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Scritto Mercoledì 16 giugno 2010 alle 19:17

Paderno: l'arte brianzola protagonista in paese fino al 20

Saggi di teatro nel cortile municipale e un incontro a Cascina Maria dedicato ad Arturo Vermi, ovvero un venerdì dedicato all’arte nel giugno padernese.



Dalle 17,30 fino a sera, gli attori che avevano partecipato ai corsi promossi da Antisopore, nuova associazione con sede a Paderno d’Adda, è salita sul palcoscenico della biblioteca. Dalla materna alle elementari, dalle medie alle superiori, gli studenti hanno dato prova di tutto quello che, in questi mesi di lavoro, avevano acquisito. Molti i genitori ad applaudirli. Conclusione di “Qui, già oltre”, alle 21, Simona Bartolena, critica d’arte, e Anna Vermi, moglie dell’artista, hanno presentato figura e opere di Arturo Vermi, un grandissimo dell’arte contemporanea. Negli anni ottanta, da Brera, quartiere di Milano dove aveva vissuto a lungo, Vermi si era trasferito in Brianza con Anna e col figlio Sabino, prima a Verderio poi a Paderno d’Adda, dove è sepolto.
La Bartolena ne ha raccontato il percorso artistico, le amicizie con Melotti e Piero Maggioni, con Nanni Valentini e Scahiavocampo, ad Antonio Saccabarozzi e Agostino Bonalumi.



“Sinergie
– ha sottolineato - che si creano intorno ad un luogo o tra le persone, come tra Vermi e gli amici”. Anna Vermi ha raccontato “l’artista visto dall’interno. Vivo qui da un quarto di secolo  in quell’angolo di Paderno, che Arturo aveva amato moltissimo, vedevamo Grigna e Resegone. Lasciare Brera per la Brianza fu una scelta. A Milano, Arturo fondò il Gruppo del Cenobbio. Ci fu un momento, quello dei Diari e dei Segni, in cui molti videro nelle sue opere una strada nuova. Alla Biennale di Venezia ebbe grossi riconoscimenti. In quello stesso momento, quando tutti volevano i diari e le opere dei segni, Arturo cominciò a dipingere la luna, ovvero una sorta di dialogo tra cielo e terra. Qualcuno gli consigliò: lascia la luna in cantina e continua sulla strada dei segni. Arturo ci provò, ci riuscì per un mese. Poi uscì con una mostra solo sulla luna”. Ha sottolineato la Bartolena “Il coraggio di cambiare strada nel momento del riconoscimento più grande, come fece Vermi. E’ questo, a mio parere, il tratto che distingue un artista che segue soltanto la sua ispirazione”.



La mostra di Piera Biffi ed Enrico Giudiacianni sull'"artista e la sua immagine", che rimarrà aperta fino al 20 giugno, è il secondo evento della programmazione artistica.



Organizzato dall'assessorato alla cultura, sarà questo uno degli appuntamenti significativi del giugno padernese.
Sergio Perego
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