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Scritto Giovedì 21 agosto 2014 alle 12:26

I carabinieri arrestano un 43enne pregiudicato. E' l'autore dei 9 scippi messi a segno a fine luglio. A Castello il suo ''covo''

Ha un nome lo scippatore seriale che nella seconda metà del mese di luglio ha messo a segno ben nove colpi, tra riusciti e tentati, nell'area a cavallo tra l'oggionese, il casatese e il meratese.
Si tratta di Franco Buono, classe 1971, originario di Sirone, che nel suo territorio natio ha fatto ritorno dopo essere evaso da una comunità di recupero del cremonese dove, affidato in prova ai servizi sociali, avrebbe dovuto scontare una pena residua di due anni e mezzo (sui tredici complessivi ai quali era stato condannato) per i reati di rapina e spaccio.

Da sinistra il capitano Giorgio Santacroce, comandante dei carabinieri della Compagnia di Merate
e il maresciallo Nicolino Ombrosi, alla guida della stazione di Oggiono

Un risultato al quale sono arrivati i carabinieri della stazione di Oggiono, unitamente ai colleghi del nucleo operativo della Compagnia di Merate a seguito di un'articolata attività di indagine culminata con il fermo del Buono, lo scorso 16 agosto.
Un'anomala ondata di scippi a partire dal 18 luglio e sino al 27 dello stesso mese, aveva interessato i comuni di Brivio, Santa Maria Hoè, Brivio, Costa Masnaga, Dolzago, Perego e Oggiono. Vittime, in tutti i casi, donne non giovanissime che venivano sorprese all'improvviso mentre si trovavano sole, a piedi o in bicicletta, e derubate della borsetta contenente perlopiù denaro, telefoni cellulari ed effetti personali.

Le immagini tratte dal sistema di videosorveglianza che immortalano vittima e scippatore a Dolzago

Lo scippatore agiva in sella ad uno scooter nero, marca Kymco, risultato poi rubato nei giorni precedenti a Civate. I colpi sono stati messi a segno quasi quotidianamente nel medesimo territorio; sono risultati insomma concentrati nel tempo e nello spazio, tanto da far ritenere alle forze dell'ordine che l'autore potesse essere una persona che ben conosceva il posto.
I sospetti si sono concentrati su Franco Buono, soggetto già noto per i suoi precedenti, che il 15 luglio era evaso dalla comunità di recupero Tenda di Cristo situata a San Giovanni in Croce. Proprio nei giorni immediatamente successivi alla sua fuga, ha infatti preso il via la misteriosa ondata di scippi. I militari avevano intuito che dietro quella raffica di colpi, potesse esserci il soggetto evaso, spinto forse dal bisogno di soldi.

Franco Buono

La conferma ai sospetti dei carabinieri si è avuta il 6 agosto, quando il 43enne era rimasto coinvolto in un incidente stradale a Bulciago, mentre viaggiava in sella allo scooter Kymco. Caduto sull'asfalto a seguito dell'impatto con una vettura e trasportato dal personale 118 al pronto soccorso dell'ospedale Manzoni di Lecco per essere sottoposto alle cure del caso, Buono è fuggito poco dopo, facendo misteriosamente perdere le proprie tracce. Per dileguarsi dalla città facendo ritorno nell'oggionese, l'uomo ha rubato per la seconda volta uno scooter: un Yamaha T-max di colore grigio trovato nei pressi del nosocomio lecchese.

La mappa degli scippi sul territorio

A quel punto l'attenzione degli inquirenti nei confronti del pregiudicato si è fatta massima e poco dopo, precisamente il 16 agosto, Franco Buono è stato rintracciato a Dolzago dai carabinieri della stazione di Oggiono che gli stavano dando la caccia.
Sul volto presentava ancora i segni del sinistro in cui era rimasto coinvolto, a seguito del quale aveva rimediato diversi traumi e contusioni. Nessuna traccia invece, del ciclomotore rubato a Lecco, che probabilmente nel frattempo aveva già ''piazzato''.

La cronologia dei colpi messi a segno

Riconosciuto dall'andatura claudicante, camminava a piedi per le vie del comune dolzaghese, forse per raggiungere il suo ''covo'', scoperto dai militari a Castello Brianza.
Proprio in una cascina abbandonata nel territorio castellese, Buono aveva trovato la sua base, nonchè un riparo per la notte. Al suo interno i militari hanno rinvenuto un casco e abiti compatibili con le immagini tratte dai sistemi di videosorveglianza comunale che avevano immortalato Buono durante alcuni ''colpi''.


Dopo averlo dichiarato in arresto, i carabinieri hanno accompagnato il 43enne al Mandic di Merate, dove è rimasto ricoverato alcuni giorni per essere sottoposto alle cure del caso. A seguire per lui si sono aperte le porte del carcere di Pescarenico dove si trova attualmente detenuto a disposizione dell'autorità giudiziaria. Dovrà rispondere, oltre che di evasione, anche dei reati di rapina, scippo e ricettazione.


Ma non è finita qui, perchè le indagini delle forze dell'ordine proseguono per individuare il complice avvistato insieme al Buono in un paio di casi e per accertare la destinazione della merce che aveva sottratto alle vittime degli scippi.
La tesi più plausibile è che a condurre la mano di Buono fosse la disperazione, dettata dall'esigenza di ricavare qualche decina di euro al giorno per acquistare sostanze stupefacenti di cui era assiduo consumatore.
G.C.
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