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Scritto Giovedì 05 marzo 2015 alle 19:37

Confindustria: 2° sem. 20 14 in frenata. Ripresa nel 2015

I dati dell'Osservatorio Congiunturale relativo al secondo semestre 2014 realizzato dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Unindustria Como delineano un quadro caratterizzato, da un lato, da una generale tenuta sul versante tendenziale e, dall'altro, da una decelerazione congiunturale per gli indicatori associati a domanda, attività produttiva e fatturato. Questi indicatori in media hanno subito un rallentamento di oltre tre punti percentuali con una conseguente, parziale erosione dei risultati positivi raggiunti dalle aziende nella prima metà dell'anno. Rispetto ai livelli dello scorso giugno, la contrazione si è attestata al 3,6% per gli ordini, al 2,7% per l'attività produttiva e al 3,5% per il fatturato. Sul versante tendenziale, invece, il confronto con il corrispondente semestre del 2013 ha mostrato variazioni positive anche se di entità contenuta. L'utilizzo della capacità produttiva mediamente impiegata ha assunto valori comparabili a quelli registrati durante la precedente edizione dell'Indagine; è stato però riscontrato un contributo crescente della quota di produzione non realizzata internamente ma affidata a subfornitori, in primis a soggetti attivi sul mercato domestico. Gli scambi a livello nazionale e l'export sono stati generalmente stabili, con un bilanciamento fra i giudizi di diminuzione e quelli di crescita. Il contributo dell'export sul totale del fatturato resta superiore al 40% confermando la forte propensione delle imprese dei due territori verso il commercio internazionale. Il principale mercato estero di sbocco è ancora l'Europa Occidentale a cui è diretta oltre la metà delle esportazioni. Non sono emersi andamenti anomali sul fronte dei costi associati all'approvvigionamento delle materie prime, rimasti pressoché stabili (+0,9% rispetto al corrispondente semestre del 2013 e +0,3% rispetto ai listini dello scorso giugno). Anche dai giudizi riguardanti il rapporto tra le imprese dei due territori e gli Istituti di credito non sono emersi ulteriori peggioramenti; da notare però l'aumento delle spese e delle commissioni bancarie, dei tassi e delle richieste di garanzie per un'impresa su dieci (12,2%).
 "Lo scenario delle aziende di Lecco - afferma il Presidente di Confindustria Lecco Giovanni Maggi - assume gli stessi toni descritti: rallentamento a livello congiunturale e variazioni positive ma contenute rispetto al corrispondente periodo di un anno prima. Nel caso lecchese, infatti, gli ultimi sei mesi del 2014 hanno mostrato una fase di raffreddamento dell'attività che ha parzialmente vanificato i risultati con indicatore positivo conseguiti durante il precedente periodo gennaio-giugno, durante il quale l'attività produttiva aveva registrato una crescita congiunturale di quasi cinque punti percentuali sui livelli di dicembre 2013". "Le aspettative per l'anno in corso - continua Giovanni Maggi - segnano un miglioramento rispetto alla chiusura del 2014. I fattori che concorrono a disegnare uno scenario diverso sono molti, fra i quali il mutato rapporto euro-dollaro. È inoltre di questi giorni la conferma delle novità introdotte dal Jobs Act, che segnano un cambiamento importante e finalmente nella giusta direzione. La speranza è che il completamento del percorso di riforma possa a sua volta contribuire al rilancio della nostra economia".
EVOLUZIONE DELLA DOMANDA
Durante la seconda metà del 2014 gli ordini delle imprese di Lecco e di Como hanno mostrato un rallentamento congiunturale (-3,6%) che ha eroso i risultati positivi registrati nei primi sei mesi dell'anno (+4,2% rispetto a dicembre 2013), disattendendo le previsioni formulate lo scorso luglio nell'ambito dell'Osservatorio Congiunturale sul I semestre (+2,5%). La caratteristica stagionale della produzione, che interessa circa un'impresa su tre (33,2%), risulta influenzare, almeno in parte, i risultati congiunturali rilevati. La variazione tendenziale, misurata sul secondo semestre del 2013, si è attestata invece a +2,6%. I giudizi sull'andamento della domanda nel primo semestre del nuovo anno risultano positivi e si attestano anch'essi a +2,6%. I dati riguardanti lo scenario del territorio lecchese rivelano dinamiche molto simili: una decelerazione rispetto alla prima metà dell'anno (-5,2%) quando era stata registrata una fase positiva (+5,7%) a cui si accompagna però una variazione tendenziale del +2,2%. Le previsioni per il periodo gennaio-giugno 2015 segnano un +3,5% e rivelano un possibile recupero sulla contrazione congiunturale dello scorso semestre.
