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Scritto Martedì 15 luglio 2014 alle 18:58

Perego: infortunio mortale in cantiere, al processo parlano due dei quattro imputati

I soccorritori con le forze dell'ordine sul luogo dell'incidente

Si è chiusa stamani l'istruttoria dibattimentale nell'ambito del processo che vede imputate quattro persone con l'accusa di omicidio colposo aggravato.
I fatti contestati risalgono al 20 dicembre 2010, quando in un cantiere edile a Perego, all'angolo tra Via Ponte e Via Volta, morì Marco Malugani, operaio residente in Valsassina.
Il 42enne era stato colpito mortalmente al capo da una trave posizionata sul tetto in costruzione al quale stava lavorando, urtata erroneamente dalla forca di una gru presente nel cantiere. Visto il consistente peso, per l'operaio di Crandola non c'era stato nulla da fare.
A processo, celebrato secondo il rito ordinario, sono finiti Antonio M.,  titolare dell'azienda di Pasturo per la quale lavorava la vittima, il subappaltatore Giambattista L., il coordinatore della sicurezza Giuseppe R. e Angelo S., legale rappresentante dell'altra azienda che stava svolgendo i lavori edili nel cantiere pereghino. I quattro sono difesi rispettivamente dagli avvocati Stefano Pelizzari e Nadia Invernizzi, Emilio Gueli, Roberto Corbetta e Umberto Tomalino.
Due degli iniziali indagati avevano invece scelto davanti al Gup Massimo Mercaldo, la strada del patteggiamento: si tratta di Ivan R., committente, condannato alla pena di un anno, e di Cristiano G., manovratore della gru, che aveva rimediato una pena pari a un anno e quattro mesi.
Dopo la deposizione, stamani, dell'ultimo teste della difesa, sono stati due dei quattro imputati a processo a sottoporsi ad esame, rendendo spontanee dichiarazioni davanti al giudice Gian Marco De Vincenzi.
Giuseppe R. ha spiegato di aver redatto il piano sicurezza del cantiere, effettuando il coordinamento in fase di esecuzione lavori. ''Mi recavo sul posto una volta ogni quattro o cinque giorni - ha spiegato - mentre l'ultimo sopralluogo prima dell'incidente l'avevo effettuato il 16 dicembre''.
L'imputato ha però spiegato di non conoscere, prima dell'incidente, la data effettiva di inizio lavori di posa del tetto, in quanto non comunicatagli ufficialmente: ''avrei dovuto ricevere la documentazione richiesta alle società coinvolte prima di dare il via all'opera, ma non era arrivato nulla''.
Giuseppe R. ha proseguito il proprio racconto spiegando di aver analizzato compiutamente, nel piano della sicurezza redatto, le attività del cantiere pereghino che avrebbero potuto svolgersi in sovrapposizione e il montaggio del tetto non figurava tra queste. Il 16 dicembre, a pochi giorni dall'incidente e durante l'ultimo sopralluogo effettuato dall'imputato, si stava procedendo con il montaggio dei pilastri che avrebbero sostenuto la copertura.
E' stata la volta del secondo imputato, Angelo S., direttore del cantiere e legale rappresentante di un'altra azienda che stava effettuando i lavori a Perego. L'uomo ha esposto la cronologia dei fatti svoltisi in quella giornata, precedenti la morte di Marco Malugani. E' poi entrato nel vivo del proprio racconto, rispondendo alla domanda del giudice relativa alla manovra compiuta dalla gru: ''sinceramente davo per scontato che le travi montate sul tetto fossero state fissate per evitare che si muovessero, perchè solitamente funziona così nei cantieri. Non si parla di queste cose, sono scritte e solitamente si procede in questo modo''. In realtà la trave non fissata, nell'impatto con la gru finì sul capo dell'operaio 42enne, deceduto praticamente sul colpo. Un tragico incidente avvenuto in una manciata di secondi.
L'esame di Angelo S. ha chiuso l'istruttoria dibattimentale. Il processo è stato aggiornato al 18 novembre per la discussione: in quella data è attesa la requisitoria del pubblico ministero e le arringhe dei legali di due imputati su quattro.

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