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Scritto Giovedì 25 giugno 2015 alle 17:44

Alla Rocchetta sono in mostra le opere dell'artista Delhove

Presso il Santuario di S. Maria della Rocchetta e all’interno dell'ex centralina Galimberti tra Paderno d’Adda e Porto d’Adda, sono state inaugurate “Infinite Ragioni – Ascensione/Cingendi” e “Infinite ragioni – Abdua”, due installazioni di Luce Delhove docente di grafica all’Accademia di Belle Arti di Brera. La mostra è stata curata da Ida Chicca Terracciano, con il patrocinio del Parco Adda Nord e del comune di Paderno.


Al taglio del nastro erano presenti il sindaco di Paderno d’Adda, Renzo Rotta, Fiorenzo Mandelli, Luigi Gasparini e altri ospiti. In occasione dell’inaugurazione è stato presentato il libro d’artista “Un frammento, Robinia di Luce Delhove”( Edizioni Pulcinoelefante di Alberto Casiraghii, Osnago Aprile2015) che riporta la frase di Leonardo da Vinci:” La Natura è piena di Infinite Ragioni” e un disegno dell’Artista. Ida Terraciano In riferimento alle opere “Infinite Ragioni- Ascensione/Cingendi”,cita: Luce Delhove presenta, un’interessante installazione dedicata ai temi iconografici della sacra cintura e della corona di spine. Le particolari condizioni ambientali, storiche e spirituali che caratterizzano il luogo sacro hanno ispirato l’artista a un intervento site specifico caratterizzato da un forte valore espressivo perché realizzato attraverso l’interpretazione dai segni naturali che contraddistinguono il territorio attraversato dal fiume Adda. L’artista pone una particolare centralità alla presenza della robinia e degli arbusti spinosi, la cui crescita spontanea, contraddistingue e sembra cingere l’altura su cui s’innalza il luogo sacro dedicato alla Vergine Maria.

Proprio in relazione a questa e ad un’ideale riferimento geografico con il circuito religioso del Cammino di Sant’Agostino, all’interno del quale si colloca la Chiesa quale stazione della simbolica cintura devozionale, Luce Delhove ha eseguito delle opere realizzando una riflessione sul tema del “cingere”, dell’attorniare, del circondare, quali gesti che uniscono insieme la dimensione affettiva, devozionale e sacra a quella umana portatrice di emarginazione e dolore. Il confronto tra queste due specifiche questioni teologico- antropologiche, alla cintura e alle spine, permette all’artista di sollevare l’attenzione dell’osservatore sulla questione del dolore e del legame profondo e viscerale quali dimensioni collegate tra loro. L’esposizione “Infinite Ragioni- Abdua” nasce dall’incontro dell’artista Luce Delhove con il territorio e Fiorenzo Mandelli un po di anni fa e il percorso lungo il fiume Adda. Le straordinarie condizioni ambientali e culturali così fortemente caratterizzate dalla presenza d’interventi e progetti leonardeschi oltre che di un ambiente floreale in cui la presenza dell’acqua incide ancora fortemente sulla percezione dello spazio formandone particolarissime condizioni atmosferiche e luminose,hanno favorito la creazione di un progetto espositivo che rende omaggio all’amenità dei luoghi, rivisti attraverso la sensibilità dell’arte contemporanea. Lungo due anni di esplorazioni Luce Delhove ha realizzato, riporta Ida Terraciano, indagini, incontri e attraversamenti un interessante e significativo corpo di opere, nato e dedicato al fiume Adda e al suo habitat.

Ne ha approfondito la componente naturale, boschiva e acquatica così da raggiungere una condizione di prossimità all’originaria relazione con la natura. L’attenzione artistica è rivolta a quello spirito primordiale ancora presente nelle singolari conformazioni dei materiali rocciosi come il caratteristico sasso nero per soffermarsi soprattutto sulle singolari presenze di piante acquatiche e arbustive abitate da insetti fasmidi e dagli arbusti spinosi come la robinia. L’articolata e approfondita produzione è composta di opere grafiche, dipinti, installazioni, fotografie e video i quali verificano con straordinaria sensibilità non solo l’attualità dei valori estetici e formali,ma, soprattutto, realizzano attraverso l’individuazione e moltiplicazione dei segni, gli infiniti codici esistenziali e naturali che contrassegnano il territorio. Per le visite alle mostre che rimarranno aperte fino al 30 settembre 2015, chiamare Fiorenzo Mandelli al 338-2800822 custode del Santuario e per la Ex Centralina Galimberti, telefonare al numero 3495227012 Un particolare ringraziamento a Fiorenzo Mandelli, Patrizia Mainardi e Valentino Bianchini che hanno collaborato ad allestimento della mostra.
Un lettore
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