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Scritto Lunedì 25 maggio 2015 alle 21:52

Osnago: Silvio Soldini porta al cinema la storia di Alberto Casiraghy

Alberto Casiraghy
La vita di Alberto Casiraghy e di "Pulcinoelefante" diventano cinema. A raccontare la storia del geniale editore piccola casa che stampa i libri in carta a mano, sarà Silvio Soldini, regista che gli ha già dedicato un corto. "Pulcinoelefante è una sorta di panettiere degli editori, perchè, come il fornaio, sforna un libro al giorno" dice  Casiraghy di ritorno da una mostra a Berlino e Genova e da tre giorni a Padova, dove ha presentato i suoi libri. Tra le molte con le quali è stato raccontato, questa è peraltro la definizione che lui ama più di ogni altra. "Perchè - spiega - mi dà il senso della quotidianeità concreta, senza dimenticare la poesia, che è stata e continua ad essere il motivo per la quale pubblico i versi, miei e di molti altri". Quelle edite in "Pulcinoelefante", sono opere di poche pagine, magari di poeti sconosciuti, o grandi, come Alda Merini, che di Casiraghy è stata a lungo amica. Libri spesso illustrati con disegni dello stesso editore, o da artisti come Dolores Previtali.
Sessantatre anni, Casiraghy ha festeggiato nel 2012  il 30° anniversario di fondazione della sua casa editrice. Forse unica al mondo di questo genere. Il catalogo ha già superato i 9000 titoli. Tra questi anche il  suo ultimo di aforismi stampato da Bellavite, editore in Missaglia. Tre anni fa molti "libricini" erano in mostra all'auditorium milanese di Largo Mahler. "Avevo scelto quell'angolo di Milano - spiega lui - perchè amo la musica di Mahler. Ho studiato violino e sono stato anche costruttore di liuti". Nato a Osnago, Casiraghy frequenta in paese le scuole dell'obbligo per iscriversi poi ad un liceo musicale di Monza. Intanto aiuta il padre idraulico. Dopo il servizio militare a Barletta, con i "Cacciatori delle Alpi" ("i garibaldini" precisa lui) viene assunto, a Milano, alla tipografia Same di piazza Cavour, la stessa dove veniva pubblicato Il Giorno.
"Stampavo i grandi quotidiani, compreso quello diretto da Montanelli, che ho conosciuto bene - raccontavava ieri - spesso mi chiamava per comporre la prima pagina". Ed è qui che Albertino comincia a pensare di stampare i versi che tiene nel cassetto. Disegna il logo e chiede ad un amico di preparargli un galvano, ovvero un carattere in piombo su rame.  Le poesie, pensa, verranno illustrate da un disegno o da una scultura. Tiratura limitata, massimo trenta copie. Nel 1985 decide di lasciare la Same. Con la liquidazione, acquista una Audax Nebiolo, macchina per la stampa sulle quali lavorava. E' la stessa che, ancora oggi sta al centro della sua casa, una sorta di tipografia-libreria-mostra. Dove Alberto vive, scrive e riceve gli amici, come Maurizio Cattelan e Sebastiano Vassalli. "Negli anni novanta - continua - conobbi Alda Merini, che non era ancora al centro dell'attenzione letteraria. La trovavo geniale e le stampavo due libri la settimana. Vanni Scheiwiller ebbe l'occasione di leggerne alcuni di aforismi, anche miei, come questo: "L'anima serena non mente". Volle conoscermi. L'incontro con lui, ad Osnago, rimarrà indimenticabile. Volle stampare il mio primo catalogo. Lo considero un onore". 
Sergio Perego
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