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Scritto Giovedì 12 giugno 2014 alle 17:41

Brivio: la corrente ferma Marina militare e Esercito, in cerca di un ordigno bellico

La forte corrente dell’Adda ha impedito agli uomini della Marina militare e dell’Esercito Italiano di effettuare il sopralluogo presso il ponte di Brivio in programma per oggi, giovedì 12 luglio, per verificare la presenza di un ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale sul fondo del fiume.

Il tenente Marco Saponangelo e il capitano Pierluigi Donati

Gli uomini del Decimo Reggimento Genio Guastatori di Cremona ai comandi del capitano Pierluigi Donati, responsabili della bonifica degli ordigni bellici in Lombardia, sono giunti in paese nelle prime ore del pomeriggio unitamente alla Marina militare agli ordini del tenente Marco Saponangelo. Il loro supporto tecnico si è reso necessario proprio per la necessità, prima di qualsiasi ulteriore operazione, di verificare se il fiume ospita sul suo fondale un residuo del bombardamento del ponte avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale.


Una segnalazione puntuale in questo senso è giunta tempo fa presso gli uffici comunali, ed è stata girata per competenza alla Prefettura lecchese e agli organi competenti. Da qui la promozione dell’operazione di ricognizione in programma per oggi, che dovrà però essere effettuata nuovamente in una data ancora tutta da decidere.

Da destra il maresciallo Leonardo Casella, Antonio Della Corte, Marco Manzoni, il maresciallo Cristian Cucciniello

Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

I Carabinieri di Brivio agli ordini del maresciallo Cristian Cucciniello, la Protezione Civile del gruppo intercomunale di Imbersago, la Polizia locale guidata dal comandante Antonio Della Corte e la Croce Rossa hanno chiuso la Via Alzaia in entrambe le direzioni nel tratto che passa sotto il ponte, per consentire ai militari di predisporre l’operazione di sopralluogo in sicurezza. Presente anche il responsabile dell’ufficio tecnico Marco Manzoni.

Il transito senza sosta è stato garantito ai residenti, e non ci sono state ripercussioni per il traffico veicolare sul ponte. Dopo il fissaggio di un cavo di ancoraggio a livello dell’acqua, due sub della Marina militare sono stati accompagnati con un motoscafo tra i due piloni centrali del ponte, punto in cui l’oggetto è stato segnalato ad una profondità di circa 5 metri.
La prima immersione ricognitoria si è però interrotta in pochi minuti: troppo forte la corrente del fiume, a causa dell’apertura della diga di Olginate nelle scorse ore per consentire che la portata dell’acqua vada a sopperire alla richiesta nelle aree a valle del lecchese.



Non è stato dunque possibile portare a termine l’operazione in sicurezza, e si dovrà procedere a ripetere il tutto in una data da definire. Ufficio tecnico e forze dell’ordine si terranno in contatto per valutare quando procedere. “Se la verifica da parte della Marina militare darà esito positivo sulla presenza di un ordigno, dovremo valutare come intervenire: se farlo brillare in loco o trasportarlo altrove” ha spiegato il capitano Donati. Al momento però non è stato possibile verificare se in fondo al fiume giace una vecchia bomba, e sarà necessario attendere che la corrente cali per avere una risposta.

 

R.R.
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