata in Consiglio comunale. Lui disse: se il servizio idrico sarà affidato a Lario reti, l'azienda dovrà prima, e sottolineiamo prima, del conferimento avere i requisiti dell'in house providing. Quindi deve diventare azienda di 1° livello direttamente controllata dai comuni soci e da nessun altro e non deve avere all'interno o tra le controllate dirette attività commerciali prevalenti. Tipo per esempio il gas. Bene. A quanto sappiamo l'ATO, e per la proprietà transitiva, l'assemblea dei sindaci e il Consiglio provinciale a nomina indiretta (cioè consiglieri non più eletti dai cittadini ma dagli amministratori comunali) guidato dal PD, intende per l'ennesima volta conferire l'affidamento riservandosi in un secondo tempo di adeguarsi alla Legge. Naturalmente dimenticando la delibera 69/2013 che diceva la stessa cosa: ossia entro il 30 giugno 2014 Idroservice Srl cui era stato affidato temporaneamente la gestione dell'acqua doveva diventare società di 1° livello. Invece era controllata al 100% dal Lario Reti e tuttora è controlla al 100% da Lario Reti. Questo per sottolineare a che punto di sfascio è arrivata la correttezza istituzionale: non si dà corso neppure a una delibera ufficiale del Consiglio provinciale eletto dai cittadini. Figuriamoci se un impegno formale come quello di cui sopra sarà rispettato. Dunque attendiamo Alessandro Pozzi alla prova della parola: se è persona seria si opporrà all'affidamento del servizio a Lario Reti se l'azienda non sarà prima trasformata in società con controllo analogo. Se non lo è troverà qualche banale motivazione per spiegare il voltafaccia. Ci sbaglieremo ma temiamo già di sapere come si comporterà.
Claudio Brambilla
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