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Scritto Lunedì 15 dicembre 2014 alle 15:18

''Merate...gioco anch'io''. Un progetto tra scuole e squadre per imparare a divertirsi

Sabato 13 dicembre, presso la palestra dell'oratorio di Merate, si è tenuta la manifestazione "Merate...gioco anch'io", a chiusura della prima tranche di insegnamento della pallavolo che si è sviluppata dal mese di ottobre a quello di dicembre nelle classi di prima elementare dell'istituto comprensivo di Merate.

Il progetto è stato realizzato da AS Montevecchia, AS Merate e OSGB Merate, che da quest'anno hanno iniziato a collaborare. L' AS Montevecchia opera negli istituti primari della zona già da quattro anni (quest'anno le scuole coinvolte sono state quelle di Robbiate, Cernusco e Imbersago, oltre che quella di Merate), offrendo un progetto multisportivo finalizzato allo sviluppo della motricità di base grazie alla scoperta dei principali giochi sportivi come pallavolo, basket, unihockey, rugby. Le classi coinvolte sono state sette per un totale di circa 120 bambini: quattro di Montello, due di Sartirana e una di Pagnano.

L'intervento è stato svolto " a 6 braccia" dagli istruttori Enrico Paleari, Debora Colombo e Federico Verona, laureati in Scienze Motorie ed esperti di attività motoria con i bambini delle scuole primarie. Ore 9:30 fischio di partenza. Tantissimi piccoli sportivi si sono cimentati e letteralmente scatenati attraverso i percorsi preparati dagli allenatori, tutti idonei alle competenze sviluppate durante il corso. Come è giusto che sia quando ancora lo sport viene praticato ai primi livelli, i bambini hanno potuto sperimentare le proprie capacità ma con un unico, grande e solido obiettivo comune: divertirsi.

Più che grida, imprecazioni, boati o tutto ciò che ultimamente e sempre più tristemente si sente nei palazzetti, chi ha presenziato all'evento, sia da fuori che da dentro il campo, ha potuto assistere esclusivamente a risa, urla di gioia e incitamento, strette di mano, tifo per i propri compagni e tanto, tanto sano agonismo. Si perchè spesso ci si dimentica che il vero "fair play" non è quello faticosamente e a volte anche strumentalmente costruito dalle società, ma quello puro e genuino che sta negli occhi di un bambino, di un bambino che prende la palla e segna per la propria squadra e che applaude quasi inconsapevolmente anche al punto dell'avversario, perchè talmente bello e vivo come il "suo".

Gli allenatori, entusiasti del lavoro svolto, si sono espressi così: "Le insegnanti e le scuole sono rimaste molto soddisfatte del lavoro svolto e la grande partecipazione alla festa finale ne è stata la dimostrazione".
Chiara Commito
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