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Scritto Lunedì 14 aprile 2014 alle 22:35

Colico: latitante accusato di ''calunnia'' dopo un decesso

Non è potuto comparire presso il Tribunale di Lecco nella mattinata di oggi, lunedì 14 aprile, perché è latitante. Il colichese Dario D.B. è imputato ai sensi dell'articolo 368 del codice penale (calunnia) per aver accusato Mauro F. di essere coinvolto nella morte di Fabio Brignoli. L'uomo morì il 4 marzo 2003 ad Algeri, nella sua stanza d'albergo, ma a seguito della deposizione di Dario D.B. un filone di indagini si era concentrato nel lecchese, dove era stato indicato in un primo tempo il luogo in cui rinvenire il corpo dell'uomo.
Le forze dell'ordine avevano poi appurato che Brignoli era deceduto per cause naturali, nel Paese in cui si trovava per lavoro.
A ricostruire la vicenda è stato in aula questa mattina il maresciallo Davide Cogoini, che ha ricordato come Mauro F. fosse coinvolto in una indagine sul traffico internazionale di stupefacenti.
"A seguito delle dichiarazioni di Dario D.B., non abbiamo avuto riscontro sull'indicazione del corpo di Fabio Brignoli e abbiamo dunque svolto le nostre indagini a ritroso" ha spiegato il maresciallo. "L'uomo deceduto era stato in comunità a S. Giuliano milanese per la sua tossicodipendenza, ma nel 2001 era tornato in Algeria por conto della ditta con cui lavorava. Abbiamo trovato atti e documenti che provano la sua morte nell'hotel di Algeri, dove è stato trovato senza vita, probabilmente per cause naturali. Apparentemente Mauro F. non ha nulla a che vedere con la morte di Brignoli, si trovava detenuto in Brasile all'epoca del fatto. Era stato in carcere con lui, ma poi i due si erano separati. Non ricordo se sia stata effettuata l'autopsia sul corpo. A dichiararlo coinvolto nell'omicidio era stato Dario D.B.".
Il pubblico ministero ha indicato una pena di 2 anni e 4 mesi di reclusione, richiesta condivisa dall'avvocato di parte civile Fabrizio Consoloni. "Si tratta di calunnia documentale, nel 2009 Mauro F. era indagato per traffico internazionale di stupefacenti e aveva risposto alle accuse di Dario D.B. in merito a tali fatti, indicando in lui non solo un consumatore di sostanze ma anche uno spacciatore" ha spiegato l'avvocato. "In risposta a tali affermazioni Dario D.B. si inventò il coinvolgimento di Mauro F. nell'omicidio Brignoli, oltre ad altre indicazioni relative a truffe e sfruttamento della prostituzione. Il tutto per screditare il mio assistito, tant'è che poi ha ritrattato il tutto dicendo che quelle cose le aveva sentite dire. Questo non lo esime dal reato di calunnia".
Ha chiesto invece l'assoluzione l'avvocato difensore Tiziana Bettega. "Non è stata fatta alcuna indagine sulla morte di Brignoli, ci si è accontentati di quanto detto da Mauro F." ha spiegato l'avvocato. "Non c'è calunnia in presenza di un reato di tipo putativo".
Il processo ai danni di Dario D.B. è stato aggiornato al prossimo 5 maggio.
R.R.
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