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Scritto Martedì 20 gennaio 2015 alle 09:05

Carrellata di cittadinanze onorarie. Dalla Montalcini all'Arma, dal reduce al medico. Robbiate la conferisce a una dipendente

Il comandante Giacinto Lazzarini che salvò
la città di Merate dal bombardamento
Ci sono medici, sacerdoti, volontari, scienziati, professori, combattenti e reduci, senatori, interi corpi o battaglioni. A loro le amministrazioni comunali nel corso del tempo hanno voluto attribuire la "cittadinanza onoraria", alto riconoscimento per i valori e l'impegno profusi in un determinato settore a favore della collettività. Se il comune non è dotato di uno Statuto ad hoc (e pochi lo sono nel nostro territorio; recentemente lo ha approvato Calco, ndr), fermo restando i riferimenti per l'autonomia degli enti locali in queste decisioni (Costituzione e TUEL), è di solito il consiglio comunale che a larga maggioranza, preferibilmente se all'unanimità, delibera tale concessione. Al sindaco, che spesso è il proponente del titolo onorifico, spetta il mandato di notifica e la consegna nelle forme ufficiali o che riterrà più opportune, al cittadino.

Tra le motivazioni ci sono riconoscimenti in ambito sociale, culturale, scientifico, meriti acquisiti sui campi di battaglia (per reduci o militari in servizio), oppure azioni straordinarie e particolarmente meritorie che hanno valso l'attenzione e il riconoscimento dell'intera comunità.

Il prof. Vincenzo Saputo
L'ultima in ordine cronologico a Merate è stata la cittadinanza onoraria conferita all'Arma dei carabinieri, nel 2013, dall'allora sindaco Andrea Robbiani per il bicentenario del corpo. Sull'albo ci sono il professor Vincenzo Saputo, medico dei bambini dell'ospedale San Leopoldo Mandic; il prof. Gianfranco Montanari padre della Rianimazione; il professore di astrofisica Guido Chincarini; l'avvocato Modesto Bosisio insignito da Mario Gallina; l'onorevole Giovanni Spagnolli, senatore, che organizzò la resistenza in tutta la Brianza e che fu "titolato" nel 1974; due anni dopo toccò al comandante partigiano Giacinto Domenico Lazzarini che salvò la città dalle bombe e che per questo fu "premiato" dall'allora sindaco ing. Luigi Zappa.

Tanti i sacerdoti che le comunità hanno voluto ringraziare per il lavoro non solo spirituale ma molto spesso umano e sociale, di coesione e aggregazione svolto instancabilmente nei diversi paesi.

A Montevecchia è cittadino onorario dal 2005 il compianto Don Luigi Casiraghi.

Monica Maggioni
Lomagna
ha voluto omaggiare il "suo" Inos Biffi, teologo di storia e religione di fama nazionale; Pescate nel 2013 ha ringraziato con il titolo onorifico Don Angelo Ronchi; Oliveto Lario ha reso suo cittadino onorario il cardinale Gianfranco Ravasi; titolo a Don Carlo Ambrosoni da parte dell'amministrazione di Garbagnate monastero nel 2011 e a Don Carlo Alzati di Costa Masnaga nel 2010. Santa Maria non poteva non ringraziare il suo parroco storico, Don Carlo Turrini, con il titolo conferitogli nel 2009.

Lecco l'ha attribuita al Reggimento "Voloire" nel 2013 e al reggimento artigilieria a cavallo (Colonnello Valentino Di Simone, 76° Comandante del Reggimento, istituito a Milano nel 1887) nel 2011. Precedentemente va menzionato il titolo a Riccardo Cassin, icona dell'alpinismo mondiale, nel 1976.

Il reduce Renato Andreoli
A Rovagnate Marco Panzeri nel 2010 ha assegnato la cittadinanza a Renato Andreoli, comandante, ai tempi della Resistenza, della Centoquattresima Brigata Sap; Imbersago ha ricordato il concittadino Ennio Morlotti, pittore di fama nazionale, nel 1988; l'allora sindaco di Verderio Superiore Beniamino Colnaghi nel corso di una commossa cerimonia aveva voluto dire grazie con la cittadinanza onoraria a Giulio Oggioni, storico del paese e volontario, all'avvocato ed ex alpino Edoardo Vertua e alla "mitica" suor Florentina; alla concittadina Monica Maggioni nota per essere stata l'unica giornalista embedded con le truppe americane in Iraq durante la seconda guerra del Golfo, Cernuscò attribuì il titolo onorifico nel 2006.

Nel campo del volontariato, Bosisio Parini nel 2013 ha voluto ringraziare le Piccole Apostole della Carità di don Luigi Monza che operano alla Nostra Famiglia mentre Olgiate nel 2012 ha titolato l'avvvocato Gabriele Bonatti, fondatore della Casa dei ragazzi.

Rita Levi Moltalcini
Missaglia
si è spinta in là e nel 1997 il sindaco Luciano Mottadelli aveva consegnato la cittadinanza alla studiosa Riva Levi Montalcini, giunta in paese mentre Brivio aveva dato il riconoscimento a a Su Su Nway, prigioniera di coscienza del Myanmar (ex Birmania).
Alla contessa Luisa Corti Arese Lucini la cittadinanza arrivò per mano di Marco Molgora mentre nello stesso comune di Osnago la presenza del ministro Kyenge fu l'occasione per una cittadinanza simbolica ai minori figli di immigrati.






Il sindaco Daniele Villa
Robbiate rappresenta un caso a sé. Se nel 2013 il riconoscimento fu attribuito in forma simbolica ai figli minori di immigrati, in chiusura di anno il sindaco Daniele Villa ha deciso di attribuire questo importante riconoscimento, forse il più prestigioso che l'ente locale possa attribuire, a una dipendente comunale andata in pensione. L'annuncio è stato dato dalle colonne dell'informatore comunale. "Mi sembra doveroso fare un ringraziamento speciale a una dipendente comunale che dopo 41 anni di ininterrotto servizio ha raggiunto l'importante traguardo della pensione. Fausta, così la conosciamo tutti, e credo che lei conosca voi cittadini meglio di me, ha visto passare generazioni di robbiatesi dietro la sua scrivania dell'ufficio anagrafe. Fausta si è sempre resa disponibile per venire incontro alle esigenze di tutti noi e questa sua attitudine al "buon servizio" penso che le valga un meritato premio: la cittadinanza onoraria del nostro paese".

Senza nulla togliere alla professionalità e al lavoro svolto con dedizione, passione e accuratezza dall'impiegata comunale, resta il fatto che questa cittadinanza è, rispetto a tutte le altre precedentemente dettagliate, qualcosa di anomalo e forse anche un tantino fuori luogo.
Forse anche perchè si tratta di un atto unilaterale di sindaco e giunta, non condiviso con il consiglio comunale e che potrebbe comunque rappresentare un precedente per tutti i futuri pensionati dell'ente.
S.V.
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