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Scritto Mercoledì 04 febbraio 2015 alle 19:23

Le affermazioni di Remo Valsecchi sono demagogiche, errate o distorte

Mauro Colombo
Alla cortese attenzione Gentilissimo Direttore Merateonline, Leccoonline, Casateonline

Gentilissimo Direttore,
non è possibile non replicare, lo farò solo questa volta, alle demagogiche affermazioni del rag. Remo Valsecchi, ormai diventato uomo di infinito sapere. Tant’è che ci si potrebbe riferire a lui col detto di aristotelica memoria "Ipse dixit”: lo ha detto Remo Valsecchi. Solo poche e semplici parole.
Remo Valsecchi dice:
La realizzazione del teleriscaldamento segue una logica di natura privatistica.

Remo Valsecchi dimentica che tutti i servizi, salvo che non vi sia una riserva di Legge o che abbiano natura autoritativa, hanno natura privatistica e possono perciò essere realizzati e gestiti sia dal pubblico che dal privato.
È pertanto una sciocchezza affermare che la realizzazione del TLR segue una logica privatistica sia perché è una facoltà concessa dall’ente pubblico Regione e soprattutto perché, quando sarà realizzato, lo sarà per volere dei cittadini dei comuni della provincia autorevolmente rappresentati dai propri Sindaci. Non sarà perciò per volere di pochi cittadini, ma della maggioranza.
Remo Valsecchi dice:
Il controllo analogo impone che i comuni (rectius, i consigli comunali) si pronuncino sulla realizzazione dell’impianto di teleriscaldamento.

Remo Valsecchi dimentica che il controllo analogo, in Silea, viene esercitato dall’Assemblea Intercomunale, organismo disciplinato dalla speciale convenzione approvata da tutti i comuni proprio per regolamentare l’esercizio di tale diritto/dovere. I comuni (rectius, i consigli comunali) si devono pronunciare invece solo ed unicamente sugli argomenti previsti dall’art. 42, lett. e, del TUEL e perciò, per quanto qui interessa, …omissis… “per la partecipazione dell’ente locale a società di capitali…”.
L’altra ipotesi, pure prevista dall’art. 42 del TUEL, alla lettera g, “indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche” non è evidentemente praticabile nei confronti di una società partecipata da 90 comuni in quanto potrebbe verificarsi il caso di indirizzi discordanti fra loro, con conseguenze facilmente immaginabili.
Tali indirizzi possono perciò essere impartiti collegialmente e, secondo la più recente giurisprudenza anche a maggioranza, solo dall’Assemblea Intercomunale e dall’Assemblea dei Soci. Diversa è l’ipotesi del controllo sui servizi resi sul proprio territorio che la convenzione e il contratto di servizio attribuiscono, separatamente, ad ogni comune.
Remo Valsecchi dice:
Silea prende in giro i cittadini quando afferma che i costi per realizzare l’impianto saranno sostenuti solo da Silea e da altri investitori interessati. Le risorse di Silea sono di tutti e l’Amministratore Unico non ne può disporre a piacimento. E, poco più avanti, continua: L’intero documento dell’Amministratore Unico è aria fritta, che serve solo a confondere e non giustifica un’operazione illogica ed antieconomica.

Anche in questo caso, Remo Valsecchi dimentica, o forse ignora, che i modi per finanziare un investimento di tale rilevanza richiedono che il progetto sia asseverato da società specializzate sia sotto il profilo squisitamente tecnico e sia sotto il profilo della sostenibilità economica. Gli eventuali altri investitori, per proprio conto, faranno necessariamente tutte le loro valutazioni, mentre Silea dovrà fare necessariamente ricorso agli istituti di credito, i quali effettueranno, altrettanto necessariamente, la verifica della cosiddetta “bancabilità”. Verificheranno perciò che sia economicamente sostenibile e che vi sia ritorno economico dell’investimento.
La collettività non subirà perciò alcun costo, nessuna tariffa sarà interessata, in quanto il teleriscaldamento sarà realizzato solo se sarà in grado di ripagarsi da solo. Le tariffe, si convinca Remo Valsecchi, sono tra le più contenute della Regione, sono addirittura inferiori a quelle vigenti quando Valsecchi era componente del Collegio sindacale di Silea. E gli utili, ritenuti rilevanti, costituiscono una riserva indispensabile per affrontare gli ammodernamenti e ogni intervento imprevisto e imprevedibile che impianti a tecnologia complessa, quali il termovalorizzatore e l’impianto di compostaggio, richiedono.
Remo Valsecchi, sbrigativamente, taccia come insulse e atte a confondere tutte le altre considerazioni riportate nel mio documento di replica del 29 gennaio u.s. e chiude con un’autentica falsità quando afferma che la Società avrebbe rifiutato l’accesso agli atti e ai documenti societari. La falsità dell’affermazione è documentata e dimostrata dalle note di risposta ai signori Sindaci di Galbiate e Casatenovo, che si allegano in calce.
Concludo esprimendo tutta la mia meraviglia che il rag. Remo Valsecchi, che è stato amministratore di società pubbliche e componente del Collegio sindacale di Silea, dica tante e tali inesattezze, per cui sarebbe più opportuno che fosse lui a informarsi meglio, a studiare un po’ di diritto amministrativo. Avrebbe potuto così evitare di scrivere cose completamente errate o comunque distorte e soprattutto, con evidente caduta di stile, dare dell’ignorante a chi dà consigli o comunque firma un documento invece di limitarsi, come è diritto di ognuno, a dissentire.

Per visualizzare la risposta al sindaco di Casatenovo clicca qui.
Per visualizzare la risposta al sindaco di Galbiate clicca qui.

Mauro Colombo A.U. Silea Spa
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