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Scritto Venerdì 13 giugno 2014 alle 09:45

Brivio: Giovanni Vattimo in mostra, un’opera per il Papa

Una mostra per raccontare i “Paesaggi silenziosi” dell’Adda e un incontro, il terzo,  con un pontefice per Giovanni Vattimo, pittore e scultore conosciuto in tutto il lecchese. La mostra errà inaugurata alle 18.00 del 13 giugno nella casa natale di Cesare Cantù. Il 24 giugno l'artista, che vive a Olgiate ma ha studio a Brivio, sarà in Vaticano dove durante l'udienza con papa Francesco gli donerà la sua ultima opera, la Madonna col Bambino che sta ultimando.

L'artista all'opera

"Nel 2001 a Papa Wojtyla avevo donato la Sacra Famiglia – ha spiegato Vattimo - a Benedetto XVI, nel 2008, la Natività con altre figure. Per Papa Francesco ho quasi terminato questa scultura, che ho poi voluto dipingere con i colori classici delle figure sacre rinascimentali".
Oggi, 13 giugno, si aprirà invece la mostra antologica sull'Adda.
“Sono pezzi di fiume, come il Foppone sotto la Rocchetta di Airuno o il Toffo che in qualche caso ho scoperto solo navigando con la barca. Ho voluto chiamarli "Paesaggi silenziosi" perchè, molte volte, solo nei pomeriggi invernali in mezzo al fiume o alla campagna, ho scoperto angoli poco conosciuti. Mondonico, Olgiate, Imbersago, Paderno sono i pezzi di territorio in cui molti si potranno riconoscere".
Nato in Calabria, Vattimo vive a Olgiate Molgora da oltre 50 anni. Ha lavorato a lungo come infermiere al Mandic di Merate. Dopo la pensione si è dedicato alla pittura, ma è anche volontario nella Protezione Civile di Imbersago. 

Questa la presentazione dell'artista:

“Quando li incontri in silenzio, questi luoghi ti raccontano cose che fino a quel momento ancora non avevi scoperto. Magari anche di te stesso.  Sorprendendo perfino chi su quel fiume ci vive da sempre”. Con queste parole  martedì 10 giugno, Giovanni Vattimo mi ha salutato sulla porta del suo studio, nel centro storico di Brivio. L’avevo incontrato per sapere quali fossero le opere che avrebbe esposto nella sede della Pro Loco, oltre un secolo fa casa natale di Cesare Cantù. Vorrei intitolarla – aveva concluso - “Paesaggi silenziosi”. Ero d’accordo. Quell’aggettivo descriveva perfettamente  non solo i suoi quadri,  Vattimo è da sempre uomo silenzioso. Non già perchè non abbia nulla da dire, anzi. Perchè invece, alle parole lui ha sempre preferito i segni che lascia sulla tela. E’ con quelli che da cinquant’anni racconta il mondo che lo circonda, e, qualche volta, anche i sentimenti che, schivo com’è, difficilmente spiega a chi lo sta ascoltando.
Dalla Calabria, dove è nato, a Brivio, Mondonico, all’Adda che, dalla maturità, incontra ogni giorno. Giovanni Vattimo ha cominciato a dipingere qui. E qui, anche quando virtualmente si allontana per raccontare altro, sempre ritorna. Sono pezzi di territorio che sono diventati parte della sua vita. Non può, e nemmeno vuole, dimenticarli.
Vattimo non è un figurativo, non copia. Se dovessimo cercare a chi si ispira, per risalire ai suoi maestri dovremmo guardare agli impressionisti. In Brianza invece, a quello che fu il suo grande amico-maestro: Piero Maggioni. Come quel grande artista, anche Vattimo dipinge per emozioni. “Esco in barca, cammino sull’alzaia, attraverso i boschi, guardo, ascolto, la natura, il fiume e chi lo abita. Sono loro a dirmi cosa, tornato in studio, dipingerò”.
Pennellate cariche di colore, materiche, perchè, lo ripetiamo, Giovanni non copia. Ciò nonostante, ne siamo certi, non solo chi conosce e ama questo fiume e questa parte di territorio, riconoscerà quell’angolo di fiume, magari al Foppone sotto la Rocchetta di Airuno o al Toffo di Brivio, che forse non aveva ancora guardato con attenzione. Come dice Giovanni “Non aveva ancora scoperto”. Certo ci sono anche i paesaggi “nascosti”. Quelli che si possono incontrare solo navigando con una barca a remi in mezzo al fiume.  Perchè qui, se vuoi scoprire l’essenza di quello che stai guardando, e vivendo, il silenzio diventa condizione imprescindibile. Di più, è componente fondamentale della riflessione che accompagna il tuo viaggio nella natura, a volte anche nella vita. Provate a guardare le tele di Vattimo in questo modo: a immaginarvi sulla strada che, dall’alto, si affaccia sul fiume. A camminare, come fa lui, fino a raggiungere e fermarvi negli angoli più nascosti. Scoprirete quello che, con i suoi quadri, Giovanni vuole raccontarvi.
Giovanni Vattimo però, ha una lunga storia. La sua ricerca è partita da lontano. Chi lo conosce ricorda certamente i paesaggi di Brianza, soprattutto intorno a Mondonico, che sono stati per anni il suo soggetto quasi ossessivo. Quei paesaggi così ricchi di verde, venivano come illuminati, o spezzati, da una nuvola di colori; giallo, rosa o rossi. Non ho mai chiesto a Giovanni che cosa volessero significare. So però che, anche quando se ne allontana, Vattimo sempre vi torna, magari solo con una tela. Luce e colori poi, non sono mai gli stessi. Anzi non si ripetono mai. Qualche volta il volume della materia sembra voler assorbire tutta la luce e occupare tutto lo spazio. Altre volte ad illuminare la tela è solo una piccola casa che compare tra il giallo delle rocce e il verde dei boschi. Per Giovanni quella luce e quei colori sono sempre qualcosa di diverso, che deve comunque rompere la quiete, delle colline di Brianza, tra Olgiate e Brivio, e dell’Adda naturalmente. Perchè, e Giovanni lo sa, la vita non scorre sempre serena. E bisogna allora trovare il modo per raccontare anche questo: l’inquietudine. Che per un artista diventa infine ricerca. Diventa l’opera.
Non a caso Giovanni ha voluto inserire nel percorso di questa mostra anche due tele che, in apparenza, seguono strade diverse. Un bambino nel ventre della madre e l’inquinamento. Con la prima ha voluto ricordare, prima di tutto a se stesso, da dover arriviamo. La seconda per renderci consapevoli che, i viaggi nello spazio, sono anche un modo, dice lui, per cercare un mondo meno inquinato. Dunque una fuga.
Infine la Sindone. Questo sì, discorso intimo di Vattimo, per dire al mondo che lui è credente. E  che, dopo quello con Papa Wojtyla nel 2001 e Papa Ratzinger nel 2008, il 24 giugno, ovvero un giorno dopo aver chiuso questa mostra, Giovanni Vattimo sarà a Roma per incontrare Papa Francesco. Al quale donerà una Madonna col Bambino che sta ultimando in questi giorni. Questo però ce lo racconterà al suo ritorno.


S.P.
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