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Scritto Mercoledì 11 giugno 2014 alle 10:28

La Regione ''boccia'' il progetto di prolungamento della tangenziale est. ''Insostenibile tecnicamente e economicamente''

È sostanzialmente una bocciatura dell'attuale progetto del prolungamento della tangenziale est fino ad Olginate quella fatta da Regione Lombardia al Piano Territoriale di coordinamento provinciale.
Infatti se da un lato i tecnici del Pirellone riconosco i vantaggi viabilistici dell'opera, dall'altro non usano mezzi termini: "le prospettive di attuazione sul piano tecnico e della sostenibilità economica sono remote"e le analisi fatte dalla Provincia di Lecco sono definite "fortemente carenti".


Nella delibera, e sarà uno degli aspetti che farà sicuramente più discutere, si auspica in particolare un diverso tipo di progetto: non più un tracciato completamente in galleria ma, dove possibile,  "uno sviluppo del corridoio a raso o in trincea". Insomma, per ridurre i costi, Regione consiglia di evitare il tunnel a favore di una normale strada al livello del suolo o al limite in trincea, ovvero interrata ma a cielo aperto.
La delibera regionale X/1841 del 16 maggio osserva infatti il Piano territoriale di coordinamento provinciale e dedica ampio spazio proprio all'ipotesi di prolungamento della tangenziale est da Usmate fino a Olginate.
Queste le caratteristiche tecniche del tracciato: 14,6 km di percorso con sezione a doppia carreggiata e doppia corsia per senso di marcia di tipo "B" nel tratto Usmate-Calco e di tipo C1 (una corsia per senso di marcia) da Calco fino a Olginate.
Già in queste osservazioni emerge tuttavia come la concretizzazione sia ancora molto lontana, e dovrà scontrarsi con alcune difficoltà progettuali ma anche e soprattutto economiche. Pur riconoscendone l'utilità, si specifica infatti che il Pirellone non consideri ancora il prolungamento tra le opere di prossima realizzazione.


"L'intervento non figura inserito in nessuno degli strumenti di programmazione regionale di livello strategico o settoriale - si legge nella delibera  - Tuttavia con l'approvazione di uno specifico ordine del giorno avvenuta il 9/7/2013 il consiglio regionale ha espressamente invitato la giunta a condurre valutazioni su tale opera, ritenuto che la stessa potrebbe risolvere (anche nell'ottica di una migliore fruizione della futura autostrada pedemontana) le problematiche di collegamento con Milano delle zone del meratese e del casatese, oggi penalizzate dall'inadeguatezza delle condizioni di percorribilità delle direttrici storiche".
Come dicevamo il documento del Pirellone non risparmia  alcune critiche, tanto di metodo quanto di merito, all'attuale formulazione proposta da Villa Locatelli, definita "mancante o fortemente carente per i seguenti aspetti: sul piano delle motivazioni dell'opera, sul terreno più propriamente trasportistico, e sul piano strettamente progettuale".
Due in particolare le obiezioni più forti mosse da Regione Lombardia.
La prima riguarda la variante alla ex ss.342dir da Usmate a Calco: un'opera dal costo stimato di 120 milioni che secondo i tecnici "perderebbe la propria ragion d'essere quantomeno per il tratto a ovest del quadrante Merate-Calco, in presenza di una nuova infrastruttura di tipo autostradale [la pedemontanan.d.r.] in sostanziale affiancamento/sovrapposizione".
Proprio in questo passaggio compare la prima "tegola" che la Regione getta sul progetto del prolungamento, che ben fa capire come gli uffici del Pirellone non siano affatto convinti dall'idea avanzata invece con determinazione dalla Provincia di Lecco.
Si legge, infatti, che il mantenimento nel Ptcp di entrambe le opere "testimonia di per sé la sostanziale inadeguatezza delle valutazioni propedeutiche al recepimento dell'ipotesi di prolungamento della tangenziale".
Ma è il punto successivo la vera bomba contenuta nella delibera regionale che, con le consuete formule burocratiche, da una parte ammette che per come sarebbe previsto attualmente non ci sono i fondi per la realizzazione del prolungamento della tangenziale Est fino al Olginate, e dall'altra consiglia di rivedere l'idea di fare l'intero percorso in galleria, suggerendo al contrario uno sviluppo a raso o in trincea.
Con un impatto ambientale ed estetico sul territorio brianzolo ben differente.
"L'intervento è previsto in galleria per la quasi totalità del suo sviluppo, riservando le uniche tratte a cielo aperto al potenziamento del sovrappasso con la linea ferroviaria [...] Risulta evidente come, in luogo di una tipologia realizzativa con prospettive di attuazione così remote sul piano tecnico e della sostenibilità economica, sarebbe stato preferibile che il piano concorresse a esplorare i margini di una più credibile fattibilità dell'opera, ad esempio individuando i pur residuali tratti che consentano uno sviluppo del corridoio a raso o in trincea".


La bocciatura qui è netta: tecnicamente ed economicamente per Regione Lombardia il prolungamento non è realistico. Se tangenziale deve essere fatta, dice il Pirellone, che sia a cielo aperto.
Un ultimo appunto fatto da Regione Lombardia ai tecnici lecchesi sulla mancanza della Vas, la Valutazione ambientale strategica che studia e prevede l'impatto che una determinata opera avrà sull'ecosistema:
"Appare quantomeno insolito se non addirittura contestabile sotto il profilo formale il fatto che, per le ricadute e le rilevanza descritte, l'inserimento di una tale previsione infrastrutturale non sia stata valutata con congrui livelli di approfondimento anche sotto il profilo ambientale Vas."

Paolo Valsecchi
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