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Scritto Sabato 21 marzo 2015 alle 11:50

Acqua: approvata la proposta di Merate a maggioranza, il centrosinistra si é astenuto

Ha impiegato qualche secondo di troppo Andrea Massironi per trovare la parola giusta, non irriguardosa, allo scopo di giudicare le scelte sin qui operate nell'affidamento del servizio idrico: "... per lo meno ...... azzardate". L'Aula chiamata a approvare una delibera di indirizzo ha ascoltato l'introduzione del Sindaco il quale ha spiegato che entro il 10 febbraio dovevano essere depositate le proposte per l'affidamento del servizio idrico nel rispetto della normativa vigente. L'unica proposta è stata quella di Merate mentre Lario reti Holding, del tutto priva di titolo per farlo, ha avanzato la propria candidatura. In qualunque azienda privata - ha detto Massironi - l'Amministratore unico che agisce senza mandato e senza titolo sarebbe stato dimissionato; l'assemblea di Lario reti invece non ha sollevato alcun problema. Quel che è peggio, ha aggiunto il Sindaco di Merate è che il presidente del CdA dell'Ambito, Paolo Negri, vice sindaco di Sirtori, inspiegabilmente non ha ancora convocato il Consiglio nonostante siano passati ormai 50 giorni dal deposito della proposta. Al contrario il direttore Elena Arena, come fosse un politico e non un semplice funzionario, invia richieste perentorie che travalicano del tutto i suoi compiti. Pare di capire, insomma, che nonostante ci sia ormai in campo la magistratura il clan lecchese che domina il ciclo idrico e che si esprime attraverso l'Amministratore unico di LRH Vittorio Proserpio "non mollerà facilmente l'osso", come ha spiegato durante il suo appassionato e lucidissimo intervento l'avvocato Alfredo Casaletto del gruppo di maggioranza. Dopo l'illustrazione dei due esperti, Maffi e Valsecchi, la parola è passata all'Aula. Il primo a parlare è stato Massimo Panzeri, leghista, ex assessore ai lavori pubblici, attuale capogruppo di "Prospettiva Merate". Panzeri ha elogiato il lavoro dei professionisti, lavoro che ha detto, "condivido in pieno"; ha ribadito che la situazione è stata sin qui condotta in maniera del tutto illegittima e si è domandato perché tanti primi cittadini si siano schierati dietro la linea tenuta da Lario reti e dal suo A.U. nonostante fosse chiaro anche a loro il netto contrasto con le normative vigenti nazionali e europea in materia di affidamento diretto del servizio pubblico. Panzeri ha chiuso l'intervento invitando il Sindaco a andare avanti senza tentennamenti, come ha fatto finora, con la dichiarazione di voto assolutamente favorevole alla proposta Merate.

Massimo Panzeri

La parola è passata poi a Alessandro Pozzi di "Sei Merate", centrosinistra. L'ex consigliere di Osnago e della provincia, che di fatto svolge le funzioni di capogruppo in vece di una silente Silvia Villa, ha ribadito che la società di gestione deve essere di primo livello e quindi dotata di controllo analogo e ha precisato di essere nella sostanza d'accordo con la proposta di Merate ma ha sollevato due perplessità: una in ordine alla sostenibilità del piano economico trentennale e l'altra sulla mancata a suo dire condivisione della proposta stessa nelle assemblee di Idrolario. Pozzi ha sottolineato la necessità che Idroservice esca dal controllo di Lario reti ma ha anche chiesto che la battaglia non sia di campanile  ma per la legalità.
 

Alessandro Pozzi


Prima che potesse prendere la parola un altro consigliere, Massironi è intervenuto con estremo vigore affermando che la battaglia in corso è fatta per i partiti non per il campanile; è il PD in particolare che sta resistendo contro ogni ragionevole proposta tesa a riportare nella legalità l'affidamento del servizio. La tesi dell'insostenibilità economica è il cavallo di battaglia di Prosperpio e della parte di PD che gli sta attorno, a partire dai comuni di Lecco, Valmadrera, Garlate e Galbiate, tutti interessati ai dividendi di Lario reti. Non a caso, ha chiosato il Sindaco, questa obiezione viene da un esponente di sinistra come Pozzi.

Andrea Massironi

Più spietato nell'analisi, l'avvocato Casaletto, ex consigliere di amministrazione di Idrolario, profondo conoscitore di ogni retroscena dell'intera annosa vicenda. "Chi dice che la battaglia è di campanile dice il falso e lo dice in maniera consapevole" ha scandito il giovane legale che poi ha sottolineato con chiarezza assoluta come sia incredibile che si continui nell'illegittimità quando c'è sul tavolo una proposta semplice, rapida e poco costosa per uscire da anni di pasticci e avviare davvero un piano industriale per dotare il lecchese di impianti idrici  moderni e efficaci e soprattutto contenere o addirittura ridurre le tariffe che stanno pesando sempre più sui bilanci di famiglie e imprese. E' assurdo che pochi comuni riescano a condizionare la maggioranza dei sindaci e indurli a seguire un percorso fuori legge, costoso, contorto, che impedisce di effettuare i necessari investimenti (140 milioni previsti nei prossimi anni, buon volano anche per l'economia locale) soltanto per mantenere il potere decisionale e beneficiare di dividendi della Holding.

Alfredo Casaletto

Breve ma altrettanto efficace l'intervento del capogruppo di maggioranza Ernesto Sellitto che si è rivolto direttamente a Alessandro Pozzi domandando di che cosa si stia mai parlando. Sul tavolo c'è una proposta che rispetta la legge e una candidatura che nulla ha a che vedere con quanto richiesto dalla Corte dei Conti e che, tra l'altro, continua a non essere rispettosa della normativa. "Ma di che cosa stiamo parlando" ha ripetuto l'avvocato Sellitto, del nulla. Qualcuno ha visto un'alternativa? Siete in grado voi di Sei Merate di suggerire un piano alternativo a quello targato Merate ma condiviso da altri comuni Cernusco in testa, che sia altrettanto semplice, facile da attuare per nulla costoso, rispettoso della legge, equilibrato, capace di sanare una situazione scandalosa che va avanti da anni?

Ernesto Sellitto

Alessandro Pozzi ha raccolto la provocazione ma si è notato un certo imbarazzo nel ripetere che il piano è condivisibile ma le due perplessità restano pertanto il gruppo preferisce "... restare alla finestra e vedere che cosa succederà..." annunciando così l'astensione. Al contrario dell'Aula di Cernusco che aveva votato due sere prima all'unanimità. Lo sconcerto sui volti degli altri consiglieri è apparso evidente. Valeria Marinari, anche lei di Sei Merate, figlia del dottor Mauro, già candidato per il PD al Parlamento, ha chiesto che nella delibera si togliesse il giudizio di illegittimità della candidatura di Lario Reti, ritenendo non toccasse all'Aula tale valutazione. Ma Massironi, e prima ancora il segretario comunale avvocato Blandino, le hanno spiegato che l'illegittimità della candidatura è insita già nel soggetto che l'ha avanzata, del tutto privo del titolo per farla, proprio in base alle precise richieste della Corte dei Conti.

Valeria Marinari

Messa ai voti la proposta è passata col parere favorevole di "Più Merate" e "Prospettiva Merate" mentre la sinistra si è astenuta.
C.B.
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