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Scritto Venerdì 10 dicembre 2010 alle 17:10

Merate: da gennaio nuova sede al Caf Uil, si punta a maggiori servizi contro la ''crisi''

Giacomo Arrigoni
Una nuova sede più accessibile e funzionale, una maggiore varietà nei servizi erogati e la ri-contrattazione delle quote erogate dal Ministero delle Finanze. Queste le soluzioni prospettate per il Centro Assistenza Fiscale (Caf) della Uil meratese, che dall'inizio del nuovo anno verrà trasferito in una nuova sede nei pressi dell'ospedale. Il sindacato lecchese "soffre" a causa del mancato adeguamento delle erogazioni ministeriali per le pratiche effettuate, a fronte di un servizio che, a differenza di una decina di anni fa, è aumentato nella complessità e nella durata delle prestazioni. "Da sempre il servizio del Caf oscilla tra periodi di grandissima richiesta, come i mesi da marzo a giugno dedicati all'assistenza per le dichiarazioni dei redditi, ad altri di scarsa attività" ha spiegato il segretario generale Uil Giacomo Arrigoni. "Rispetto a 10 anni fa, quando le consulenze richiedevano ai lavoratori non più di 35 minuti per pratica, ora il tempo da dedicare ad ogni cliente si assesta sui 50 minuti, in certi casi anche a un'ora e più. Ma dal Ministero delle Finanze riceviamo sempre 10 euro lordi a pratica". La conseguenza è che le prestazioni richieste ai dipendenti aumentano, ma i "rimborsi" no ed e si rende necessario, come in qualsiasi azienda colpita dalla crisi, mettere in pratica provvedimenti di salvaguardia dell'attività. "Per cercare di far fronte alla situazione spostiamo il personale nelle varie sedi a seconda della richiesta, ma non è facile perchè non si lavora su appuntamento (eccetto i periodi più "caldi") ed è difficile programmare l'attività. Spesso poi i clienti si riducono all'ultimo minuto a consultarci, il che di certo non aiuta. Capita così che il mantenimento degli orari di lavoro si basi sull'iniziativa volontaria di sindacalisti e iscritti. Per i periodi più intensi si praticano assunzioni temporanee ma in questo modo non è possibile far crescere le persone e fidelizzarle". Per risolvere il problema la soluzione può essere quella di variare ulteriormente i "prodotti". "Si sta valutando di offrire un servizio di consulenza per gli extracomunitari che lavorano nel nostro Paese, ad esempio nel settore delle badanti che è in costante crescita. Allo stesso tempo si potrebbe offrire supporto per chi è stato colpito dalla cassa integrazione, un fenomeno purtroppo ancora molto presente. Ma per fare questo gli operatori necessitano di una adeguata formazione, il che si traduce in un costo. Stiamo contrattando con il Ministero delle Finanze un adeguamento del contributo erogato per ogni pratica, che non può rimanere di 10 euro lorde a fronte di un lavoro molto più impegnativo". Anche i sindacati non sono esenti da una "crisi" che richiede sacrifici da parte dei lavoratori.

 

R.R.
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