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Scritto Venerdì 08 maggio 2015 alle 08:21

Montevecchia: incidente stradale 1^ causa di morte per i giovani. Serata con ''Pit Stop''

Da sinistra il dottor Franco Tortorella dell'ASL di Lecco, la dott.ssa Fabia Fantoni presidente Pit Stop, Michele Casiraghi istruttore 118 e monitore primo soccorso CRI Casatenovo, Marco Bello direttore formazione CRI Casatenovo, Andrea Fumagalli istruttore 118
CRI Casatenovo, la dott.ssa Francesca Villa, medico PS Merate, la dott.ssa Patrizia Adamoli, presidente consulta cultura Montevecchia



''Ogni 4 minuti nel mondo una persona da 0 a 17 anni muore per incidente stradale, e tra i 15 e i 17 anni questa è la prima causa di morte''
. Così il dottor Franco Tortorella dell'Asl di Lecco è entrato nel vivo del tema "Cosa non fare e cosa fare" in caso di incidente stradale, proposto giovedì sera dall'associazione Pit Stop con la consulta sport, cultura, tempo libero, politiche giovanili di Montevecchia e il patrocinio dei comuni di Montevecchia, Lomagna e Cernusco Lombardone.
Il tasso di mortalità per incidenti stradali è calato rispetto a 15 anni fa, ma non si deve abbassare la guardia e così, nella terza settimana mondiale sulla sicurezza stradale, l'OMS ha definito 10 strategie per garantire la sicurezza dei giovani sulle strade.


Come spiegato dal dottor Tortorella al numeroso pubblico presente, il problema è legato alla scarsa coscienza del rischio alla guida, non solo da parte dei giovani ma anche degli adulti. E i ragazzi, naturalmente attratti dal rischio, non sanno che la prima causa di morte tra 15 e 30 anni è proprio la guida, che relazionano a conseguenze di disabilità o paralisi, mentre hanno una conoscenza superficiale dei sistemi di sicurezza attivi e passivi. Peraltro la visione laterale dei neopatentati è ridotta, benché mediamente dimezzata dopo 8 mesi.

Patrizia Adamoli e Fabia Fantoni. Sotto il dottor Franco Tortorella dell'Asl


''L'obiettivo - ha spiegato il medico - è la cultura della sicurezza stradale nella comunità, come bene desiderabile'' risultato di comportamenti individuali e atteggiamenti collettivi legati all'educazione familiare, al percorso scolastico, all'influenza del gruppo dei pari, alla pubblicità e al mercato che crea auto sempre più potenti, e infine al rapporto con la legalità e il proprio essere sociale.
L'Asl di Lecco si è attivata per varie iniziative in tal senso, lavorando in rete per raggiungere un pubblico più ampio possibile. Grazie agli interventi sulla sicurezza attiva e passiva, il numero dei morti è sceso, compensato dall'aumento di quello dei feriti e, benché le strade urbane siano nel 75,3% dei casi lo scenario degli incidenti, i più gravi si concentrano in quelle extraurbane (48,5% deceduti).


Dal 2001 al 2010 in provincia di Lecco si è abbassato del 47% il numero dei decessi, del 29,1% quello dei feriti e del 27,3% quello dei sinistri, in modo più sensibile che a livello nazionale, e dal 2003 al 2010 i ricoveri si sono ridotti del 42,4%. Negli anni 90 Lecco era una provincia con una mortalità superiore ai livelli regionali, mentre ora è diventata penultima negli incidenti stradali e l'ultima per numero di feriti.


Un allarmante dato è che il numero di incidenti per abuso di alcool e uso del cellulare al volante, più difficile da contestare da parte delle autorità preposte, si eguagliano. Dopo le disattenzioni per gli strumenti tecnologici, tra le cause più frequenti di sinistri ci sono le chiacchiere, la ricerca di oggetti, l'igiene personale e il cibo, mentre per modalità la prima è il frontale, seguito da investimenti di pedoni e fuoriuscite dalla strada. Il dottor Tortorella ha quindi invitato a un comportamento responsabile, soprattutto considerando ''i bambini ci guardano e sanno che il Codice della Strada è il codice delle regole'', grazie ai percorsi educativi messi in atto.


Dopo questi dati generali, la dottoressa Francesca Villa, medico del PS di Merate, ha fornito delle sintetiche indicazioni comportamentali in caso di incidente stradale, visto che chi si trova sul luogo è ''il primo anello nella catena della sopravvivenza''. Innanzitutto si deve segnalare la zona del sinistro mettendo il triangolo alla giusta distanza, e poi valutare se è sicuro avvicinarsi al luogo esatto dell'incidente, considerando cioè la presenza di pericoli ambientali quali curve, mezzi coinvolti in equilibrio precario, incendio, fumo e liquidi (benzina o olio).

Se questi sono esclusi e se lo si vuole fare, si può cercare di ricostruire la dinamica del fatto, facendo semplici domande alle persone coinvolte per testarne la coscienza e osservando i movimenti del torace che assicurano la respirazione. Fondamentale è senza dubbio la telefonata al 112, numero unico per le emergenze in Lombardia ed UE, fornendo i dati raccolti e rispondendo alle domande dell'operatore.

 

''E' meglio non fare, piuttosto che fare male, - ha detto la dottoressa Villa - e non è obbligatorio avvicinarsi se non ce la sentiamo, ma è importante telefonare per i soccorsi e mettere il triangolo''. Il codice penale sanziona infatti fino a 3 mesi chi omette soccorso, inteso anche come chiamata al 112 e prestazione effettiva di soccorso se addestrati mediante corsi, mentre non si è considerati punibili per azioni commesse al fine di salvare se stessi o altri se costretti dalle necessità. Per fornire un esempio pratico di comportamento in caso di incidente e per smorzare la tensione, i volontari della Croce Rossa di Casatenovo hanno offerto una dimostrazione simulando una possibile scena di sinistro.

Simulazione di una telefonata al 112

A conclusione della partecipata serata, la presidente della consulta cultura, la dottoressa Patrizia Adamoli, ha ringraziato il pubblico, come anche la dottoressa Fabia Fantoni, presidente della onlus Pit Stop nata nel 2007 da genitori e parenti che hanno perso i congiunti in incidenti stradali. ''Dal 2002 al 2006 Montevecchia ha pagato un prezzo alto con la morte di 5 giovani e altri adulti'', senza contare i sopravvissuti che hanno affrontato traumi cranici o lunghe riabilitazioni.

In questi anni Pit Stop ha fatto riflettere sulla responsabilità di chi viaggia, con una fiaccolata in ricordo dei deceduti dalle scuole a cascina Butto dove con l'aiuto del MotorOasi sono state predisposte attrezzature per sperimentare i crash test, e una marcia silenziosa sulla provinciale di Calco in occasione di una settimana mondiale sulla sicurezza. 2.200 ragazzi delle scuole superiori di 50 comuni delle province lecchese e monzese sono stati sensibilizzati con dibattiti e crash test, mentre i bambini della primaria hanno incontrato la Polizia Locale di Cantù per un corso di educazione stradale.

Le iscrizioni sono aperte per la onlus Pit Stop e per la Croce Rossa che il dottor Tortorella ha vivamente ringraziato visti risultati ottenuti dal soccorso professionale, grazie al quale i dati dei morti si sono abbassati.

Federica Conti
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