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Scritto Lunedì 13 dicembre 2010 alle 12:50

Provincia: 280 crocifissi per andare a caccia dell’elettorato cattolico

Alessandro Pozzi
di Alessandro Pozzi
Mentre la finanziaria prevede un taglio indiscriminato e massiccio delle risorse destinate alla scuola pubblica per soddisfare le esigenze di risanamento del Ministro Tremonti, a livello Provinciale, i difensori delle origini cristiane del popolo Padano (il cui partito, fino a poco tempo fa, inneggiava alle ampolle del “Dio Po”) pensano bene di utilizzare risorse pubbliche per appendere 280 crocefissi nelle scuole superiori del nostro territorio e di presentare l’indispensabile iniziativa provinciale in pompa magna, nel corso di una conferenza stampa tenutasi venerdì scorso in Provincia.
Che i “colletti verdi” fossero particolarmente inclini a gesti eclatanti e propensi ad una demagogica caccia all’elettorato cattolico, lo avevano già dimostrato in passato: nel Novembre 2009, con un Ordine del Giorno presentato d’urgenza, a sostegno del ricorso alla sentenza della CEDU che stabiliva che la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche potesse comportare una violazione alla libertà religiosa degli alunni (nello stessa seduta, i consiglieri leghisti hanno anche deliberato la fuoriuscita della Provincia dal Comitato per la Pace e la Cooperazione tra i Popoli in una palese contraddizione dei valori del solidarismo cristiano) e durante l’apertura del Consiglio Provinciale del 09 Novembre 2009 con la provocatoria sostituzione del crocefisso affisso nell’aula consiliare, con un crocefisso gigante, gentile omaggio del Presidente Nava.
Personalmente trovo svilente l’atteggiamento degli uomini del carroccio che, utilizzando i simboli più elevati del cristianesimo a fini di propaganda elettorale, tendono a ridurli a “tradizione” o a mera dimensione culturale, quali fossero un baluardo dell’identità nazionale o un collante di identità etniche e per questo trattati come suppellettili ed elemento d’arredo.
Fortunatamente, i cattolici -anche quelli lombardi- sono ormai consapevoli che il pluralismo religioso in Italia non è da considerarsi quale provvisoria sfortuna da cui pregare di essere liberati, ma un processo inarrestabile, di fronte al quale l’unica via percorribile resta quella dell’integrazione sociale, professionale e religiosa.
Sanno anche che alla spada sguainata da Pietro, Gesù preferì il cammino verso la Croce, segno di libertà fraterna e di braccia spalancate verso tutti, e che le demagogiche crociate degli Assessori Simonetti e Benedetti hanno più il sapore di barzelletta da bar, che di un’iniziativa politica seria, volta a “salvaguardare l'identità culturale e la tradizione più vera e profonda su cui si basa la nostra civiltà (…) tutti quei valori che ci hanno permesso di vivere secondo i principi della libertà, della democrazia e del rispetto reciproco”, come da loro stessi affermato durante la conferenza stampa di presentazione.
Ma per celebrare questi valori, perché allora non impiegare le medesime risorse per donare alle scuole una copia della costituzione italiana? Ai padani l’ardua sentenza…
Alessandro Pozzi Capogruppo di Sinistra e Libertà Consiglio Provinciale di Lecco
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