ATTIVITA' PRODUTTIVA
L'attività produttiva delle imprese lecchesi e comasche mostra dinamiche simili a quanto esaminato per la domanda rivelando un rallentamento sul fronte congiunturale e livelli positivi sul versante tendenziale. Il raffronto con i primi sei mesi del 2014 risulta pari a -2,7%, frenata che annulla il +2,2% registrato lo scorso giugno rispetto ai livelli di dicembre 2013. La variazione congiunturale disattende le aspettative formulate durante la precedente edizione dell'Osservatorio Congiunturale (+3,1%). L'esame con il secondo semestre del 2013 evidenzia invece una variazione del +1%. La capacità produttiva mediamente impiegata nel corso del secondo semestre si attesta al 75,8%, dato di circa un punto percentuale superiore rispetto a quanto rilevato nella precedente edizione dell'Indagine. Il livello di utilizzo della capacità produttiva varia a seconda della caratteristica dimensionale delle aziende del campione: per le aziende sino a 50 occupati la capacità mediamente impiegata risulta inferiore mentre è più elevata per le imprese più grandi. La produzione non realizzata internamente, ma sviluppata attraverso pratiche di outsourcing, contribuisce per circa il 15% del totale, dato in crescita rispetto a quanto registrato per il primo semestre 2014. Le aziende dei due territori comunicano di rivolgersi prevalentemente a subfornitori italiani (12,8%). I giudizi sull'andamento della prima metà dell'anno in corso si attestano a quota +3,5%. Per le imprese del campione di Lecco, che ricalcano l'andamento registrato a livello congiunto per quanto riguarda l'attività, il tasso medio di utilizzo della capacità produttiva è pari a 74,1% e, anche in questo caso, il ricorso a pratiche di subfornitura contribuisce per quasi un ulteriore 15%. "Dalle precedenti edizioni dell'Osservatorio Congiunturale è emersa una certa ciclicità che mostra solitamente migliori indicatori associati alla domanda e all'attività produttiva durante i primi sei mesi di ciascun anno - commenta Giovanni Maggi. Anche nel caso lecchese, le previsioni per il primo semestre 2015 risultano positive e si attestano a +3,9%, variazione che, se raggiunta, consentirebbe di recuperare terreno".
APPROVVIGIONAMENTO DELLE MATERIE PRIME
Sul versante dei costi sostenuti dalle imprese dei due territori per l'approvvigionamento delle materie prime, ma lo stesso quadro è delineabile nel caso lecchese, non si riscontrano andamenti anomali. I dati elaborati mostrano infatti una variazione tendenziale inferiore ad un punto percentuale (+0,9%) nei confronti dei listini di acquisto del secondo semestre 2013 mentre tra luglio e dicembre 2014 è stata comunicata una certa stabilità delle quotazioni (+0,3%). In media, l'incidenza del costo delle materie prime sul totale si è attestata al 33,8%.
