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Scritto Sabato 04 dicembre 2010 alle 19:10

La tragedia: se la causa è stata il ghiaccio, la Provincia ne sarà responsabile

Saranno le indagini dei Carabinieri a confermare o meno le cause dello sbandamento del mezzo pesante che, ostruendo la strada ha costituito un baluardo contro il quale si è schiantata Adele Scaccabarozzi perdendo così la giovane vita. Ma se davvero dovesse formarsi la certezza che le ruote del cassone sono scivolate su una grande lastra di ghiaccio, che è costata un paio di brutti scivoloni anche ai soccorritori, allora sarà bene che la Provincia di Lecco, la cosiddetta Provincia utile, quella del fare, se ne assuma in pieno la responsabilità. Da mesi siamo inondati di comunicati stampa che favoleggiano della Lecco Bergamo. Noi li rifiliamo nelle brevissime, altri più proni le sfruttano per le aperture. Intanto la ricca Brianza, quella che, secondo gli stessi commentatori dovrebbe ospitare senza se e senza ma un capannone gigantesco (solo chi mai ha visto un cantiere può ignorare l’impatto micidiale di 72mila mq. di Slp quando la stazione centrale di Milano è di 66.500 mq.) è poi del tutto ignorata dall’ente provincia che non solo non realizza le opere necessarie, come le rotatorie su Via Terzaghi a Merate e ai semafori di Cernusco ma neppure riesce a garantire una normale manutenzione. Lo scorso inverno la pulizia delle strade fu a dir poco disastrosa. Questo inizio di stagione è stato ancora peggiore: nonostante il pericolo di ghiaccio fosse noto a tutti non si sono visti i mezzi spargisale, soprattutto nei punti critici della SP 54 che si inerpica verso Montevecchia e Missaglia con curve anche pericolose. La realtà è che questo angolo di Lombardia, supersfruttato dal punto di vista industriale, ormai al collasso da quello viabilistico non gode di alcuna difesa politica per la scarsa presenza in Provincia e in Regione e l’oggettiva debolezza dei suoi Sindaci. Così anche i fondi stanziati prendono il volo per altri lidi. E tutti, scendiletto e zerbini in testa, a osannare la Lecco-Bergamo come se risolvesse chissà quali problemi proprio nel momento storico in cui sull’asse est-ovest dovrebbe arrivare e bastare la Pedemontana.
In questi momenti deve prevalere il silenzio per lasciare spazio al dolore dei famigliari e alla preghiera. Ma poi i conti si dovranno fare. E chi è responsabile della buona manutenzione delle strade provinciali dovrà spiegare perché gli interventi ordinari non sono stati effettuati. Piegare il capo davanti alla famiglia della povera vittima. E presentare le proprie dimissioni. 
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