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Scritto Venerdì 24 dicembre 2010 alle 09:31

Appalti pubblici e trasparenza: Insieme per Merate salvaguardi l’ultimo briciolo d’amor proprio con un dignitoso e opportuno silenzio

Andrea Robbiani
I signori di Insieme per Merate hanno perso l'ennesima occasione per salvaguardare l'ultimo briciolo di amor proprio con un dignitoso e quanto mai opportuno silenzio. Si esprimono come se fossero da sempre all'opposizione, quando in realtà hanno amministrato la città per cinque anni, prima di noi e molti di loro vantano una carriera di amministratori di lungo corso. Ho già abbondantemente espresso il mio parere in tema di appalti pubblici e non intendo ritornarvi sopra, se non per ribadire che il lavoro svolto in questo anno, ha permesso di ottenere risparmi consistenti e lavori eseguiti con adeguata qualità: nessuno dei lavori appaltati nel 2010 è ancora in esecuzione e sono stati tutti terminati nei tempi previsti (il rifacimento della pavimentazione di via S. Ambrogio è terminato con un mese di anticipo sulla scadenza contrattuale) e, ricordo che, seppur con grande difficoltà per una situazione ereditata devastante, abbiamo completato l'area Cazzaniga, che nel maggio 2008, sul notiziario comunale, dichiaravano in pompa magna, che con l'avvio del 2° lotto si era prossimi al completamento. Le aziende di Merate continuano ad essere oggetto di invito da parte dei nostri uffici, ma ribadisco, sempre nel rispetto del codice degli appalti. Intendo invece soffermarmi sul tema trasparenza, di gran moda fra i consiglieri di opposizione. In merito alle scelte viabilistiche, ricordo ai signori di Insieme, che evidentemente soffrono della sindrome del pesce rosso (secondo la quale il pesce rosso tende a perdere in pochi secondi la memoria della sua quotidiana esistenza), che le scelte apportate alla viabilità rispecchiano le indicazioni del Piano Urbano del Traffico, come ampiamente dimostrato nella seduta del consiglio comunale svoltosi lo scorso novembre. Dover ridiscutere in commissione questo genere di scelte non ha molto senso anche perché mi aspetto da parte loro che siano d'accordo, considerato che quel piano lo hanno realizzato ed approvato, anche se, viste le continue inspiegabili polemiche comincio a pensare che non lo hanno letto, limitandosi a guardare le figure. Tuttavia nell'ottica della massima collaborazione ho già espresso al capogruppo sig. Perego, che in futuro porteremo per conoscenza, in commissione urbanistica, le scelte che andremo ad eseguire in tema di viabilità, così da sopire le polemiche e a prendere atto delle osservazioni delle minoranze. In tema di trasparenza non accetto lezioni da chi, giusto per fare un esempio, quando si trattò di scegliere il professionista per progettare il nuovo plesso scolastico di via Montello, invitò cinque studi professionali, di cui ben quattro senza nessuna credenziale relativa alla progettazione e realizzazione di plessi scolastici; così come ricordo che prima ancora di scegliere il progettista, il progetto era già stato ideato, definito e presentato ai consiglieri, non in una commissione ufficiale, bensì in una riunione informale. Manco a dirlo. Il progetto ovviamente era frutto del quinto degli invitati. Vogliamo parlare del professionista al quale per cinque anni è stato appaltata la "veste grafica" della carta da lettere e dei manifesti per gli avvisi e che è lo stesso (ma tu guarda il caso), che curò la campagna elettorale della loro lista nel 2004? Potremmo parlare poi della disinvoltura con la quale hanno permesso al gestore dell'impianto natatorio di via Matteotti, di scegliere, quando loro amministravano con "trasparenza" la città, un non ben identificato fornitore di fiducia, per realizzare l'impianto ad energia solare (finanziato con 75mila euro pubblici), senza controllare le credenziali, con il risultato che ad oggi, l'impianto non è ancora funzionante, tant'è che ho chiesto in maniera perentoria alla società in questione di intervenire in tempi brevi per rendere il tutto perfettamente funzionante, altrimenti valuteremo gli estremi per recuperare il finanziamento pubblico erogato. Sempre in tema di trasparenza e promesse da marinaio, ricordo l'ultima chicca: aprile 2005, Parla Comune n.1 pag. 5 titolo (da leggersi con enfasi ed un pizzico di stupore): "Dal 2006 ogni frazione avrà una somma da autogestirsi". Un esilarante articolo zeppo di promesse, la cui frase finale è la seguente: "I residenti, insieme al consigliere di maggioranza della frazione o attraverso assemblee di frazione decideranno come e dove investire i soldi a loro disposizione". Niente di ciò è stato fatto: nessuna cifra messa a bilancio per nessuna frazione e, dico io, per fortuna, perché sotto il profilo della trasparenza mi pare ci sarebbe stato molto da discutere: cifre, persone, criteri e metodi tutto approssimativo e lasciato alla discrezionalità di singoli o di pochi.

Detto tutto questo, hanno anche la pretesa ed il coraggio di contestare i consigli di frazione che esistono da circa un anno, nei quali può entrare chiunque, senza dover mostrare tessere di nessun colore politico e che può relazionarsi con l'amministrazione senza pregiudizi e con la massima trasparenza. Chiudo sul tema Meratenews: nei primi mesi del 2011 il sito in questione troverà una sua nuova vita, con veste grafica aggiornata e contenuti rinnovati. Purtroppo, l'azienda a cui si affidò nell'aprile scorso, la realizzazione e la manutenzione dei contenuti (scelta effettuata fra tre aziende tutte con pari credenziali e con il criterio del prezzo più basso), a posteriori dimostrò di non avere i requisiti legali, per via di una irregolarità commessa da uno dei suoi amministratori: tuttavia questo fatto non ha comportato l'esborso di un euro da parte della amministrazione, per cui la polemica legata al costo e alle presunte credenziali di chi poi materialmente doveva gestire i contenuti è fuori luogo e priva di fondamento. Visto che siamo prossimi al Natale, auguro a Insieme per Merate di utilizzare il periodo di festa per riposare mente e corpo, schiarirsi le idee e di incominciare il 2011 con una pro positività che superi lo steccato ideologico che loro continuano ad erigere su qualsiasi argomento. Se seguitano a politicizzare tutto, abbiano almeno il coraggio di gettare la maschera e, proprio in omaggio alla trasparenza che evocano ogni due per tre, di modificare il loro nome in Partito Democratico.

Andrea Robbiani
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