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Scritto Sabato 30 agosto 2014 alle 11:21

I crimini del  fondamentalismo islamico sono contro l'Umanità ma la Chiesa non salga in cattedra per dare lezioni al mondo intero

Don Girorgio De Capitani
Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, nell'omelia pronunciata venerdì 29 agosto, presso il santuario della Madonna della Guardia, nell'anniversario dell'apparizione della Vergine, tra l'altro ha detto:
«Di fronte alla crudele persecuzione che tormenta e uccide tanti cristiani e altre minoranze religiose in Iraq, Nigeria, in diverse parti della Terra, allora la nostra coscienza deve ribellarsi. Dobbiamo a una voce gridare che sono crimini contro l'umanità. Dobbiamo gridare che se dalla comunità internazionale non si leva univoca, chiara, forte e insistente la condanna e la presa di distanza dalla inaccettabile vergogna, è un atto di viltà imperdonabile».
Di nuovo rimango allibito di fronte a queste affermazioni come se tutto ciò che sta succedendo in questi giorni in Iraq o altrove fosse opera anzitutto di un fondamentalismo violento e disumano di tipo religioso. Ma non è così.
Anche i nostri ciellini, con a capo Angelo Scola e company, e i fondamentalisti cristiani (in primis Antonio Socci) nei giorni scorsi hanno invocato un esplicito intervento di papa Francesco e hanno invitato ripetutamente le comunità cristiane a pregare perché Dio illumini… Chi?
Il tutto per salvare anzitutto la libertà religiosa? Si tratta in realtà di criminali, a cui non importa proprio nulla né di Allah né dei cristiani in quanto cristiani, ma che hanno in mente un piano ben orchestrato, che prende la espansionistici. Con tutti i mezzi a loro disponibili. della barbarie più atroce. Non sono d'accordo nel trovare sempre qualche ragione per giustificare questi fondamentalisti del crimine come se si ribellassero all'imperialismo occidentale.
Certo, è un dovere di giustizia cercare gli errori del passato commessi da una politica dissennata. Ma non è una buona ragione per battersi il petto, lasciando che nel frattempo dei criminali uccidano generazioni di innocenti. E non sono d'accordo nel tentare un dialogo con loro. Certo, bisogna reagire da parte dellOnu o di chi ha i mezzi per farlo. Ma non tanto per difendere i diritti dei cristiani perseguitati, quanto per salvaguardare la vita dei più deboli e degli innocenti in quanto esseri umani.
E la Chiesa non salga in cattedra per dare al mondo intero lezione di Umanità, anche se oggi non ricorre più all'Inquisizione o alle guerre di religione. Ma è fuori dubbio che in fatto di tolleranza religiosa la Chiesa deve fare ancora oggi un serio esame di coscienza, ponendosi alcune domande: che significa libertà religiosa? c'è forse solo la Chiesa cattolica? che dire dei diritti civili che essa non vuole riconoscere? è più importante la libertà religiosa o il rispetto per i valori semplicemente Umani? Di fronte a crimini come quelli perpetrati dal fondamentalismo islamico non possiamo tacere, ma non possiamo neppure tacere di fronte a crimini che riguardano la Coscienza dellessere umano.
È un gesto brutale tagliare la testa di un traditore, ma che cos'è violentare la libertà di coscienza, la libertà di pensiero, il dissenso verso una struttura che predica bene e poi razzola male, che alza la voce per difendere i diritti di una libertà religiosa che, a riflettere bene, non solo nel passato ma ancora oggi impone un dogmatico credo a culture forse più civili di noi?
don Giorgio De Capitani
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