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Scritto Martedì 05 maggio 2015 alle 15:50

Lario Reti distribuisce 2,7 milioni di utili così: 0,63 €/abitante a Olgiate; 22 €/ab. a Galbiate; 18 a Garlate; 16 a Valmadrera. La tavola integrale con il dividendo 2014 comune per comune

Che per alcuni comuni lecchesi Lario Reti Holding - per usare una definizione data tempo fa da Germano Bosisio del Comitato Acqua Pubblica - sia "una gallina dalle uova d'oro" è cosa nota.
Marco Canzi e Dorina Zucchi
Solo quest'anno il gruppo ha infatti ridistribuito 2,75 milioni di euro ai suoi soci. Fondi che, sebbene in calo rispetto al passato, rappresentano ancora un bel gruzzoletto per le amministrazioni locali, una boccata d'ossigeno per le casse soffocate dai continui tagli nei trasferimenti.
Soldi che derivano anche dalle tasche dei cittadini lecchesi e dalle loro bollette, che sono calcolate in base alla tariffa unica: l'acqua, ad esempio, ha lo stesso prezzo a Merate come a Lecco, a Casatenovo come a Garlate.
Però, nonostante questo, la torta degli utili di LRH non sfama tutti i cittadini alla stessa maniera: i 2,75 milioni saranno infatti divisi non in base al numero di abitanti ma in base alle quote che i comuni possiedono della holding milionaria di via Fiandra.
Ed ecco allora che, osservando in quali tasche vanno a finire i ricchi dividenti, che si capiscono gli interessi che hanno diversi sindaci nel spingere perché Lario Reti Holding diventi il gestore del servizio idrico integrato per i prossimi 20 anni almeno, nonostante non rispetti la normativa dell'ìn-house providing. Ovvero non rispetti la volontà che i cittadini italiani hanno espresso con il Referendum del 2011.

Ma non vogliamo ripetere ancora una volta le nostre considerazioni in merito all'annosa vicenda dell'affidamento del S.I.I., limitandoci questa volta a far parlare i numeri - che non possono mentire- e lasciando poi al lettore il compito di trarre le proprie considerazioni.

La ''top 10'' dei Comuni che ricevono più dividendi

Partendo da un dato: se i 2,75 milioni di euro dovessero essere divisi equamente per i 441mila abitanti dei comuni soci (non tutti i comuni della Provincia di Lecco più 17 comaschi), ciascun residente riceverebbe 6,23 euro a testa.
Un numero da tener bene a mente, una soglia utile per capire quali sindaci ci guadagnano davvero da Lario Reti e quali invece no.
Come vi mostreremo, infatti, le quote sono ripartite in modo assolutamente sbilanciato e di fatto una minoranza di cittadini avrà un ritorno di alcune decine di euro pro capite (quindi con centinaia di migliaia di euro totali trasferiti nelle casse dei loro comuni) , mentre altri dovranno accontentarsi delle briciole. E spesso nemmeno di quelle.

I dividendi divisi per circondario

Osserviamo ora più da vicino i numeri, grazie ancora una volta al lavoro di analisi svolto da Remo Valsecchi.
Basta un colpo d'occhio, per rendersi conto che la testa della classifica è dominata dai comuni del circondario lecchese.
Al primo posto troviamo infatti il capoluogo, che ogni anno riceve da LRH 645 mila euro, 13 per abitante.
Seguono Valmadrera (192 mila euro totali, 16€/ab) e Galbiate che nonostante abbia solo 8 mila residenti, intasca 189 mila euro di dividendi (21€/ab, più che a Lecco). Fuori dal podio ma non ha comunque di che lamentarsi è Mandello, che dalla holding quest'anno riceverà un assegno di 181 mila euro

Dati comune per comune, in base al circondario


Più ci si allontana dai primi posti e più - ovviamente - i dividendi diminuiscono.
Merate è all'8° posto, e percepirà 81mila euro: ovvero 5€ per abitante. Un quarto di quanto riceverà un Galbiatese.
Discorso identico anche per gli Oggionesi, che dovranno "accontentarsi" di 3€ a testa( per un totale di circa 30 mila euro).

Ma bisogna guardare le ultime posizioni della classifica per rendersi conto del divario che regna nella suddivisione delle quote di LRH.
Sono infatti ben 25 i comuni che non incasseranno nemmeno 1000 euro di dividendi.


I meno "fortunati" (ma qui la fortuna non centra affatto...) riceveranno infatti dividenti per (udite udite!) 275 euro, ovvero una manciata di centesimi per abitante.
Altro che le briciole: siamo alle elemosina.
12 comune posseggono infatti solo lo 0,01% delle quote di Lario Reti. Una percentuale che, sebbene uniti possano rappresentare una discreta fetta della popolazione lecchese, li priva di qualsiasi peso economico e politico all'interno della società.
Partecipazione minima uguale minimi dividendi.
Molteno e Rogeno incasseranno ad esempio 8 centesimi (proprio cosi) per residente. E come loro ci moltissime altre amministrazione che prenderanno un misero totale di qualche centinaia di euro.
Persino Casatenovo, con i suoi quasi 13 mila abitanti, intascherà solo 1925€, 14 centesimi per residente. Un decimo di quanto riceve Valmadrera, che ha un migliaio di abitanti in meno.


Confrontando cosi i diversi circondari, risulta evidente che è proprio il casatese quello a ricevere meno dividendi: 7700€ in tutto, per una media di 14 centesimi/abitante.
All'opposto gli abitanti di comuni soci della Valsassina e del lecchese, che in media vedranno dividendi pari oltre 16 euro ad abitante, 100 volte di più rispetto al casatese.
Pochi euro pro capite saranno destinati anche al circondario comasco (1,41 €), meratese (2,05€) e oggionese (5,73€).


Questi dunque in estrema sintesi i dati che non fanno altro che dimostrare quello che già ci sapeva: gli equilibri delle quote all'interno di Lario Reti Holding pendono tutti a favore del lecchese, penalizzando - economicamente e politicamente - la brianza.
E cosi i numeri spiegano anche il perché un preciso gruppo di sindaci del circondario del capoluogo spinga fortemente per mantenere in capo a Lario Reti la gestione del Servizi Idrico Integrato, nonostante non ne abbia tutti i requisiti.
Meno chiaro è invece il motivo per cui anche diversi primi cittadini del meratese e del casatese si siano allineati su queste stesse posizioni, più nell'interesse delle posizioni del partito che verso quello dei cittadini che, come abbiamo visto, non hanno alcun ritorno economico.
Perché Lario Reti Holding è certamente una gallina dalle uova d'oro. Ma non per tutti.

Per visualizzare i dati completi, divisi per comune e per circondario, clicca qui


Paolo Valsecchi
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