EVOLUZIONE DEL FATTURATO
L'indicatore associato al fatturato delle imprese di Lecco e di Como si rivela in linea con quanto esaminato per ordini ed attività produttiva: la variazione tendenziale si attesta a +0,9% rispetto ai livelli della seconda metà del 2013, mentre il confronto con la prima metà del 2014 rivela una contrazione del 3,5%. Il dato congiunturale disattende le ipotesi di crescita espresse nell'ambito della precedente edizione dell'Osservatorio (che risultavano pari a +3,8%). I giudizi sull'andamento delle vendite nel primo semestre 2015 sono improntate ad un parziale recupero di quanto perso tra luglio e dicembre, attestandosi a +1,9%. La composizione geografica del fatturato delle aziende del campione conferma l'attenzione verso i mercati internazionali: la quota dell'export rispetto al totale delle vendite si attesta infatti ad oltre il 42%. La principale area di riferimento per il fatturato oltre confine è l'Europa Occidentale dove viene realizzata più della metà dell'export. Altri mercati di interesse sono i BRICS (4,1%), Est Europa (3,6%), Stati Uniti (3,2%) e Asia Occidentale (2,4%). La quota di fatturato generato entro i confini nazionali risulta invece pari al 57,8%. Analizzando i giudizi sull'andamento degli scambi nel trimestre ottobre-dicembre emerge un quadro di generale stabilità sia sul mercato interno sia sul versante internazionale. Il 39% del campione segnala stabilità del fatturato per entrambi i mercati geografici di riferimento, mentre i giudizi di crescita e diminuzione hanno assunto entità comparabili, contribuendo ulteriormente a determinare l'effetto di stabilità diffusa. A livello domestico la riduzione degli scambi è stata espressa dal 32,7% mentre l'aumento si è attestato a quota 28,3%. Sul versante internazionale, invece, la crescita delle vendite è stata pari a 32,4% mentre il rallentamento è stato pari al 29%. L'andamento del fatturato del campione lecchese mostra un rallentamento congiunturale del 3,2% rispetto a quanto registrato nei primi sei mesi del 2014, disattendendo le previsioni precedentemente formulate (che indicavano invece +2%). Sul fronte tendenziale il dato mostra un rallentamento dello 0,6% rispetto ai livelli del periodo luglio-dicembre 2013. Le previsioni per la prima metà del 2015 risultano positive e si attestano a +2,4%. L'analisi della composizione geografica delle vendite e l'andamento del fatturato nello scorso trimestre ottobre-dicembre mostrano le stesse caratteristiche già esaminate a livello congiunto per i due territori.
ANDAMENTO DEL CREDITO
Nel secondo semestre 2014 non si riscontrano particolari peggioramenti nei rapporti tra le imprese delle due province e gli Istituti di credito; i giudizi infatti risultano improntati ad un generale mantenimento delle condizioni praticate. Da notare tuttavia l'aumento delle spese e delle commissioni bancarie, tassi e richieste di garanzie che ha interessato oltre un'azienda su dieci (12,2%). Nel caso lecchese sono riscontrabili dinamiche del tutto simili.
LO SCENARIO OCCUPAZIONALE
Nel secondo semestre 2014 lo scenario occupazionale delle imprese di Lecco e di Como risulta diffusamente improntato al mantenimento dei livelli. L'indicazione prevalente è la stabilità, confermata dal 78,4% del campione; i giudizi di crescita (9,7%) e di diminuzione (11,9%) tendono a bilanciarsi e contribuiscono a determinare il diffuso quadro di stabilità. Le previsioni per i primi sei mesi dell'anno in corso non delineano particolari evoluzioni rispetto al quadro tracciato per il secondo semestre 2014. "Quanto emerge dai dati espressi dalle imprese di Lecco - sottolinea il Direttore di Confindustria Lecco, Giulio Sirtori - assume gli stessi toni: il giudizio prevalente è quello di stabilità (78,4%) ed esiste un equilibrio tra indicazioni di crescita e di riduzione. Per il secondo semestre è riscontrabile una forte riduzione del ricorso agli ammortizzatori sociali. Considerando infatti gli occupati coinvolti a zero ore, in dicembre la Cassa
Ordinaria ha registrato una riduzione di oltre il 56% rispetto ai livelli di un anno prima ed una diminuzione del 70% se confrontata con quelli di giugno 2014. Per quanto riguarda la Cassa Straordinaria, invece, è stata registrata una diminuzione tendenziale di oltre il 75% ed una riduzione del 47% in confronto alle ore utilizzate alla fine del primo semestre". "Per contro - continua Giulio Sirtori - sul versante della Cassa di Solidarietà i dati hanno delineato un aumento del 19,5% rispetto a dicembre 2013 e di quasi il 9% rispetto a giugno 2014. Le aspettative per la prima metà del 2015 confermano il permanere dei livelli, anche se è possibile notare un incremento delle previsioni di aumento dei livelli di occupazione rispetto a quelli di diminuzione, fenomeno coerente con quanto espresso sul versante previsionale per gli altri indicatori".
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